Diritto e Fisco | Articoli

Compenso dell’avvocato eccessivo: come capirlo?

18 Novembre 2021 | Autore:
Compenso dell’avvocato eccessivo: come capirlo?

Il legale è obbligato a redigere un preventivo scritto? Come difendersi da una parcella particolarmente esosa? Cosa sono i parametri forensi?

L’avvocato, così come ogni altro professionista, ha diritto al compenso per il lavoro svolto. Il costo di un avvocato prende il nome di onorario e la sua entità è proporzionata al tipo di prestazione eseguita. La parcella del difensore non è dovuta solamente in caso di attività processuale, cioè di impegno in tribunale, ma anche per tutte le attività che non riguardano strettamente un giudizio: si pensi alla redazione di atti o contratti, al parere legale, ecc. Con questo articolo ci occuperemo di uno specifico argomento: vedremo cioè come capire quando il compenso dell’avvocato è eccessivo.

Innanzitutto, va premesso che, per legge, l’avvocato deve fornire al cliente un preventivo scritto, anche qualora quest’ultimo non lo richieda. Il preventivo deve indicare l’onorario, precisando analiticamente le voci di spesa. In assenza di preventivo, l’avvocato ha comunque diritto ad essere pagato, ma la sua parcella verrà calcolata in base ai parametri forniti dalla legge.

In altre parole, mentre la sottoscrizione di un preventivo consente all’avvocato di chiedere l’onorario che vuole, in assenza di un patto scritto, l’avvocato dovrà quantificare la parcella in base ai criteri indicati dalla legge. È proprio così che si potrà capire quando il compenso dell’avvocato è eccessivo. Prosegui nella lettura se vuoi saperne di più.

Preventivo avvocato: come funziona?

Come anticipato in premessa, l’avvocato è obbligato a fornire al proprio assistito un preventivo scritto. All’interno del documento, l’avvocato deve indicare il compenso richiesto parametrato all’attività che presumibilmente dovrà svolgere.

Di solito, all’interno del preventivo, è inserita una clausola che consente al legale di poter chiedere di più al termine della propria attività. Ciò perché il lavoro che un difensore dovrà svolgere non è sempre prevedibile.

Si pensi a un giudizio: durante la causa potrebbero capitare avvenimenti (una domanda riconvenzionale, la chiamata in causa del terzo, la nomina di un ctu, ecc.) inizialmente non previsti e non dipesi dalla volontà del difensore, avvenimenti che comportano un maggiore impegno del professionista. Ciò non vuol dire che l’avvocato possa ignorare il preventivo pattuito: dovrà comunque essere indicata la misura massima dell’importo che potrà chiedere, anche in presenza di successivi episodi inizialmente non messi in conto.

Avvocato non fa preventivo: va pagato?

Se l’avvocato non fa sottoscrivere un preventivo avrà comunque diritto al compenso, ma nella misura stabilita dalla legge e, in particolare, dai parametri forensi determinati con decreto ministeriale [1].

In pratica, l’avvocato va sempre pagato per la sua prestazione (salvo il ricorrere delle condizioni che consentono di beneficiare del gratuito patrocinio), anche quando non ha fornito un preventivo scritto. In questo caso, però, l’avvocato non potrà chiedere quanto vorrà, ma dovrà attenersi alle linee guida stabilite dalla legge.

È proprio in questo caso che è più semplice capire quando il compenso dell’avvocato è eccessivo. Vediamo perché.

Onorario avvocato: quando è eccessivo?

L’avvocato, in quanto libero professionista, può pattuire con il proprio assistito il compenso che più ritiene congruo. Questo significa che, se c’è il consenso del cliente, il difensore potrà chiedere compensi anche molto maggiori rispetto a quelli stabiliti dai parametri ministeriali.

Secondo il Consiglio nazionale forense (Cnf), però, costituisce illecito deontologico la condotta dell’avvocato che chieda un onorario eccessivo rispetto all’attività effettivamente svolta, pur se concordata con il cliente. I patti relativi alla predeterminazione dei compensi dell’avvocato, pur se di per sé validi, non possono comunque prevedere compensi sproporzionati all’attività concordata o, in ogni caso, all’attività concretamente svolta [2].

Le cose cambiano quando non è stato fornito alcun preventivo. In un caso del genere, per evitare che alla fine l’avvocato pretenda un onorario eccessivo rispetto alla sua attività, la legge ha fissato dei parametri entro i quali il legale dovrà attenersi.

Possiamo dunque dire che i parametri forensi sono i limiti entro cui l’avvocato deve mantenersi per quantificare la parcella in assenza di preventivo. Allo stesso tempo, gli stessi parametri servono al cliente per rendersi conto se il compenso chiesto dal legale sia eccessivo o meno.

In sintesi: per capire se il compenso dell’avvocato è eccessivo, bisognerà metterlo a confronto con le cifre previste dalle tabelle ministeriali.

Compenso dell’avvocato eccessivo: cosa fare?

Come spiegato nell’articolo dal titolo “Come contestare parcella avvocato“, se, in assenza di accordi, il professionista chiede un importo assolutamente sproporzionato alla natura dell’incarico, il cliente potrà rivolgersi all’Ordine degli avvocati territoriale a cui appartiene il proprio difensore per contestare la parcella.

La contestazione dovrà farsi in forma scritta, da depositare a mani oppure a mezzo raccomandata a/r, e dovrà essere il più possibile specifica. In particolare, bisognerà evidenziare le differenze tra gli importi dei parametri forensi e quelli richiesti dal difensore.

Sarà poi il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati ad esprimersi sulla congruità della parcella. Se l’Ordine non accetta la richiesta oppure risponde negativamente, è possibile fare ricorso direttamente al Consiglio nazionale forense, con sede a Roma.


note

[1] D.M. n. 55/2014.

[2] Consiglio Nazionale Forense, sentenza n. 181/2014 del 12.12.2014.

Autore immagine: canva.com/


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube