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Parcheggio in condominio: quali limiti

24 Agosto 2021 | Autore:
Parcheggio in condominio: quali limiti

È illecito lasciare l’auto in un’area comune destinata alla sola manovra dei veicoli. Ma se tutti non ci stanno, è obbligatorio fare i turni?

Otto posti auto per dieci condòmini: è evidente che due dei vicini devono rinunciare a mettere la macchina nel parcheggio condominiale. Qualcuno ogni tanto prova a lasciarla dove trova un buco libero, anche se non ci sono per terra le strisce che delimitano i vari spazi. O così, o deve andare fuori dal cortile a cercare un luogo in cui posteggiare, magari a pagamento. Il problema è che così non va bene, perché lo spazio non segnalato sull’asfalto serve agli altri a far manovra per uscire dai propri box. Resta, dunque, un posto vietato, soprattutto se l’assemblea non ha deliberato il cambio di destinazione d’uso. Lo ha ribadito la Corte d’appello dell’Aquila con una recente sentenza. Per la verità, anche la Cassazione tempo fa si era espressa a proposito delle regole sull’utilizzo del parcheggio in condominio. Quali limiti sono stati imposti?

Il punto è che, secondo il Codice civile, un condomino non può fare uso di una cosa comune impedendo al vicino di casa di fare altrettanto. E, a seconda di come viene interpretata questa norma, potrebbe avere ragione sia chi non trova mai un posto libero nel parcheggio condominiale e lascia l’auto dove può, sia chi arriva per primo, lascia la macchina in uno degli spazi consentiti e dopo non può uscire perché il vicino non gli lascia spazio per far manovra. Ecco perché ci vuole un breve ripasso a quello che dicono la legge e la giurisprudenza più recente su quali limiti ci sono nell’utilizzo del parcheggio condominiale.

Parcheggio condominiale: l’uso dell’area comune

Se lo spazio è quello che è, c’è poco da fare: dieci macchine in un cortile in grado di ospitarne otto sono troppe. Come detto, però, tutti avrebbero diritto ad un posto auto nel parcheggio condominiale, poiché l’assemblea non può mai subordinare la possibilità di avere un posto fisso in base ai millesimi di proprietà di un condomino. In sostanza, non resta che fare una cosa: stabilire dei turni.

Facciamo un passo indietro. Dice il Codice civile a proposito dell’utilizzo degli spazi comuni: «Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto» [1]. Ne vengono fuori due messaggi: il primo, che un vicino non può utilizzare una cosa che appartiene a tutti creando un pregiudizio ad un altro vicino. Il secondo, che l’utilizzo della cosa comune da parte di uno dei condòmini non alteri la destinazione d’uso della cosa comune, in questo caso del parcheggio condominiale.

È qui che interviene la Corte d’Appello dell’Aquila con la sua recente sentenza [2]. Dicono i giudici abruzzesi: un condòmino non può lasciare la sua macchina nell’area comune la cui destinazione d’uso è quella della sola manovra degli automezzi senza un’apposita delibera dell’assemblea.

Poniamo l’esempio del cortile su cui si affacciano dei box dei condòmini che li hanno acquistati. In quel cortile, volendo, ci starebbero un paio di macchine. Se, però, lo spazio comune in questione non è destinato a parcheggio e lasciare lì l’auto impedisce la manovra a chi ha parcheggiato nel proprio garage, il posteggio nel cortile è illecito. Ci vorrebbe che l’assemblea deliberasse un cambio di destinazione d’uso, da area riservata solo alla manovra degli automezzi a parcheggio vero e proprio.

Parcheggio condominiale: si devono fare dei turni?

L’altro scenario è quello che porta alla turnazione nell’uso dei posti auto. Si pensi, in questo caso, all’area di proprietà del condominio (cioè dell’insieme dei condòmini) riservata a parcheggio. Uno spazio comune che, però, contiene i famosi otto posti per dieci proprietari (lasciamo stare il fatto che, poi, ciascuno di loro potrebbe avere la doppia auto, così i veicoli diventerebbero 20). Tutti avrebbero, in teoria, diritto a lasciare lì la macchina poiché – come detto – l’assemblea non può riservare dei posti fissi in base ai millesimi di proprietà di ciascuno.

A questo punto, l’assemblea dovrà stabilire dei turni di parcheggio giornalieri, settimanali, mensili o come faccia più comodo a tutti. La delibera deve essere approvata con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti, che rappresenti almeno la metà dei millesimi. Si può addirittura ricorrere al sorteggio qualora non si riesca a trovare un accordo sulla successione degli utilizzatori.

La turnazione, però, è obbligatoria solo se anche uno dei condòmini solleva il problema e chiede l’applicazione di questo criterio, a meno che lo preveda già espressamente il regolamento. Se l’assemblea non lo fa, si può fare ricorso al giudice e obbligare il condominio a prevedere dei turni per il parcheggio.

In altre parole: nel caso in cui non esistano degli accordi in merito e lo spazio del parcheggio condominiale sia troppo piccolo per ospitare tutte le auto, non è possibile adottare il sistema che favorisce chi arriva per primo, lasciando agli altri vicini l’ingombro di dover cercare un posto altrove: se così dovesse succedere, come appena detto, è sempre possibile fare ricorso al giudice per chiedere la turnazione.

Per approfondire e trovare tutte le risposte sul parcheggio condominiale, ti consigliamo di leggere “Posto auto in condominio: le regole“.


note

[1] Art. 1102 cod. civ.

[2] Corte appello L’Aquila sent. n. 1258/2021.


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