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Pensione: quando viene pagata?

15 Novembre 2021 | Autore:
Pensione: quando viene pagata?

Decorrenza pensione di vecchiaia, anticipata, di anzianità: quando avviene il pagamento, rispetto alla data di maturazione dei requisiti?

Maturati i requisiti per la pensione, è assai difficile che il trattamento venga liquidato subito dopo: per la maggior parte delle prestazioni pensionistiche, infatti, la decorrenza è posticipata da un periodo di attesa, detto finestra, che parte dalla data di perfezionamento dei requisiti e può durare anche 21 mesi. Non è possibile stabilire in modo univoco, in merito alla pensione, quando viene pagata, non solo a causa delle decorrenze, che possono variare sia in base al trattamento che alla categoria di appartenenza del lavoratore o della lavoratrice, ma anche a causa della tardiva liquidazione dell’assegno da parte dei funzionari Inps (o del diverso ente previdenziale) preposti alla pratica.

Peraltro, è importante tener presente che la pensione non è liquidata in automatico, ma soltanto a seguito di domanda da parte dell’interessato: per alcuni trattamenti pensionistici, come la pensione di vecchiaia, si ha comunque diritto ai ratei arretrati, qualora l’istanza di pensionamento sia presentata successivamente alla data di decorrenza, mentre per altri trattamenti, come la pensione anticipata, la domanda tardiva sposta in avanti la decorrenza della pensione.

Ci sono ulteriori circostanze che possono ritardare la liquidazione della pensione o, addirittura, determinarne la sospensione o la revoca: ad esempio, per i lavoratori dipendenti il trattamento pensionistico non può essere liquidato, se prima non è verificata l’effettiva cessazione dell’attività di lavoro subordinato. In merito alla pensione Quota 100, sussiste, fino al compimento del 67° anno di età, la totale incompatibilità del trattamento con qualsiasi reddito derivante da un’attività lavorativa (ad eccezione del reddito derivante da lavoro autonomo occasionale, nel limite massimo di 5mila euro di compensi annui).

Osserviamo ora qual è la decorrenza delle principali tipologie di trattamento pensionistico.

Pensione anticipata: decorrenza

Vediamo, in relazione alle principali tipologie di pensione anticipata e di anzianità, qual è la decorrenza e quali sono le condizioni per la liquidazione del trattamento:

  • pensione anticipata ordinaria [1]:
    • requisito di contribuzione (ottenibile anche in regime di cumulo [2], cioè sommando gratuitamente i contributi accreditati presso gestioni previdenziali differenti):
      • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
      • 41 anni e 10 mesi per le donne;
    • decorrenza posticipata sulla base di una finestra pari a:
      • 3 mesi per la generalità dei lavoratori;
      • per gli appartenenti al comparto Scuola e Afam, rispettivamente il 1° settembre/1° novembre con requisiti maturati entro il 31 dicembre dello stesso anno;
  • pensione anticipata contributiva [3]:
    • requisito anagrafico pari a 64 anni;
    • requisito contributivo pari a 20 anni; può essere ottenuta dai soli lavoratori privi di contribuzione antecedente al 1996, o aventi effettuato il computo presso la gestione separata (cioè facendo confluire tutta la contribuzione presso questa cassa, nel rispetto di specifiche condizioni); è possibile ottenere questa pensione in regime di cumulo, ma rispettando particolari condizioni;
    • requisito economico: una soglia minima dell’assegno pari a 2,8 volte l’assegno sociale;
  • decorrenza: per gli iscritti presso l’Assicurazione generale obbligatoria Inps, dal 1° giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti, o all’invio della domanda di pensione, se successiva; per gli appartenenti al comparto Scuola e Afam, rispettivamente il 1° settembre/1° novembre con requisiti maturati entro il 31 dicembre dello stesso anno;
  • pensione anticipata con requisito ridotto per lavoratori precoci [4]:
    • requisito contributivo: 41 anni di contribuzione (anche in regime di cumulo), 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del 19° anno di età; non può essere ottenuta dai soli lavoratori privi di contribuzione antecedente al 1996;
    • requisito personale: possono richiedere la riduzione del requisito contributivo per la pensione anticipata i soli lavoratori precoci che appartengano alle categorie dei disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi dal 74%, addetti ai lavori gravosi e usuranti; per approfondire, leggi “Pensione anticipata precoci“;
    • decorrenza posticipata sulla base di una finestra pari a:
      • 3 mesi per la generalità dei lavoratori;
      • per gli appartenenti al comparto Scuola e Afam, rispettivamente il 1° settembre/1° novembre con requisiti maturati entro il 31 dicembre dello stesso anno;
    • è necessario, per ottenere questa tipologia di pensione, inviare un’apposita istanza di certificazione dei requisiti entro il 1°marzo di ogni anno, tardivamente entro il 30 novembre, nell’annualità entro la quale si maturano i requisiti stessi;
  • pensione anticipata Quota 100 [5]:
    • requisito anagrafico pari a 62 anni, da maturare entro il 31 dicembre 2021;
    • requisito contributivo pari a 38 anni (con alcune particolarità, anche relative alla possibilità di cumulo), da maturare entro il 31 dicembre 2021;
    • decorrenza posticipata sulla base di una finestra pari a:
      • 3 mesi per la generalità dei lavoratori;
      • 6 mesi per i dipendenti pubblici (anche obbligo di dimissioni con 6 mesi di anticipo);
      • per gli appartenenti al comparto Scuola e Afam, rispettivamente il 1° settembre/1° novembre con requisiti maturati entro il 31 dicembre dello stesso anno;
  • pensione anticipata Opzione donna [6]:
    • requisito anagrafico pari a 58 anni per le dipendenti, 59 anni per le autonome, raggiunto entro il 31 dicembre 2020;
    • requisito contributivo pari a 35 anni, raggiunto entro il 31 dicembre 2020;
    • decorrenza posticipata sulla base di una finestra pari a:
      • 12 mesi per le dipendenti;
      • 18 mesi per le autonome;
      • per le appartenenti al comparto Scuola e Afam, rispettivamente il 1° settembre/1° novembre con requisiti maturati entro il 31 dicembre dello stesso anno;
  • pensione di anzianità in totalizzazione:
    • requisito contributivo pari a 41 anni, totalizzato tra più gestioni (la totalizzazione funziona in modo simile al cumulo, in quanto consente di sommare gratuitamente tutta la contribuzione posseduta presso le gestioni di previdenza obbligatoria, comprese le casse professionali);
    • decorrenza posticipata sulla base di una finestra pari a 21 mesi dalla maturazione dell’ultimo requisito;
    • è possibile ottenere questa pensione sommando gratuitamente tutta la contribuzione posseduta presso le gestioni di previdenza obbligatoria, comprese le casse professionali;
  • pensione di anzianità per i lavoratori addetti ad attività particolarmente faticose e pesanti ed ai turni notturni:
    • requisito di età minimo pari ad almeno 61 anni e 7 mesi, crescente sino a 64 anni e 7 mesi in base alla categoria di appartenenza;
    • requisito contributivo pari a 35 anni;
    • quota minima (somma di età e contribuzione) pari a 97,6;
    • per ottenere il trattamento è necessario presentare un’apposita istanza entro il 1° maggio dell’anno precedente a quello in cui risultano perfezionati i requisiti;
    • la decorrenza, un tempo differita sulla base di una finestra, è ora collocata il 1° giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti; può essere spostata sino a 3 mesi se l’istanza di accesso al trattamento è presentata in ritardo.

Pensione di vecchiaia: decorrenza

Vediamo, in relazione alle principali tipologie di pensione di vecchiaia, qual è la decorrenza e quali sono le condizioni per la liquidazione del trattamento:

  • pensione di vecchiaia ordinaria [7]:
    • requisito anagrafico pari a 67 anni;
    • requisito contributivo pari a 20 anni (anche in regime di cumulo), 15 anni per i beneficiari di speciali deroghe; per approfondire: Pensione con 15 anni di contributi;
    • requisito economico: una soglia minima dell’assegno pari a 1,5 volte l’assegno sociale, per i soli lavoratori privi di contribuzione antecedente al 1996;
    • decorrenza il 1° giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti, o all’invio della domanda di pensione; per gli appartenenti al comparto Scuola e Afam, rispettivamente il 1° settembre/1° novembre con requisiti maturati entro il 31 dicembre dello stesso anno;
  • pensione di vecchiaia contributiva:
    • requisito anagrafico pari a 71 anni;
    • requisito contributivo pari a 5 anni (conseguibili anche in regime di cumulo, a particolari condizioni); può essere ottenuta dai soli lavoratori privi di contribuzione antecedente al 1996 o aventi effettuato il computo presso la gestione Separata (in quest’ultimo caso, con un minimo di 15 anni di contribuzione);
    • decorrenza il 1° giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti, o all’invio della domanda di pensione; per gli appartenenti al comparto Scuola e Afam, rispettivamente il 1° settembre/1° novembre con requisiti maturati entro il 31 dicembre dello stesso anno;
  • pensione di vecchiaia in deroga al requisito anagrafico [8]:
    • requisito di età pari a 56 anni per le donne, 61 anni per gli uomini;
    • requisito contributivo pari a 20 anni (eventualmente cumulabili), o 15 anni se beneficiari delle deroghe;
    • requisito amministrativo: la deroga riguarda i soli lavoratori dipendenti del settore privato;
    • requisito sanitario: invalidità pensionabile almeno pari a 12 mesi;
    • decorrenza posticipata sulla base di una finestra pari a 12 mesi dalla maturazione dell’ultimo requisito;
  • pensione di vecchiaia per i lavoratori addetti ad attività gravose o particolarmente faticose e pesanti:
    • requisito anagrafico pari a 66 anni e 7 mesi;
    • requisito contributivo pari a 30 anni;
    • requisito economico: una soglia minima dell’assegno pari a 1,5 volte l’assegno sociale, per i soli lavoratori privi di contribuzione antecedente al 1996;
    • finestra:
      • per gli appartenenti al comparto Scuola e Afam, rispettivamente il 1° settembre/1° novembre con requisiti maturati entro il 31 dicembre dello stesso anno;
    • è possibile ottenere questa pensione in regime di cumulo, ma solo interno all’Assicurazione generale obbligatoria;
  • pensione di vecchiaia in totalizzazione:
    • requisito anagrafico pari a 66 anni;
    • requisito contributivo, totalizzato tra tutte le gestioni, pari a 20 anni;
    • requisito economico: una soglia minima dell’assegno pari a 1,5 volte l’assegno sociale, per i soli lavoratori privi di contribuzione antecedente al 1996;
    • decorrenza posticipata sulla base di una finestra pari a 18 mesi dalla maturazione dell’ultimo requisito.

Indennità di accompagnamento alla pensione

Non sono previste finestre per l’accesso alle indennità di accompagnamento alla pensione, come l’Ape sociale, l’isopensione, l’assegno straordinario e il contratto di espansione, ma sono previste procedure particolari per i lavoratori beneficiari. Queste indennità, ad ogni modo, costituiscono un mero strumento di accompagnamento alla pensione di vecchiaia o anticipata (in base alla tipologia di indennità ed alla “distanza” dell’uscita dal lavoro rispetto alla maturazione del trattamento pensionistico più vicino), non una pensione a sé. Per approfondire, leggi “Scivolo per la pensione“.

Pagamento della pensione

Sinora abbiamo osservato, in relazione alle principali tipologie di trattamento pensionistico, la decorrenza teorica, cioè la data in cui l’ente previdenziale dovrebbe liquidare l’assegno al pensionato, a seconda della data di maturazione dei requisiti e di invio della domanda.

Ben altra questione è, invece, la liquidazione della pensione “nel concreto”: molto spesso, rispetto alla data di decorrenza, si registrano dei ritardi notevoli nei pagamenti delle pensioni, pari anche a quattro mesi e oltre.

Vero è che, in questi casi, il lavoratore ha diritto agli arretrati della pensione, a partire dalla data teorica di decorrenza in poi. Tuttavia, non si può nascondere che la liquidazione tardiva della pensione rappresenti un gravissimo disagio, soprattutto per quelle famiglie il cui stipendio prima e la pensione poi rappresentano l’unico sostentamento.

Non si conoscono nel dettaglio le cause di questi forti e frequenti ritardi, con tutta probabilità si tratta di problemi organizzativi e di carenza di personale, problematiche che si registrano soprattutto in relazione ai vecchi fondi previdenziali poi confluiti nell’Inps. Ad ogni modo, anche se il problema esiste da anni, si spera che l’Istituto prenda dei seri provvedimenti per non sottoporre le famiglie dei pensionati a notevoli disagi economici.


note

[1] Art.24, co.10, DL 201/2011.

[2] Art.1, co. 239 e ss., L.228/2012.

[3] Art.24, co.11, DL 201/2011.

[4] Art.1, co. 199, L. 232/2016.

[5] Art. 14 DL 4/2019.

[6] Art. 16 DL 4/2019.

[7] Art.24, co.6, DL 201/2011.

[8] Art.1 co.8 D.lgs. 503/1992.

Autore immagine: pixabay.com


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