Diritto e Fisco | Editoriale

Dichiara di più il datore di lavoro o il dipendente?

1 Giugno 2014
Dichiara di più il datore di lavoro o il dipendente?

Grazie agli open data è possibile ricostruire la composizione del reddito dei contribuenti, siano essi lavoratori o datori di lavoro; la forbice tra datore e lavoratori è più netta nelle società di capitali che in quelle di persone.

 

Il datore di lavoro dichiara, in media, un reddito superiore di almeno tre volte quello dei propri dipendenti; se poi il datore è una Srl o una Spa, cioè una realtà aziendale più grande rispetto alle altre realtà, la forbice che separa le dichiarazioni degli imprenditori da quelle dei loro dipendenti può salire fino a sette volte.

Con queste cifre semplici – rese possibili dai nuovi sistemi di analisi e open data che ora rendono disponibili le informazioni sui contribuenti in base al “reddito prevalente” di ogni dichiarazione – il Ministero dell’Economia, dipartimento Finanze, ha appena sfatato uno dei luoghi comuni più diffusi quando si parla di redditi in Italia: quello dei “dipendenti che dichiarano più dei loro datori di lavoro”.

Nelle medie nazionali, ovviamente, un fenomeno del genere è impossibile, e la sua fortuna mediatica è figlia di un confronto distorto: nel caso dei dipendenti il reddito da “persona fisica” abbraccia la quasi totalità dei guadagni, mentre per i datori di lavoro rappresenta solo una parte, che si aggiunge al reddito da società.

Se si prende solo la quota etichettata come “persone fisiche” si confronta un reddito parziale (del datore) e un reddito complessivo (del dipendente), con il risultato di trasformare in prassi nazionale una situazione che si incontra solo in casi estremi, messi sotto esame da Guardia di Finanza e agenzia delle Entrate.

Messi a confronto i datori con i “loro” dipendenti e non con i lavoratori in genere, il quadro diventa più chiaro e permette anche analisi più specifiche per tipologia di società. Nelle società di capitali, il reddito medio dell’imprenditore arriva a quota 175.590 euro, cioè sette volte i guadagni dichiarati dai dipendenti di queste stesse aziende; se la società è di persone, il rapporto fra redditi dei datori di lavoro e redditi dei dipendenti è di tre a uno, e lo stesso si verifica quando il datore è una persona fisica.

Anche per i dipendenti, la situazione naturalmente cambia da settore a settore: nell’industria la dichiarazione media è di poco superiore ai 25mila euro, nell’agricoltura si ferma a 8.389 euro.


note

Autore immagine: 123rf . com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube