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Tar: il Green pass è legittimo

25 Agosto 2021
Tar: il Green pass è legittimo

Obbligo di Green pass nelle scuole: non ci sarà alcuna sospensione. 

Il Green pass non si tocca, nonostante le contestazioni provenienti da più parti. Ecco la prima sentenza che conferma la legittimità dell’impianto normativo attuale. 

Si tratta del Tar Lazio che, con decreto monocratico del 24 agosto 2021, n. 4453, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro l’obbligo del certificato verde, nello specifico per l’accesso alle scuole. 

In verità, il Tar si è dichiarato incompetente sulla possibilità di disapplicare una norma di rango primario (nella specie, il decreto legge istitutivo del certificato verde). Il nostro ordinamento infatti – argomenta la decisione – non consente, in virtù del principio di separazione dei poteri, l’impugnazione dinanzi al Tar di atti aventi forza di legge. Il processo amministrativo è volto unicamente alla contestazione di atti amministrativi (come ad esempio i decreti ministeriali o i DPCM), ivi inclusi quelli generali aventi natura normativa di carattere secondario. 

Nel caso del Green pass, invece, manca la contestuale impugnazione di atti applicativi di rango amministrativo che costituiscano esecuzione del decreto legge in questione: solo ciò potrebbe determinare l’ammissibilità del ricorso – limitatamente a tali atti – e consentirebbe eventualmente di sollevare la questione incidentale di legittimità costituzionale. Dunque, visto che i ricorrenti hanno impugnato il decreto legge e non un atto amministrativo, il ricorso è inammissibile. 

Non ci sarà dunque alcuna sospensione per l’obbligo del Green pass, previsto dal decreto di agosto, per l’insegnamento nelle scuole a partire dal 1° settembre.

È stata dichiarata inammissibile l’istanza di sospensione cautelare monocratica dell’art. 1, comma 6, Dl n. 111 del 6 agosto 2021 (che aggiunge l’art. 9-ter al d.l. n. 52 del 27 aprile 2021 convertito, con modificazioni, dalla l. 17 giugno 2021, n. 87) nella parte in cui prevede che, ai fini dell’erogazione in presenza del servizio di istruzione, tutto il personale scolastico del sistema nazionale di istruzione e universitario, nonché gli studenti universitari, devono possedere il Green pass. La norma dispone anche che il mancato rispetto di tale disposizione da parte del personale scolastico e di quello universitario «è considerato assenza ingiustificata e a decorrere dal quinto giorno di assenza il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato». 


TAR LAZIO

SENT. N. 04453/2021 REG.PROV.CAU. N. 08390/2021 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima)

Il Presidente

ha pronunciato il presente DECRETO

sul ricorso numero di registro generale 8390 del 2021, proposto da

-OMISSIS-, rappresentati e difesi dagli avvocati Giuseppina Caterino, Massimiliano Santangelo, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;

contro

Ministero dell’Istruzione, Ministero della Salute, Presidenza del Consiglio dei Ministri, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, non costituiti in giudizio;

per l’annullamento e la disapplicazione

previa sospensione dell’efficacia, anche in via monocratica

dell’articolo 1, comma 6, del decreto legge n. 111 del 6 agosto 2021 che aggiunge l’art. 9–ter al decreto legge n. 52 del 27 aprile 2021 convertito, con modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87;

di tutte le disposizioni attuative, degli atti preordinati, connessi e conseguenti, comunque lesivi degli interessi dei ricorrenti;

Visti il ricorso e i relativi allegati;

 

Vista l’istanza di misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente, ai sensi dell’art. 56 cod. proc. amm.;

Considerato che forma oggetto di impugnazione un atto normativo con valore e forza di legge adottato dal governo – segnatamente il decreto legge n. 111 del 6 agosto 2021 – nella parte in cui prevede che, ai fini dell’erogazione in presenza del servizio di istruzione “tutto il personale scolastico del sistema nazionale di istruzione e universitario, nonché gli studenti universitari, devono possedere e sono tenuti a esibire la certificazione verde COVID-19”, disponendo altresì che il mancato rispetto di tale disposizione da parte del personale scolastico e di quello universitario “è considerato assenza ingiustificata e a decorrere dal quinto giorno di assenza il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato”;

Considerato che è prevista l’entrata in vigore di tali disposizioni a decorrere dall’1 settembre 2021, e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, mentre la prima camera di consiglio utile, tenuto conto delle date di notifica e di deposito del ricorso, è quella del 6 ottobre 2021;

Considerato, tuttavia, che la natura dell’atto impugnato, ascrivibile al novero delle fonti normative primarie, determina l’inammissibilità del ricorso, non consentendo l’ordinamento – in virtù del principio di separazione dei poteri – l’impugnazione diretta di atti aventi forza di legge, ed essendo il processo amministrativo volto unicamente alla contestazione di atti amministrativi, ivi inclusi quelli generali aventi natura normativa di carattere secondario;

Considerata, altresì, l’assenza di impugnazione contestuale di atti applicativi che del gravato decreto legge costituiscano concreta esecuzione, che sola potrebbe determinare l’ammissibilità del ricorso – limitatamente a tali atti – e consentire eventualmente di sollevare questione incidentale di legittimità costituzionale in ordine al contestato decreto legge che ne costituisce la base normativa, essendo il sindacato sugli atti legislativi riservato alla Consulta sotto il profilo della conformità alla Costituzione ed alle nome interposte;

Considerato che avverso eventuali successivi atti con i quali viene data applicazione alle contestate previsioni normative, lesive delle posizioni dei privati, è sempre ammessa la tutela giurisdizionale, anche cautelare;

Considerato che la palese inammissibilità del ricorso determina l’assenza dei presupposti di procedibilità dell’istanza volta alla concessione di misure cautelari monocratiche, non essendo il giudice adito munito di alcun potere in relazione all’impugnato decreto legge, nei cui confronti non è ammessa la tutela giurisdizionale ma unicamente il sindacato di legittimità costituzionale da incidentalmente sollevarsi, laddove ne sussistano i presupposti, nell’ambito di un giudizio ritualmente instaurato avverso atti aventi natura amministrativa direttamente lesivi della posizione degli interessati;

Considerato che la ricordata assenza dell’impugnazione di atti che diano concreta applicazione delle contrastate previsioni preclude di accedere anche alla richiesta di una eventuale disapplicazione delle stesse per le ipotesi di contrasto con il diritto eurounitario.

P .Q.M.

Rigetta la proposta istanza di concessione di misure cautelari monocratiche.

Fissa per la trattazione collegiale della controversia la camera di consiglio del 6 ottobre 2021.

Il presente decreto sarà eseguito dall’Amministrazione ed è depositato presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma il giorno 23 agosto 2021.

IL SEGRETARIO

Il Presidente Elena Stanizzi


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3 Commenti

  1. In realtà, a differenza del titolo, come ben spiegato nell’articolo la sentenza non legittima il green pass ma il Tar si dichiara incompetente.

    1. Condivido il commento di Giovanni…e mi domando…. perché il titolo fuorviante e il sottotitolo dello stesso tenore?

  2. È ancor più grave, il green pass è legittimato dalla legge, chi fa ricorso usa argomenti inammissibili chiedendo la disapplicazione della legge al giudice. È inutile commentare senza capire.

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