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Se l’assegno non è pagato per mancanza fondi

2 Giugno 2014
Se l’assegno non è pagato per mancanza fondi

Difetto di provvista: l’iscrizione in Centrale Rischi deve rispettare alcune garanzie; il creditore può sempre azionare l’esecuzione forzata senza bisogno del decreto ingiuntivo.

Se l’assegno non viene pagato al creditore, perché privo di fondi, il debitore viene iscritto nella Centrale di Allarme Interbancaria (CAI) della banca d’Italia. Ma perché ciò avvenga sono necessarie alcune garanzie previste dalla legge, che a breve vedremo. Dal canto suo, anche il creditore non rimane sprovvisto di tutela. Analizziamo, dunque, tutte le strade che si profilano in questo caso purtroppo assai ricorrente.

La legge [1] stabilisce che, in caso di mancato pagamento (in tutto o in parte) di un assegno per mancanza di fondi sul conto (cosiddetta “provvista”), la banca iscrive il nominativo di colui che ha emesso il titolo (cosiddetto “traente”) nell’archivio informatizzato presso la Banca d’Italia e, inoltre, gli revoca ogni autorizzazione ad emettere assegni.

Prima di fare ciò, però, l’Istituto di Credito deve inviare al debitore una comunicazione in cui lo informa che del fatto che può evitare tali conseguenze se, entro 60 giorni, paga l’assegno (con gli interessi e le eventuali spese), dandone prova alla banca medesima.

Tale comunicazione viene inviata presso il domicilio del traente entro il decimo giorno dalla presentazione al pagamento del titolo, mediante telegramma o lettera raccomandata a.r., oppure con qualsiasi altro mezzo concordato tra le parti, purché sia certa la data di spedizione e di ricevimento (per esempio la PEC).

Non è tutto. Secondo una recente sentenza del Tribunale di Roma [2], affinché si possa iscrivere il traente nel registro CAI è anche necessario che il creditore abbia presentato il titolo in banca – ai fini dell’incasso – entro otto giorni dall’emissione se è pagabile nello stesso Comune in cui è stato emesso oppure entro quindici giorni se è pagabile in altro Comune [3]. Nell’ipotesi, invece, in cui tale termine non sia stato rispettato, il debitore eviterà la segnalazione alla CAI.

Cosa può fare il creditore?

L’assegno presentato all’incasso, oltre la scadenza degli otto giorni previsti dalla legge (quindici giorni, se pagabile in altro Comune, anche se limitrofo) non diventa, comunque, nullo. Tuttavia, dopo tale termine, il debitore potrebbe imporre alla propria banca di non pagare più il titolo. In altre parole, egli può revocare l’ordine di pagamento che è contenuto nell’assegno.

Si tratta di un’ipotesi marginale e poco frequente, che, peraltro, non farebbe venir meno il debito.

Il creditore potrebbe allora azionare la tutela esecutiva. Infatti, se agisce entro sei mesi dalla data di emissione dell’assegno, egli può notificare al debitore il precetto e poi procedere con l’esecuzione forzata, senza bisogno di una preventiva causa.

Viceversa, se i sei mesi sono già decorsi, il titolo perde la sua efficacia esecutiva, ma non la valenza di prova scritta del credito. Pertanto il creditore che voglia recuperare il proprio credito potrebbe richiedere un decreto ingiuntivo al tribunale o al giudice di pace (a seconda dell’importo), allegando come prova il titolo medesimo.


note

[1] L. 15.12.1990 n. 386.

[2] Trib. Roma, sent. del 23.05.2014.

[3] Per come previsto dagli artt. 32 ss. della c.d. legge assegni.

Autore immagine: 123rf . com


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2 Commenti

  1. Volevo segnalarvi che, se non ricordo male, per azionare direttamente l’assegno come titolo esecutivo entro sei mesi dall’emissione, è necessario il protesto dello stesso altrimenti vale come promessa di pagamento con cui si può richiedere l’emissione di una ingiunzione di pagamento ex art. 633 cpc. e ss. Cordiali Saluti

  2. Ciao sono stato contatato da una persona da Inghiltera interesata a comprare la mia macchina.Ci siamo mesi d acordo sul prezzo mi ha mandato un assegno bancario di 22,400 sterline mi e arrivato lo versato in Banca.Dopo 15 giorni mi chiama la Banca e mi dice che x non ha fondi sul suo conto e l assegno deve tornare indietro pero attenzione nel fratempo il corso e cambiato deve tornare indietro di 23,200 sterline praticamente devo versare 1300 euro +65 eurospeze Banca per chiudere tutto e sblocare il conto…cosa posso fare in questo caso??? Grazie mi scuso per le doppie non sono italiano…

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