Diritto e Fisco | Articoli

Colf e badanti: il vaccino è obbligatorio?

23 Agosto 2021 | Autore:
Colf e badanti: il vaccino è obbligatorio?

L’associazione dei datori: o il lavoratore aderisce alla campagna e presenta un Green pass valido, oppure recesso del rapporto senza giustificazione.

Ognuno è libero di decidere se fare o meno il vaccino anti-Covid. Purché, però, nel caso in cui opti per non farlo, non metta a repentaglio la salute degli altri, specialmente se si tratta di un lavoratore a contatto con delle persone potenzialmente a rischio. Altrimenti, come succede nei settori della sanità o della scuola, possono essere presi dei provvedimenti.

In questo contesto, come ci si deve comportare con i collaboratori domestici? Colf, badanti o baby-sitter hanno l’obbligo di vaccinazione? In linea teorica, no. Nella pratica, però, restano molte perplessità in merito. Al punto che l’Associazione sindacale nazionale dei datori di lavoro domestico (Assindatcolf), una delle più rappresentative del comparto in Italia e firmataria del contratto collettivo, consiglia di inserire sia nei nuovi contratti di lavoro sia in quelli già in corso una clausola che costringa queste figure a vaccinarsi contro il coronavirus, pena la risoluzione del rapporto. In pratica, o scelgono di rendersi immuni al Covid o si cercano un altro posto. A meno che siano guariti dalla malattia o facciano un tampone ogni 48 ore. In altre parole, che abbiano un Green pass valido.

«Alle famiglie che ogni giorno si affidano al prezioso aiuto di badanti, colf e baby-sitter – spiega il presidente dell’Associazione, Andrea Zini – consigliamo, vista la tipologia delle mansioni svolte ed i rischi specifici che possono derivare per il datore e i suoi familiari, di inserire nei nuovi contratti di lavoro la disponibilità dei domestici a vaccinarsi contro il Covid (o la validità del Green pass) quale condizione necessaria per l’assunzione, soprattutto nel caso di assistenza a persone fragili».

Ciò, secondo Zini, non significa «mettere in dubbio la libertà dei singoli di vaccinarsi o meno. Le famiglie, però – continua il presidente di Assindatcolf –, hanno tutto il diritto di pretendere la vaccinazione anti-Covid dal lavoratore da assumere o da quello già in servizio, vista la tipologia delle mansioni svolte e i rischi specifici che possono derivare per il datore e per i suoi familiari. Altrimenti, se il lavoratore non vuole vaccinarsi o rinnovare il Green pass quando necessario – aggiunge –, nel settore domestico è possibile il recesso ad nutum, cioè la possibilità di sciogliere il rapporto di lavoro in modo libero, senza alcuna giustificazione».

Un’esigenza che si amplifica con il ritorno dalle vacanze e la conseguente necessità di trovare chi si occupi di bambini e di anziani o di persone non autosufficienti mentre il resto della famiglia è al lavoro. Persone con le quali viene instaurato un rapporto di fiducia, poiché nelle loro mani vengono affidate delle persone care. Proprio su questo punto insiste l’Associazione dei datori: «Il rapporto di lavoro domestico – spiega Zini – è di carattere fiduciario, se viene a mancare questo vincolo, non è necessario precisare altre motivazioni».

Perché proprio loro? Perché, come fa notare Assindatcolf, circa quattro su dieci arrivano da Paesi dell’Est europeo, nella maggior parte dei quali – posto che abbiano ricevuto il siero – viene distribuito un vaccino non riconosciuto dall’Agenzia Ue del farmaco (l’Ema) e che non dà diritto al Green pass, ovvero lo Sputnik. Ad ogni modo, è facoltà del datore chiedere al lavoratore una traduzione giurata della certificazione vaccinale.

Il consiglio dell’associazione, dunque, è quello di «inserire una specifica clausola nei nuovi contratti di assunzione: la disponibilità dei domestici a vaccinarsi ed il possesso di un Green pass valido. A chi invece avesse dei rapporti di lavoro già in essere e si trovasse in difficoltà nell’essere assistito da personale dipendente che non intende vaccinarsi – conclude Zini – ricordiamo che nel settore domestico è sempre possibile il libero recesso nel rispetto del periodo di preavviso contrattualmente previsto».



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube