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Dire talebano a qualcuno è reato?

21 Agosto 2021 | Autore:
Dire talebano a qualcuno è reato?

Insulti a sfondo razziale: è possibile sporgere denuncia? Come tutelarsi in caso di ingiuria? Si può chiedere il risarcimento?

Ci sono tanti modi per poter insultare una persona, molti dei quali non contemplano nemmeno l’uso delle più note parolacce, cioè di quelle espressioni normalmente ritenute offensive. Spesso, è più facile oltraggiare qualcuno riferendosi a qualche sua caratteristica, come ad esempio all’aspetto fisico, al colore della pelle o alla provenienza geografica. Le ingiurie a sfondo razzista sono sempre più frequenti, soprattutto quando si legano a specifici accadimenti. Ad esempio, dire talebano a qualcuno è reato?

In questo momento storico, probabilmente come non mai, il termine “talebano” assume connotati decisamente negativi: televisione e giornali restituiscono le atrocità perpetrate da questa organizzazione militare, soprattutto nei confronti delle donne. Ecco perché dare del talebano a qualcuno ha una valenza inequivocabile di insulto, non essendo conosciuta un’accezione positiva dello stesso termine. Ma a noi interessa un’altra cosa; vogliamo sapere se dare del talebano è reato. Vediamo cosa dice la legge.

Talebani: chi sono?

Perché dare del talebano a qualcuno dovrebbe essere offensivo? È presto detto. I talebani sono un’organizzazione politica e militare afghana, a ideologia fondamentalista islamica.

I talebani sono nuovamente saliti alla ribalta per aver assunto il governo dell’Afghanistan, dopo che per circa un ventennio erano stati costretti ad arrendersi dall’intervento militare degli Stati Uniti e degli altri Paesi occidentali.

I talebani sono noti per la loro violenza e l’applicazione intransigente della Sharia, cioè della legge islamica frutto di un’interpretazione radicale dei precetti religiosi che stabiliscono le regole da seguire non solo in ambito spirituale, ma anche civile e sociale.

Ad esempio, per molti reati è prevista la pena di morte, per altri pene corporali. A preoccupare è poi la condizione delle donne, a molte delle quali è inibita qualsiasi istruzione e occupazione, per non parlare della loro sottomissione agli uomini.

Dare del talebano è un insulto?

Tanto premesso, è chiaro che, almeno in Italia e negli altri Paesi democratici d’Occidente, dare del “talebano” a qualcuno è un insulto, in quanto equivale più o meno ad attribuire la caratteristica di “incivile”, “violento” e “intollerante”.

Molto dipende, poi, dal contesto in cui un’espressione è pronunciata. Ad esempio, scherzando tra amici dare del “talebano” perde gran parte della sua portata offensiva (pur restando la connotazione negativa del termine), mentre in un contesto formale (ad esempio, durante una cena di lavoro o un comizio politico) apostrofare qualcuno come “talebano” può essere sicuramente molto oltraggioso.

Posto dunque che dire talebano a qualcuno è offensivo, questa condotta costituisce anche reato? Scopriamolo nel prossimo paragrafo.

Dare del talebano a qualcuno è reato?

Poiché, come abbiano detto, dare del talebano a qualcuno significa insultarlo, domandarsi se dire talebano è reato equivale a chiedersi se insultare una persona è reato. La risposta è: non più.

Nel 2016, il reato di ingiuria è stato abrogato [1]. Ciò significa che oltraggiare una persona non è più reato, anche qualora gli si dia del talebano. E questo vale anche quando l’ingiuria può sembrare razzista.

Come spiegato nell’articolo “Insulti razzisti: è reato?“, la Corte di Cassazione [2] ha stabilito che, a causa dell’abrogazione del reato di ingiuria, non sono punibili nemmeno le offese a sfondo razziale.

Peraltro, anche prima che il reato di ingiuria venisse eliminato dal Codice penale, la Suprema Corte aveva precisato che dare del talebano a un avversario politico non è condotta lesiva dell’onorabilità, purché l’epiteto rimanga nell’ambito di un dibattito politico [3].

Dunque, per quanto appena detto, possiamo affermare che dare del talebano a qualcuno non è reato, in quanto nessun tipo di ingiuria può essere perseguita penalmente. La denuncia/querela sporta per un fatto del genere verrebbe inevitabilmente archiviata dal pubblico ministero.

Ciò non significa, però, che la persona che abbia ricevuto l’oltraggio non possa tutelare le proprie ragioni. Vediamo perché.

Ingiuria: si può chiedere il risarcimento?

L’ingiuria non costituisce più reato, ma rimane un illecito civile. In altre parole, oltraggiare una persona è ancora una condotta giuridicamente rilevante, anche se non può essere punita a titolo di reato.

L’ingiuria, anche se non costituisce più un crimine, continua ad essere vietata. La persona che è stata apostrofata come “talebano” può dunque citare in giudizio chi l’ha offesa e chiedergli il risarcimento dei danni.

Oltre al risarcimento a favore della persona offesa, all’esito della sentenza civile, il colpevole può essere condannato dal giudice a pagare una sanzione pecuniaria da 100 a 8.000 euro in favore dello Stato.

La somma è aumentata da 200 a 12.000 euro se l’ingiuria è consistita nell’attribuzione di un fatto determinato oppure è stata commessa in presenza di più persone.

Senza il processo di risarcimento del danno, avviato dalla vittima, il colpevole non è tenuto a versare nulla alle casse pubbliche, né ovviamente a pagare il risarcimento.

Nelle ipotesi in cui il danno lamentato dalla vittima sia inferiore a 5.000 euro, la causa andrà instaurata innanzi al giudice di pace. Per quelle di importo superiore, la competenza è del tribunale. L’atto introduttivo è un normale atto di citazione.


note

[1] D.lgs. n. 7 del 15 gennaio 2016.

[2] Cass. sent. n. 2461 del 18 gennaio 2019.

[3] Cass., sent. n. 15323 dell’11 aprile 2008.

Autore immagine: canva.com/


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