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Scontro in piscina: c’è il risarcimento?

25 Agosto 2021 | Autore:
Scontro in piscina: c’è il risarcimento?

Di chi è la responsabilità se due persone che praticano nuoto libero si fanno male reciprocamente in corsia? Esistono delle regole?

Hai la passione del nuoto e sfrutti ogni buona occasione per farti qualche decina di vasche e tenerti in forma. D’estate all’aperto, d’inverno nel centro sportivo che trovi non lontano da casa tua. La piscina, però, non è a tua completa disposizione: tante altre persone amano questo sport e, come te, trovano ogni giorno un momento per praticarlo. Finisce che, inevitabilmente, trovi spesso un po’ di «traffico» in corsia. Così, può capitare che, concentrato sul ritmo sempre più incalzante delle tue bracciate, non ti accorga che un’altra persona arriva in senso opposto al tuo alla stessa velocità e prendiate un’epica capocciata. Al momento sembra un banale incidente ma, dopo un po’, ti accorgi che ti esce il sangue dalla fronte e dal naso, ti gira la testa e perdi i sensi quando sei ancora in acqua. Solo l’intervento di un bagnino riesce ad evitare il peggio. Tornato lucido, ti chiedi: per quello scontro in piscina, c’è il risarcimento? Si può, cioè, chiamare in causa il gestore dell’impianto per non avere un servizio di controllo o per non impedire che episodi del genere possano succedere?

Il tribunale di Milano si è recentemente espresso su un caso simile a questo e ha disposto che chi fa nuoto libero in piscina deve comportarsi con un minimo di buon senso, senza aspettarsi che il bagnino tenga d’occhio una per una ed in ogni istante tutte le persone che si trovano in vasca. Ecco come spiegano le loro ragioni i giudici milanesi.

Nuoto libero: c’è una regola di comportamento in piscina?

Come si può intuire facilmente, non esiste una legge che imponga il modo in cui ci si deve comportare in piscina quando si pratica il nuoto libero, ovvero quella disciplina in cui ciascuno procede in acqua per conto proprio, senza un istruttore che gli dice cosa deve fare e come deve affinare la tecnica delle bracciate e delle virate.

Più plausibile che ogni gestore di un centro sportivo detti le sue di regole per la sicurezza di tutti e per sfruttare al meglio il tempo che si sta in acqua nel rispetto degli altri. Si tratta di norme dettate soprattutto dal buon senso e dall’esperienza di chi frequenta assiduamente questo tipo di impianti.

Ecco le più comuni regole per evitare uno scontro in piscina e per far sì che quel momento di attività fisica renda al meglio:

  • non sovraffollare le corsie: a tal proposito, è fondamentale seguire le indicazioni del bagnino o, in sua assenza, tenere presente che nella corsia di una normale piscina non riescono a nuotare comodamente più di otto persone;
  • non fermarsi al centro della corsia intralciando il passaggio degli altri nuotatori e non entrare in una corsia dove ci sono delle persone molto più esperte nella pratica del nuoto: si finisce per darsi fastidio e si rischiano degli scontri;
  • farsi notare da chi è già in acqua quando si entra in vasca, soprattutto se dentro ci sono una o due persone: convinte di essere da sole, si potrebbe verificare qualche incidente;
  • mai nuotare al centro della corsia, a meno che si abbia la certezza di essere da soli: come al volante, la regola di «tenere la destra» è sempre cosa buona e giusta;
  • lasciar partire prima chi è più veloce: si evitano intralci e sorpassi fastidiosi, oltre che pericolosi;
  • tenere d’occhio chi arriva di fronte, soprattutto se sta per virare al termine della corsia;
  • evitare i tuffi è buona regola: se non sono vietati, occorre almeno controllare che non ci sia nessuno in zona;
  • non sostare a chiacchierare in acqua: in vasca si nuota, le conversazioni è meglio intrattenerle fuori.

Danno da scontro in piscina: c’è risarcimento?

Chi non segue queste regole elementari di comportamento in acqua può causare o subire un incidente più o meno serio. Si pensi alla capocciata di cui parlavamo prima oppure alla pedata in faccia di chi sta nuotando o virando vicino. Insomma, lo scontro in piscina è più probabile di quanto si possa immaginare se non si sta attenti. Nel caso in cui si verifichi, c’è il risarcimento del danno?

Secondo il tribunale di Milano, non è possibile chiedere il risarcimento per episodi del genere. Il motivo? Chi pratica il nuoto libero accetta implicitamente il rischio di quello che può succedere in corsia, cioè di venire a contatto con altri utenti dell’impianto e di farsi male. Rischio che – sottolinea il giudice – si può ridurre, se non addirittura azzerare, accordandosi sul senso di marcia da seguire.

Tenere la destra, come si diceva prima, potrebbe non bastare, visto che – si legge nella sentenza del tribunale meneghino – «è ben possibile nella stessa corsia invertire il senso di marcia per tornare indietro e di incrociare un altro utente». Dunque, insiste il giudice, l’unico modo di evitare uno scontro in piscina è mettersi d’accordo «sul senso e sui tempi in cui procedere».

Quanto al ruolo dei bagnini, il tribunale osserva che «trattandosi di attività sportiva di nuoto libero esercitata autonomamente da individui adulti e non di un corso di nuoto organizzato», non è possibile pretendere da loro attenzione continua su un utente piuttosto che su un altro per evitare uno scontro «del tutto estemporaneo e improvviso e, in quanto tale, imprevedibile».


note

[1] Trib. Milano sent. n. 7010/2021.


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