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Pensione opzione donna: contributi

18 Novembre 2021 | Autore:
Pensione opzione donna: contributi

Quali contributi possono essere considerati validi ai fini della pensione anticipata per le lavoratrici: versamenti obbligatori, volontari, figurativi, da riscatto e ricongiunzione.

La cosiddetta legge Maroni [1], rinnovata dalla miniriforma in materia di reddito di cittadinanza e pensioni [2] e dalle leggi di Bilancio 2020 e 2021, ha introdotto la pensione anticipata con opzione donna.

L’opzione donna costituisce un trattamento pensionistico, rivolto alle sole lavoratrici iscritte all’Inps, che può essere ottenuto a condizioni agevolate, in confronto ai requisiti previsti per la pensione di vecchiaia ordinaria e la pensione anticipata ordinaria Fornero [3]. Per la pensione opzione donna, i contributi necessari sono inferiori rispetto a quelli richiesti per la pensione anticipata ordinaria e quota 100. Anche il requisito anagrafico è più leggero, sia rispetto a quello richiesto per la pensione di vecchiaia ordinaria, sia rispetto a quello richiesto per la pensione anticipata contributiva.

Con opzione donna è possibile pensionarsi al raggiungimento dei 58 anni di età (59 anni per le lavoratrici autonome) e con 35 anni di contributi: i requisiti devono essere maturati, in base alle modifiche apportate dalla legge di Bilancio 2021, entro il 31 dicembre 2020. A partire dalla data di maturazione dell’ultimo requisito, è necessario che trascorra un periodo di attesa, detto finestra, pari a 18 mesi per le lavoratrici autonome ed a 12 mesi per le lavoratrici dipendenti.

Il consistente anticipo nell’uscita dal lavoro, tuttavia, comporta che il trattamento pensionistico venga calcolato col sistema integralmente contributivo, normalmente penalizzante.

È fondamentale osservare, poi, in merito ai 35 anni di contributi necessari, che non tutti i versamenti e gli accrediti risultano utili ai fini del raggiungimento di questo requisito.

Osserviamo allora nel dettaglio quale contribuzione può essere considerata valida per ottenere l’opzione donna.

Contributi figurativi per disoccupazione, malattia e infortunio

Prima di tutto, non risultano validi, ai fini del conseguimento dei 35 anni di contribuzione, i contributi figurativi derivanti da periodi di:

  • disoccupazione indennizzata;
  • malattia non integrata dal datore di lavoro;
  • infortunio non integrato dal datore di lavoro.

Le lavoratrici tenute a soddisfare il requisito di 35 anni di contributi al netto dei periodi di disoccupazione indennizzata e di malattia e infortunio sono, in base alla legge [4], le iscritte presso il Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti (Fpld), presso specifiche gestioni sostitutive, o presso le gestioni speciali dei lavoratori autonomi: coltivatori diretti, mezzadri e coloni, artigiani ed esercenti attività commerciali.

Contributi da riscatto

Sono da considerarsi invece utili, ai fini del requisito contributivo necessario all’opzione donna, i periodi oggetto di riscatto, cioè recuperati con onere a carico della lavoratrice, come, ad esempio, il periodo di durata legale del corso di studi universitario.

Ricordiamo che è possibile riscattare non solo gli anni di laurea, ma numerosi periodi non coperti da contribuzione: ne abbiamo parlato nella guida al riscatto dei contributi.

Cumulo dei contributi

Non si può raggiungere, invece, il requisito di 35 anni di contribuzione per opzione donna in regime di cumulo [5], ossia sommando gratuitamente i contributi non coincidenti accreditati presso gestioni previdenziali differenti.

Non sono validi i contributi accreditati presso le casse professionali, né sono considerati i contributi accreditati in una gestione diversa da quella a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico.

Per raggiungere i 35 anni di contribuzione si può invece utilizzare il cosiddetto cumulo interno all’Assicurazione generale obbligatoria (ne fanno parte il Fondo pensione dei lavoratori dipendenti e le gestioni speciali degli Artigiani, dei Commercianti, Coltivatori diretti, Iap, Coloni e Mezzadri) [6].

Ricongiunzione dei contributi

I contributi accreditati a carico di una cassa professionale, o di una gestione diversa rispetto a quella che deve liquidare la pensione opzione donna, possono invece risultare validi nel caso siano ricongiunti presso la gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico con opzione donna.

Nel dettaglio, è utile la ricongiunzione di qualsiasi versamento accreditato all’interno di una gestione diversa da quella presso la quale è liquidata la pensione con opzione donna, a condizione che tutta la contribuzione venga ricongiunta.

Convenzione pensione Inps Enpals

Le iscritte alla gestione ex Enpals, lavoratrici dello spettacolo o sportive professioniste, titolari di contribuzione presso l’Assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti per i lavoratori dipendenti, pur non potendo esercitare la facoltà di cumulo ai fini dell’opzione donna, possono avvalersi della cosiddetta convenzione Inps Enpals [7].

La convenzione funziona come una sorta di ricongiunzione: il trattamento è liquidato secondo le regole della gestione nella quale figura la contribuzione prevalente.

Contributi accreditati presso la gestione Separata Inps

In relazione alla contribuzione accreditata presso la gestione Separata dell’Inps, l’Istituto non prevede la facoltà di ricongiunzione (di parere contrario, ma solo in relazione alla ricongiunzione da e verso le casse professionali, la Cassazione [8]).

Peraltro, le iscritte presso questa gestione non hanno la possibilità di fruire dell’opzione donna, essendo i contributi accreditati presso la gestione separata integralmente assoggettati al calcolo contributivo: in buona sostanza, essendo il trattamento già calcolato con sistema contributivo, non sussiste alcuna opzione da effettuare, per poter fruire delle condizioni agevolate previste con opzione donna.

Resta ferma la facoltà di ottenere l’opzione donna, sussistendo i requisiti, presso una diversa gestione Inps e di ottenere, al compimento dell’età pensionabile, la pensione supplementare presso la gestione separata.


note

[1] Art. 1 Co. 9 L. 243/2004.

[2] Art. 16 DL 4/2019.

[3] Art.24, Co. 6 e 10, DL 201/2011.

[4] Art.22 L. 153/1969.

[5] Sia di cumulo di cui all’Art. 1 Co. 239 e ss. L. 228/2012, che al D.lgs. 184/1997.

[6] L. 613/1966.

[7] Art. 16 DPR 1420/1971.

[8] Cass. sent. n. 26039/2019.

Autore immagine: pixabay.com


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