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Quanto dura una targa provvisoria?

17 Novembre 2021 | Autore:
Quanto dura una targa provvisoria?

In determinate occasioni, i veicoli possono circolare se muniti di una targa temporanea. Ecco la procedura da seguire per la targatura provvisoria.

Nella pratica comune, si sa ben poco in merito al sistema di targatura provvisoria (o temporanea) degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi. La materia è disciplinata dal Codice della strada il quale prevede che i mezzi che circolano per le operazioni di accertamento e di controllo della idoneità tecnica, per recarsi ai transiti di confine per l’esportazione, per partecipare a riviste prescritte dall’autorità militare, a mostre o a fiere autorizzate di veicoli nuovi ed usati, per i quali non è stata pagata la tassa di circolazione, devono essere muniti di un foglio di via e di una targa provvisoria rilasciati da un ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri [1]. Quanto dura una targa provvisoria?

La targa provvisoria dura un lasso di tempo piuttosto limitato. Infatti, il regime di targatura temporanea è stato adottato dagli Stati membri dell’Unione Europea al fine di consentire la circolazione dei veicoli per un breve periodo prima di ottenere l’immatricolazione definitiva all’interno dello stesso Stato ovvero prima di lasciare quel territorio per raggiungere il nuovo Paese di immatricolazione. In tali casi, se i mezzi non sono provvisti dei documenti necessari all’utilizzo su strade aperte al pubblico è possibile ottenere una particolare deroga o, ancora meglio, una targa provvisoria per un periodo di tempo breve e per un percorso specifico in modo che gli stessi possano circolare rispettando le norme del Codice della strada.

Com’è fatta una targa provvisoria?

Come già anticipato per gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi non immatricolati ovvero radiati dalla circolazione che devono spostarsi nelle ipotesi sopra descritte, è prevista l’emissione di una targa provvisoria, che si distingue in base alla categoria dei veicoli medesimi (autoveicoli e motoveicoli).

Sebbene si parli di targa, quella provvisoria non è una placca su supporto metallico bensì un modulario da apporre nella parte posteriore del veicolo sicché per gli autoveicoli, contrariamente a quanto avviene in sede di registrazione ordinaria, non è prevista l’emissione di una targa provvisoria anteriore.

L’art. 255 del Regolamento di esecuzione al Codice della strada individua i criteri per la formazione dei dati riportati in una targa provvisoria. I modelli M.C. 848 ed M.C. 849, rispettivamente per gli autoveicoli e i motoveicoli, sono realizzati su un supporto in cartone ad angoli arrotondati con quattro fori del diametro di 5 mm e recano il dato su due linee parallele in cui nell’ordine appaiono in stampa:

  • cinque caratteri numerici;
  • il marchio ufficiale della Repubblica Italiana che sormonta la dicitura mod. M.C. 848 o mod. M.C. 849;
  • la sigla alfanumerica distintiva dell’ufficio della Motorizzazione civile di emissione.

Targa provvisoria: quanto dura?

La targa provvisoria viene rilasciata unitamente a un foglio di via nel quale deve essere indicato il percorso, la durata e le eventuali prescrizioni tecniche.

La durata della targa provvisoria non può eccedere i 60 giorni. Tuttavia, per particolari esigenze di sperimentazione di veicoli nuovi non ancora immatricolati, l’ufficio provinciale della Direzione generale della Motorizzazione civile può rilasciare alla fabbrica costruttrice uno speciale foglio di via, senza limitazioni di percorso, della durata massima di 180 giorni [2].

A tal proposito, la Direzione generale della Motorizzazione e della sicurezza del trasporto terrestre ha chiarito che la validità del foglio di via e della relativa targa provvisoria non può ritenersi limitata alla sola circolazione sul territorio nazionale sino al confine di Stato, bensì per tutto il tragitto complessivamente necessario per il raggiungimento della destinazione all’estero [3]. Infatti, ciascuna parte contraente è tenuta a consentire la circolazione sul proprio territorio dei veicoli immatricolati (anche temporaneamente) nel territorio di un’altra parte contraente, a condizione che i veicoli stessi siano muniti di targhe e di un documento di circolazione [4].

Come si ottiene una targa provvisoria?

Per l’emissione di una targa provvisoria l’interessato deve recarsi all’ufficio della Motorizzazione civile o presso una sede dell’Aci (Automobili Club d’Italia) ed avviare le pratiche per il rilascio.

A seconda dei casi, l’interessato deve presentare:

  1. il certificato di conformità;
  2. la fotocopia del documento di identità del proprietario del veicolo;
  3. l’eventuale radiazione ed autorizzazione per esportazione all’estero;
  4. la richiesta di rilascio della targa provvisoria;
  5. la fotocopia della carta di circolazione del veicolo.

A seguito della richiesta di emissione di una targa provvisoria, all’interessato viene rilasciato un documento di circolazione compilato nella sola parte contenente i dati personali. Detto documento deve essere riempito direttamente dall’intestatario del veicolo nella parte relativa ai dati tecnici ed identificativi solo prima dell’utilizzo del mezzo.

I costi per l’emissione di una targa provvisoria sono pari a:

  • 10,20 euro, da pagare sul c/c postale n. 9001;
  • 16,00 euro, da versare sul c/c postale n. 4028.

È opportuno evidenziare che per poter circolare con una targa provvisoria il veicolo deve essere comunque coperto da assicurazione Rca mediante specifiche polizze destinate a tale uso che, di solito, hanno una validità temporale limitata inferiore ai consueti 12 mesi.

Targa provvisoria: quali sanzioni sono previste?

Chiunque circola senza portare con sé il foglio di via e/o la targa provvisoria è punito con l’applicazione della sanzione amministrativa del pagamento di una somma compresa tra i 26 euro e i 102 euro [5].

Invece, chi circola senza rispettare il percorso o le prescrizioni tecniche riportati sul foglio di via, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma che va da 42 euro a 173 euro [6].

In ultimo, se la predette violazioni sono compiute per più di tre volte, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma compresa tra 87 euro e 344 euro oltre a quella della confisca del veicolo [7].


note

[1] Art. 99 co. 1 cod. strada.

[2] Art. 99 co. 2 cod. strada.

[3] Circolare prot. 4612/M350 dell’8.03.2004.

[4] Artt. 35 e 36 della Convenzione sulla circolazione stradale dell’8.11.1968.

[5] Art. 99 co. 3 cod. strada.

[6] Art. 99 co. 4 cod. strada.

[7] Art. 99 co. 5 cod. strada.

Autore immagine: pixabay.com


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