Divorzio con sei mesi di separazione

30 maggio 2014


Divorzio con sei mesi di separazione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 maggio 2014



Diritto di famiglia: Primo sì ieri alla Camera per la riduzione dei tempi della procedura. Il testo ora passa all’esame del Senato. Un anno se non c’è accordo nella coppia.

Un anno in caso di conflitto; 6 mesi in caso di consenso. Queste le durate del periodo di separazione necessario per ottenere il cosiddetto divorzio breve.

La Camera ha approvato ieri in prima lettura (il testo ora passa al Senato) il disegno di legge sul «divorzio breve». Assai ampio e trasversale il gradimento sul testo: i voti a favore sono stati 381, 30 i contrari, 14 gli astenuti. L’unica forza politica a opporsi è stata quella costituita dai Popolari per l’Italia-Udc.

Quattro soli articoli per un cambiamento profondo. La cui portata, al netto di ogni considerazione di natura morale oppure sociologica, è già evidente nel confronto tra vecchia e nuova disciplina. L’attuale legge sul divorzio prevede che lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio può essere domandato da uno dei coniugi nel caso in cui è stata pronunciata con sentenza passata in giudicato la separazione giudiziale fra i coniugi oppure è stata omologata la separazione consensuale. Per la proposta della domanda di divorzio, la separazione deve essersi protratta ininterrottamente da almeno tre anni, a decorrere dalla comparsa dei coniugi davanti al presidente del tribunale.

Il disegno di legge approvato ieri riduce – nel caso di divorzio giudiziale – a 12 mesi la durata del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi che legittima la domanda di divorzio; fa decorrere il termine dalla notificazione della domanda di separazione; prevede che, se alla data di istaurazione del giudizio di divorzio è ancora pendente la causa di separazione in relazione alle domande accessorie, la causa deve essere assegnata al giudice della separazione personale.

Invece, nelle separazioni consensuali, la durata della separazione si riduce a 6 mesi; il termine decorre dalla data di deposito del ricorso nelle ipotesi di ricorso congiunto oppure dalla data di notificazione del ricorso in caso di presentazione dello stesso da parte di uno solo dei coniugi.

Oggi poi l’ordinanza con cui il presidente del tribunale o il giudice istruttore, nell’udienza di comparizione per separazione personale, adotta i provvedimenti temporanei e urgenti nell’interesse dei figli e dei coniugi, conserva efficacia anche dopo l’estinzione del processo fino a quando non è sostituita da altro provvedimento emesso dopo un nuovo ricorso per separazione personale. La modifica introdotta dal disegno di legge afferma la “sopravvivenza” dell’ordinanza presidenziale anche in rapporto al ricorso per la cessazione degli effetti civili o per lo scioglimento del matrimonio.

Retroattività

Infine, la fase transitoria, in parte retroattiva, con la precisazione che la riduzione dei termini si applica alle domande di divorzio proposte dopo la data di entrata in vigore del provvedimento, anche in caso di pendenza alla stessa data del procedimento di separazione personale.

note

Autore immagine: 123rf . com

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