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Fisco: così ripartono cartelle e pignoramenti

26 Agosto 2021 | Autore:
Fisco: così ripartono cartelle e pignoramenti

Dal 1° settembre, riprende l’attività di riscossione, con notifiche ed esecuzioni forzate anche su stipendi e conti correnti.

La pandemia è finita per il Fisco. La parentesi aperta l’8 marzo 2020 per l’emergenza Covid si chiude il 1° settembre, data in cui riparte, frenetica, l’attività di notifica e di riscossione: cartelle, fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti riprenderanno a pieno ritmo, così come le verifiche delle pubbliche amministrazioni per i pagamenti superiori a 5.000 euro, sospese anche quelle fino al 31 agosto.

Dato che il Governo non ha detto il contrario, è legittimo pensare che la ripresa dell’attività del Fisco sia confermata per il 1° settembre, dopo non pochi rinvii. Sarà una ripartenza graduale, per forza di cose: nel cassetto delle Entrate ci sono qualcosa come 60 milioni di cartelle esattoriali da spedire ai contribuenti. Quale meccanismo ha previsto il Fisco?

Innanzitutto, chi aveva un debito scaduto all’8 marzo 2020, ad esempio per un vecchio accertamento non contestato, potrà ricevere già dai primi di settembre l’atto di pignoramento. Chi, invece, alla stessa data, aveva in corso una dilazione, può versare le rate sospese entro la fine di settembre. Significa che non subirà alcuna attività di recupero prima di inizio ottobre.

Via libera dal 1° settembre anche ai pignoramenti degli stipendi, dei conti correnti o dei canoni degli affitti. Il debitore riceverà un’intimazione al pagamento entro cinque giorni solo nel caso in cui sia trascorso più di un anno dalla notifica della cartella.

Per quanto riguarda i fermi amministrativi e le ipoteche, dovranno essere preceduti da una notifica di preavviso, con l’invito a saldare il debito con l’Agenzia delle Entrate Riscossione entro 30 giorni.

E ancora: dal 1° settembre, ripartono le verifiche che la Pubblica Amministrazione svolge quando deve saldare un conto superiore ai 5.000 euro, ad esempio per una prestazione professionale, per un appalto, ecc. Il controllo consiste nell’accertare presso le banche dati delle Entrate se il creditore ha qualche morosità per almeno quella cifra. Se così fosse, l’ente pubblico sospenderebbe il pagamento per una cifra pari al debito scaduto, in attesa di una comunicazione di pignoramento presso terzi.

Ripartono, infine, nella stessa data, anche le attività recupero dei debiti notificati dai Comuni e dai concessionari privati incaricati della riscossione.



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