Sanzioni per chi rifiuta il Pos

20 Agosto 2021 | Autore:
Sanzioni per chi rifiuta il Pos

In arrivo contro l’evasione sanzioni amministrative effettive per chi non consente i pagamenti con moneta elettronica. I consumatori: sarà la volta buona?

Se ne parla da una vita. Ma ora il Governo Draghi vuole che, finalmente, venga fatto un po’ di ordine sui pagamenti elettronici. Non capita di rado, infatti, che il consumatore debba cercare in tasca degli spiccioli per pagare in contanti una cifra modesta solo perché l’esercente gli nega la possibilità di farlo con il Bancomat o con la carta di credito. Nonostante lo Stato spinga verso l’abbandono dei contanti, dunque, c’è ancora e ogni tanto questa difficoltà.

Nelle intenzioni del Governo, dunque, c’è la volontà di garantire al cittadino il diritto di usare la moneta elettronica anche per pagare un caffè, il che comporta inevitabilmente per l’esercente l’obbligo di dotarsi di un Pos, cioè del dispositivo che consente il pagamento con le carte o con le app. Come spesso avviene, però, c’è un solo modo per imporre una cosa a chi non la vuole accettare: prevedere delle sanzioni. Ed è quello che il Governo annuncia, spiegando che lo farà nell’ambito della stretta all’evasione fiscale in arrivo grazie al Recovery plan.

A quanto ammonteranno quelle sanzioni? Ancora devono essere definite ma, di sicuro, non piaceranno ai commercianti che ancora amano i contanti perché ritengono di pagare troppe commissioni sull’uso del Pos. Ci sperano, invece, le associazioni dei consumatori, anche se non nascondono una certa perplessità più che giustificata. Il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, mette le vesti di San Tommaso e dice senza mezzi termini: «Non ci crediamo finché non lo vediamo, o meglio fino a che non diventerà legge dello Stato con tanto di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Già in passato abbiamo assistito ad annunci poi rivelatesi solo fake news». Questa volta, però, i presupposti ci sono, secondo Dona: «Dopo che il decreto-legge 30 giugno 2021, n. 99 ha alzato il credito d’imposta dal 30 al 100% per le commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate, le scuse stanno a zero! Che sia la volta buona», conclude il presidente dell’Unc.

La stretta sull’uso dei Pos, ovviamente, non arriva solo per facilitare la vita ai consumatori che non vogliono più il peso dei contanti in tasca. Lo scopo è anche quello di combattere l’evasione fiscale di chi è abituato ad incassare in nero una parte dei guadagni della giornata, tra chi batte uno scontrino o fa una ricevuta per un valore inferiore a quello effettivamente pagato dal cliente e chi lo scontrino non lo fa proprio per niente. Detto questo, se davvero si vorrà togliere a qualche esercente il vizio di evadere il Fisco evitando il Pos, saranno necessari ulteriori controlli. Esempio: chi mi dice che qualche amico non mi dirà di strisciare la carta per pagare la metà del conto e di dargli il resto in nero?

L’obiettivo del Governo, attraverso l’attuazione del Recovery plan, è quello di arrivare al 2024 con una propensione all’evasione fiscale inferiore del 15% rispetto al 2019. Ridurre la propensione all’evasione significa convincere i contribuenti a dichiarare tutto quello che incassano. E per diffondere questa mentalità tra chi oggi opta per le scappatoie, occorrono degli argomenti validi. A partire dall’impegno della Pubblica Amministrazione a pagare i suoi debiti. Il programma del Governo prevede, in questo senso, di abbassare di 30 giorni (60 per la sanità) entro il 2023 i tempi di pagamento della «cosa pubblica».



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