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Benefici sulla pensione per missioni in zone d’intervento

30 maggio 2014


Benefici sulla pensione per missioni in zone d’intervento

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 maggio 2014



Per molti militari impiegati in missione di pace all’estero esiste il diritto di ottenere l’equiparazione di tale servizio alla prestazione in occasione di guerra.

 

Per coloro che hanno svolto missioni in zone d’intervento per conto dell’ONU, l’attività svolta si ritiene uguale, ai fini pensionistici, al servizio dei combattenti.

La questione merita un’attenzione particolare.

A determinate condizioni, si può avere un’accelerazione verso la pensione: infatti, per ogni tre mesi di servizio in missione estera si ha diritto al riconoscimento di un anno di servizio senza integrazione di contributi, quindi gratuito, fino a 5 anni come limite massimo di anni riscattabili.

Stiamo parlando dei benefici combattentistici.

Va letto il Decreto del Capo di Stato Maggiore della Difesa [1], aggiornato nel 2013, in modo da controllare se la missione svolta rientra o meno in quell’elenco.

L’Ente cui appartiene il militare deve fare una trascrizione matricolare, cioè deve annotare espressamente: “… ha prestato servizio in zona di intervento -individuata dal Decreto….- ed ha diritto ai benefici combattentistici di cui alla Legge...”.

Ovviamente il militare interessato dovrà verificare che realmente le trascrizioni siano effettuate (quadri B e D), altrimenti sarà impossibile ottenere il riconoscimento del diritto.

Quindi, una volta aggiornate le trascrizioni, il militare dovrà compilare un modulo “ex inpdap“, oggi INPS, per il riconoscimento dei benefici pensionistici.

Inoltre, il militare dovrà inviare al proprio Ente amministrativo una richiesta di applicazione della normativa per quanto riguarda i benefici stipendiali che derivano dalla Legge su benefici combattentistici, così come chiaramente riconosciuto dalla Corte dei Conti [2].

Sarà bene, pertanto, che gli interessati svolgano gli adempimenti consigliati prima di decidere se fare causa, in quanto è sicuramente possibile che l’Amministrazione accordi, prima del ricorso, quanto spetta al richiedente, agevolandolo sull’anticipazione della pensione.

di FRANCESCO PANDOLFI

Per ottenere l’anticipazione della pensione: leggere il Decreto del Capo di Stato Maggiore, controllare la trascrizione matricolare, compilare il modulo Inps, chiedere al proprio Ente amministrativo l’applicazione della normativa sui benefici combattentistici.

note

[1] D. S.M.D., prot. n. _D GMIL2 VDGM V 0215719 del 31.07.2013.

[2] C. Conti, sent. n. 845/2013 del 16.10.2013.

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1 Commento

  1. Quindi, una volta aggiornate le trascrizioni, il militare dovrà compilare un modulo “ex inpdap“, oggi INPS, per il riconoscimento dei benefici pensionistici.

    Mi potete inviare il modulo sopra indicato .Grazie

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