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Sinistro stradale: chi invade la corsia opposta è responsabile?

19 Novembre 2021 | Autore:
Sinistro stradale: chi invade la corsia opposta è responsabile?

Concorso di colpa nell’incidente stradale: il principio della pari responsabilità si applica anche nel caso di veicolo che occupa la corsia di marcia opposta?

Non bisogna essere esperti giuristi o conoscitori del Codice della strada per sapere che, all’interno di una carreggiata, non si può invadere il senso di marcia opposto, a meno che la segnaletica non lo consenta per effettuare un sorpasso in sicurezza. Occupare la corsia opposta potrebbe essere pericolosissimo e causare perfino conseguenze fatali. Con questo articolo ci occuperemo proprio di questo specifico argomento: vedremo cioè se, nel caso di sinistro stradale, è sempre responsabile chi invade la corsia opposta.

La questione potrebbe sembrare scontata. In realtà non lo è perché, per legge, nelle ipotesi di sinistro stradale vale il principio del concorso di colpa o di pari responsabilità. In altre parole, fino a prova contraria, nel caso di scontro tra veicoli, si presume che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli mezzi. Questo principio opera anche nel caso di sinistro stradale causato da chi invade la corsia opposta? Vediamo cosa dice la giurisprudenza.

Presunzione di colpa al 50%: cos’è?

Come anticipato in premessa, secondo il Codice civile [1], nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ogni conducente coinvolto abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli.

Questa norma si applica anche quando uno solo dei mezzi riporta danni, con la conseguenza che il risarcimento dovrà essere ripartito tra i conducenti.

Il principio di pari responsabilità si traduce in una presunzione di colpa a carico di tutti i soggetti coinvolti nel sinistro.

Questo criterio, tuttavia, trova applicazione solamente quando non vi siano elementi idonei da cui desumere le effettive responsabilità dei conducenti.

In altre parole, la presunzione di colpa al 50% si applica solo se è impossibile attribuire le colpe in modo diverso, in base cioè al principio dell’effettiva responsabilità.

Ciò significa che, nel caso in cui si dimostri che l’incidente si è verificato per esclusiva colpa di uno dei conducenti e che, di conseguenza, nessuna responsabilità è ravvisabile nel comportamento dell’altro, quest’ultimo è esonerato da ogni conseguenza.

In altri termini, la presunzione di colpa a carico di ciascun conducente opera soltanto quando non sia possibile accertare in concreto le cause e il grado delle colpe rilevanti nella produzione dell’evento dannoso.

Concorso di colpa nei sinistri stradali: come funziona?

Il concorso di colpa nei sinistri stradali può sussistere tanto nell’ipotesi di applicazione del principio di pari responsabilità quanto nei casi di accertamento effettivo delle singole colpe. Per la precisione:

  • nel caso di pari responsabilità, il concorso di colpa significa che a ogni soggetto coinvolto nel sinistro è attribuita la stessaquota di colpa” (nel caso di incidente con due soggetti coinvolti, la responsabilità andrà ripartita al 50%; nel caso di tre soggetti, al 33%; ecc.);
  • nel caso di responsabilità effettiva, il concorso di colpa non è escluso tutte le volte in cui anche al danneggiato sia ascrivibile una porzione di responsabilità. Ad esempio, a seguito di accertamenti, il giudice ritiene che il danneggiante abbia il 75% di responsabilità, mentre il danneggiato il 25%, perché anch’egli non ha rispettato le regole del Codice della strada. In questa ipotesi, vi è un concorso di colpa effettivo, anche se non paritario.

Insomma: concorso di colpa nel sinistro stradale significa che la responsabilità dell’incidente non è imputabile solamente a un soggetto ma almeno a due. Si ha dunque concorso di colpa anche quando le percentuali non sono paritarie; l’importante è che non sussista responsabilità esclusiva.

Quando non c’è concorso di colpa?

Da quanto detto sinora si evince che, in caso di sinistro stradale, non c’è alcun concorso di colpa se la responsabilità è da attribuire in maniera esclusiva a un solo soggetto. È proprio ciò che accade nell’ipotesi dell’incidente causato da chi ha invaso la corsia di marcia opposta. Approfondiamo la questione.

Invasione corsia opposta: responsabilità

Secondo la Suprema Corte [2], non c’è concorso di colpa per chi procede nel proprio senso di marcia, anche se a velocità sostenuta, quando il sinistro è causato da chi ha invaso la corsia di marcia opposta.

In altre parole, secondo la giurisprudenza, il mancato rispetto del limite di velocità non comporta un concorso di colpa nel sinistro, se questo si è verificato perché il conducente che proveniva dal senso opposto ha invaso l’altra corsia di marcia.

In soldoni, ciò significa che chi invade illegittimamente la corsia opposta e causa un sinistro, si vedrà attribuita per intero la responsabilità dell’incidente. Ciò perché la condotta è talmente grave da non poter giustificare in alcun modo il concorso di colpa con il conducente che, pur procedendo ad alta velocità, si trova però sulla propria corsia.

Pertanto, conclude la Cassazione, il concorso di colpa si verifica quando la violazione imputabile al veicolo antagonista non ha incidenza causale nell’incidente, in quanto il guidatore, preso atto che un veicolo, superando la striscia continua ed invadendo la corsia, sta per impattare frontalmente, può unicamente compiere una manovra d’emergenza, e cioè frenare per tentare di evitare lo scontro.


note

[1] Art. 2054 cod. civ.

[2] Cass., ord. n. 19115 del 15 settembre 2020.

Autore immagine: canva.com/


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