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L’acquisizione delle quote della Srl col fiduciario

30 Aprile 2015
L’acquisizione delle quote della Srl col fiduciario

Ho necessità di acquisire, come persona fisica ed in maniera fiduciaria, il 30% delle quote di un S.r.l attualmente al 100% di proprietà di un S.p.a; vorrei farlo possibilmente tramite una scrittura privata tra le parti senza autentica del notaio. Potrei sapere se quest’ultima è sufficiente per tutelarmi e se ha valore giuridico?

L’operazione da Lei prospettata si compone di due negozi giuridici distinti. Da un lato infatti vi è il trasferimento delle quote della Srl, in misura pari al 30 % del capitale, dalla Spa attualmente titolare dell’intera società a un soggetto – detto fiduciario – che si intesterà formalmente le quote suddette e diverrà ufficialmente socio della srl summenzionata. Dall’altro vi è un contratto fiduciario che lega Lei a quest’ultimo soggetto e lo impegna a gestire la quota acquistate secondo le Sue direttive nonché a ritrasferirgliene la proprietà dietro Sua semplice richiesta.

Il primo contratto consiste in una vera e propria cessione di quote che segue le regole di pubblicità previste dall’art. 2470 cod. civ.: per la sua stipulazione dunque è necessaria la forma autentica notarile e il successivo deposito, entro trenta giorni a partire dalla

sottoscrizione, nel Registro delle Imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale. Le parti del contratto saranno la spa, attualmente titolare del 100 % del capitale della srl per tramite del proprio attuale legale rappresentante, e il soggetto fiduciario cui Lei avrà conferito l’incarico di intestarsi e gestire la quota pari al 30 % della srl in questione.

Il secondo contratto, che in ordine di tempo precederà il primo, sarà stipulato da Lei – in qualità di fiduciante – e da un terzo, in veste di fiduciario, e potrà essere concluso tramite semplice scrittura privata senza forma autentica. In virtù infatti di quanto chiarito dalla Corte di Cassazione infatti: “il contratto con il quale, in vista della stipulazione dell’atto costitutivo di una società di capitali, si convenga tra uno dei futuri costituenti ed un terzo che una quota di partecipazione in detta società sarà intestata fiduciariamente, con l’obbligo per il fiduciario di darne conto al fiduciante e di trasferirgli eventualmente in seguito la titolarità della quota, non richiede per la sua validità la forma pubblica prescritta per l’atto costitutivo della società” [1].

Tale principio, sancito per il caso di costituzione della società, deve essere a maggior ragione ribadito anche per il trasferimento di quote compiuto durante la vita della società stessa.

Tale ultimo contratto infatti si sostanzia in un vero e proprio mandato senza rappresentanza [2] in base al quale il mandatario, vale a dire il fiduciario, acquista i diritti e assume gli obblighi derivanti dagli atti compiuti coi terzi mentre questi ultimi non hanno alcun rapporto col mandante, ossia col fiduciante. Per tale motivo, il rapporto di mandato sottostante la partecipazione formalmente intestata al fiduciario non dovrà essere oggetto di pubblicità nel Registro delle Imprese.

In forza di tale ultimo contratto, il fiduciario acquista la quota della società a proprio nome ma per conto del fiduciante, secondo le direttive del quale la amministra. Ove il fiduciario non dovesse attenersi alle istruzioni ricevute infatti, il mandante potrebbe revocare l’incarico e agire giudizialmente per ottenere il ritrasferimento della quota in capo a se stesso [3].

Infine corre l’obbligo di segnalare che, nella maggioranza dei casi, l’intestazione fiduciaria di quote societarie avviene a favore di soggetti (normalmente delle società) che svolgono professionalmente l’attività di amministrazione e di cura di tali compendi patrimoniali per conto dei fiducianti [4].


note

[1] Cass., sent. n. 4184 del 20.02.2013.

[2] Art. 1705 cod. civ.

[3] Art. 1706, comma 2,cod. civ.

[4] L. n. 1966/39.

Autore immagine: 123rf com


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