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Interrogatorio investigativo e interrogatorio di garanzia

17 Novembre 2021 | Autore:
Interrogatorio investigativo e interrogatorio di garanzia

Interrogatorio penale: cos’è e quali sono le regole per il suo svolgimento? Perché il pubblico ministero vuole sentire l’indagato?

Quando una persona è indagata per aver commesso un crimine, non viene celebrato subito il processo. Prima di arrivare al giudizio vero e proprio occorre che il pubblico ministero verifichi la fondatezza della notizia di reato. Ciò avviene durante la ben nota fase delle indagini preliminari, durante la quale il pubblico ministero (pm) compie tutte le investigazioni necessarie a stabilire se sussistono i presupposti per il rinvio a giudizio. È proprio in tale momento che si inseriscono l’interrogatorio investigativo e l’interrogatorio di garanzia.

Come si vedrà nel prosieguo, sebbene l’interrogatorio dell’indagato si svolga sempre seguendo le medesime regole, ciò che cambia è la finalità: mentre l’interrogatorio investigativo è disposto dal pubblico ministero, l’interrogatorio di garanzia rappresenta una difesa per l’indagato, il quale può confrontarsi direttamente con la pubblica accusa per esporre la propria versione dei fatti e liberarsi della misura cautelare. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa sono e come funzionano l’interrogatorio investigativo e l’interrogatorio di garanzia.

Interrogatorio penale: cos’è?

In linea generale, possiamo dire che l’interrogatorio penale consiste nel confronto diretto tra l’indagato e l’autorità giudiziaria (pubblico ministero o giudice).

L’interrogatorio può avere diverse funzioni; come si vedrà, è proprio questa la differenza tra interrogatorio investigativo e interrogatorio di garanzia.

Interrogatorio: come si svolge?

L’interrogatorio penale si svolge sempre osservando le medesime regole. Innanzitutto, è necessaria la presenza di un avvocato: nessun interrogatorio può essere fatto se l’interrogato non è assistito da un difensore. Ciò significa che:

  • alla persona sottoposta a interrogatorio deve essere dato avviso della data del suo svolgimento;
  • se l’interrogato non ha nominato alcun difensore, l’autorità dovrà nominargliene uno d’ufficio;
  • l’interrogatorio effettuato senza avvocato è radicalmente nullo.

Prima che abbia inizio l’interrogatorio penale, la persona deve essere avvertita che:

  • le sue dichiarazioni potranno sempre essere utilizzate nei suoi confronti;
  • salvo l’obbligo di riferire le proprie generalità, ha facoltà di non rispondere ad alcuna domanda, ma comunque il procedimento seguirà il suo corso;
  • se renderà dichiarazioni su fatti che concernono la responsabilità di altri, assumerà, in ordine a tali fatti, l’ufficio di testimone [1].

L’interrogato, anche se detenuto, interviene libero all’interrogatorio: ciò significa che l’indagato non potrà essere sentito mentre è ammanettato oppure mentre si trova dietro le sbarre.

Inoltre, sono vietati tutti i metodi e le tecniche idonee a influire sulla libertà di autodeterminazione o ad alterare la capacità di ricordare e di valutare i fatti.

Interrogatorio investigativo: cos’è e come funziona?

L’interrogatorio investigativo è quello disposto dal pubblico ministero. In pratica, si ha interrogatorio investigativo quando è il pm a chiedere il confronto con l’indagato.

Come già ricordato, è diritto dell’indagato farsi assistere da un difensore di fiducia, rifiutarsi di rispondere a tutte oppure solo ad alcune delle domande poste e presentarsi libero davanti al magistrato.

La legge [2] specifica che, quando deve procedere a interrogatorio investigativo, il pm, con almeno tre giorni di anticipo, procede ad inviare all’indagato un formale invito a presentarsi nel quale sono indicate:

  • le generalità o le altre indicazioni personali utili a identificare la persona sottoposta alle indagini;
  • il giorno, l’ora e il luogo della presentazione nonché l’autorità davanti alla quale la persona deve presentarsi;
  • il tipo di atto per il quale l’invito è predisposto;
  • l’avvertimento che il pubblico ministero potrà disporre l’accompagnamento coattivo in caso di mancata presentazione senza che sia stato addotto legittimo impedimento. Dunque, anche se l’interrogato vorrà avvalersi della facoltà di non rispondere, dovrà comunque presentarsi dinanzi al pm.

Bisogna peraltro specificare che, per via dell’ingente carico di lavoro, molte volte, l’interrogatorio è delegato alla polizia giudiziaria che ha seguito le indagini.

Interrogatorio di garanzia: cos’è e come funziona?

L’interrogatorio di garanzia si svolge davanti al giudice per le indagini preliminari quando l’indagato è sottoposto a una misura cautelare, come ad esempio gli arresti domiciliari o la custodia in carcere.

Scopo dell’interrogatorio di garanzia è quello di verificare il permanere delle condizioni che legittimano la misura cautelare. Ad esempio, se il giudice ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dell’indagato per pericolo di inquinamento delle fonti di prova, ma dopo pochi giorni tutte le prove utili al procedimento sono state sequestrate e, quindi, messe al sicuro, allora non sussisterà più l’esigenza cautelare e, pertanto, la misura cautelare potrà essere revocata.

L’interrogatorio di garanzia è condotto direttamente dal giudice: il pm è invitato a presenziare, anche se non ne ha l’obbligo. È invece obbligatoria la presenza del difensore (come per ogni forma di interrogatorio penale, peraltro).

L’interrogatorio di garanzia deve essere fissato entro massimo cinque giorni dal momento in cui è stata applicata la misura cautelare della custodia in carcere; il termine è aumentato a dieci giorni, invece, per ogni altra forma di misura cautelare [3].

Eccezionalmente, l’interrogatorio della persona in stato di custodia cautelare deve avvenire entro il termine di quarantotto ore se il pubblico ministero ne fa istanza nella richiesta di custodia cautelare.

Nel caso di assoluto impedimento a procedere all’interrogatorio (ad esempio, per grave impedimento dell’indagato, del giudice o dell’avvocato), il giudice fissa una nuova data a partire dalla cessazione dell’impedimento.

Come anticipato, l’interrogatorio di garanzia serve a verificare se sussistono ancora le esigenze cautelari che hanno determinato l’emanazione della misura cautelare (carcere, arresti domiciliari, allontanamento dalla propria abitazione, ecc.).

Se il giudice dovesse verificare che tali esigenze cautelari non permangono più, allora potrà modificare la misura cautelare o revocarla del tutto.

L’interrogatorio di garanzia si svolge conservando i diritti fondamentali dell’indagato tipici di ogni forma di interrogatorio penale: ciò significa che l’interrogato ha diritto all’assistenza di un difensore, a rimanere in silenzio e a intervenire libero da coercizioni fisiche (manette ai polsi).

Interrogatorio investigativo e interrogatorio di garanzia: differenze

Sono dunque chiare le profonde differenze tra interrogatorio investigativo e interrogatorio di garanzia:

  • l’interrogatorio investigativo serve al pm per verificare la fondatezza della notizia di reato, mentre l’interrogatorio di garanzia serve al giudice per verificare la legittimità della misura cautelare inflitta;
  • l’interrogatorio di garanzia si svolge alla presenza del giudice (il gip, per la precisione). Il pm può intervenire ma non dirige l’interrogatorio;
  • l’interrogatorio di garanzia deve svolgersi in tempi brevissimi, e cioè entro cinque giorni se è stata applicata la misura cautelare della custodia in carcere, oppure entro dieci giorni in caso di applicazione di altra misura cautelare (come gli arresti domiciliari, ad esempio).

note

[1] Art. 64 cod. proc. pen.

[2] Art. 375 cod. proc. pen.

[3] Art. 294 cod. proc. pen.

Autore immagine: canva.com/


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