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Pensione ingegneri e architetti

19 Novembre 2021 | Autore:
Pensione ingegneri e architetti

Pensione di vecchiaia unificata ordinaria, posticipata, anticipata, supplemento: i trattamenti erogati da Inarcassa.

Inarcassa è l’ente previdenziale di categoria per ingegneri e architetti: sono obbligati all’iscrizione coloro che svolgono la libera professione e non godono di altra copertura assicurativa. Nel dettaglio, l’ingegnere o l’architetto è obbligato a iscriversi laddove risulti iscritto all’albo professionale, non sia assicurato presso un’altra forma di previdenza obbligatoria, risulti in possesso di partita Iva individuale o sia un componente di un’associazione o di una società tra professionisti.

Non esiste un’unica tipologia di pensione per ingegneri e architetti erogata da Inarcassa, ma è possibile beneficiare di trattamenti diversi: la pensione di vecchiaia unificata ordinaria, anticipata o posticipata, la pensione di vecchiaia o di anzianità in regime di totalizzazione, la pensione di vecchiaia o anticipata in regime di cumulo, oltre ai trattamenti pensionistici per inabilità e invalidità, nonché alle prestazioni destinate ai superstiti del professionista.

In merito alla contribuzione, ricordiamo che ingegneri e architetti sono obbligati al versamento di un contributo soggettivo, calcolato in misura percentuale sul reddito professionale netto dichiarato ai fini Irpef, per l’intero anno di riferimento, indipendentemente dal periodo di iscrizione intervenuto nell’anno. L’aliquota da applicare sul reddito professionale netto è pari a 14,5% sino a 125mila euro per il reddito 2020 da dichiarare nel 2021. È comunque previsto un contributo minimo, da corrispondere indipendentemente dal reddito professionale dichiarato, pari a 2.360 euro per il 2021.

Ingegneri e architetti sono poi obbligati al versamento di un contributivo integrativo, calcolato in misura percentuale (4%) sul volume di affari professionale dichiarato ai fini Iva, nonché al versamento di un contributo per maternità/paternità.

Infine, gli iscritti a Inarcassa possono versare un contributo facoltativo: si tratta di contribuzione volontaria, calcolata in base ad un’aliquota modulare (compresa tra l’1% e l’8,5%), applicata sul reddito professionale netto dichiarato ai fini Irpef. Per il 2021, i contributi facoltativi vanno da un minimo annuo di 210 euro fino ad un massimo di 10.625 euro.

Pensione di vecchiaia unificata ordinaria

La Riforma previdenziale ha introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2013, in sostituzione delle pensioni di vecchiaia, di anzianità e contributiva, il nuovo trattamento della pensione di vecchiaia unificata.

Per il 2021 la pensione di vecchiaia unificata ordinaria è corrisposta ai professionisti che hanno perfezionato i seguenti requisiti:

  • abbiano compiuto almeno 66 anni e 3 mesi di età;
  • risultino aver maturato 34 anni di iscrizione e contribuzione.

Pensione di vecchiaia unificata anticipata

La pensione di vecchiaia unificata può essere anticipata a 63 anni e 3 mesi di età (requisito 2021), a condizione che sia stata raggiunta l’anzianità contributiva minima utile alla pensione prevista al momento del compimento del requisito anagrafico, pari a 34 anni per l’anno 2021.

Per chi si avvale della pensione di vecchiaia unificata anticipata, dal 2021 la quota di pensione calcolata con sistema retributivo/reddituale – riferita alle annualità sino al 2012 – è decurtata di una percentuale dello 0,43% per ogni mese di anticipo, rispetto al requisito anagrafico previsto per il pensionamento ordinario.

Per chi si pensiona 3 anni prima, dunque, la penalizzazione sulla pensione è pari al 15,48% (0,43% x 36 mesi).

Per quanto riguarda la quota di pensione da calcolare con sistema contributivo, i coefficienti di trasformazione (si tratta di valori, espressi in percentuale, che convertono i contributi accantonati e rivalutati- montante contributivo- in pensione) sono attribuiti in via provvisoria [1] sulla base dei coefficienti dell’ultima generazione disponibile. Al compimento dell’età pensionabile ordinaria, la quota contributiva della pensione viene ricalcolata automaticamente, con effetto dal mese successivo, sulla base dei coefficienti di trasformazione definitivi del gruppo di appartenenza

Pensione di vecchiaia unificata posticipata

La pensione di vecchiaia unificata posticipata è corrisposta agli iscritti Inarcassa che abbiano compiuto 70 anni e 3 mesi di età, anche in assenza del requisito contributivo minimo previsto dal Regolamento Generale di Previdenza.

L’importo della prestazione, anche in relazione alla quota di pensione sino al 2012 compreso, è calcolato esclusivamente secondo il metodo contributivo.

La quota retributiva della pensione è riconosciuta soltanto qualora, all’atto del pensionamento posticipato, il professionista abbia maturato il requisito contributivo minimo previsto dal Regolamento Generale Previdenza [2], ossia 34 anni di versamenti ed anzianità per il 2021, oppure qualora soddisfi le seguenti condizioni:

  • almeno 20 anni di iscrizione e contribuzione al 31 dicembre 2012;
  • possesso di un’anzianità contributiva complessiva alla data della domanda di pensione di almeno 30 anni.

Pensione in regime di totalizzazione

Gli ingegneri che possiedono contributi previdenziali presso gestioni diverse, oltreché presso Inarcassa, possono ottenere la pensione in regime di totalizzazione dei contributi, cioè sommando i versamenti presenti in fondi differenti ai fini del diritto alla pensione. Ai fini dell’importo del trattamento, ciascuna cassa calcola la quota di propria competenza.

La pensione in totalizzazione [3], nel dettaglio, può essere ottenuta:

  • come pensione di vecchiaia, con un minimo di 66 anni di età (requisito valido sino al 31 dicembre 2022) e almeno 20 anni di contributi complessivi non coincidenti, conteggiati tra tutte le casse di previdenza, previa attesa di una finestra di 18 mesi che parte dalla maturazione dell’ultimo requisito;
  • come pensione di anzianità, con un minimo di 41 anni di accrediti complessivi non coincidenti, tra le gestioni previdenziali coinvolte nell’operazione, previa attesa di una finestra di 21 mesi; non è previsto alcun requisito minimo di età.

Attraverso la totalizzazione, a determinate condizioni, si può anche ottenere la pensione d’inabilità o ai superstiti.

La pensione in totalizzazione è calcolata col sistema contributivo previsto per le casse professionali [4], a meno che il periodo di iscrizione e contribuzione all’Inarcassa non risulti uguale o superiore a quello minimo per il conseguimento della pensione di vecchiaia unificata ordinaria. In quest’ultimo caso, il sistema di calcolo interamente contributivo non si applica, ma si applica il sistema pro- rata (reddituale- retributivo sino al 31 dicembre 2012, poi contributiva dal 2013).

L’assegno pensionistico è liquidato dall’Inps, anche per la quota di competenza della cassa professionale.

Pensione in regime di cumulo

Se l’ingegnere iscritto all’Inarcassa desidera sommare gratuitamente i contributi accreditati presso la cassa professionale con quelli presenti in altre gestioni, può ottenere la pensione non solo attraverso la totalizzazione, ma anche tramite il regime del cumulo [5].

In particolare, può ottenere la pensione di vecchiaia in regime di cumulo con 20 anni di contributi complessivi- non coincidenti-e 67 anni di età (requisito valido per tutti, uomini e donne, sino al 31 dicembre 2022), come confermato dall’Inps [6].

Tuttavia, al perfezionamento di questi requisiti l’iscritto può ottenere la sola quota di pensione maturata presso le gestioni Inps: la quota di pensione di competenza della Cassa ingegneri, invece, viene liquidata solamente al compimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia unificata ordinaria: in base al regolamento di previdenza Inarcassa, nel 2021, l’età pensionabile presso la gestione previdenziale risulta più bassa (66 anni e 3 mesi) rispetto al requisito anagrafico previsto presso l’Inps.

Inarcassa, però, non eroga la pensione di vecchiaia in cumulo al compimento dei 66 anni e 3 mesi, in quanto è necessario attendere il requisito di età di 67 anni previsto presso l’Inps. È inoltre necessario soddisfare, tra tutte le gestioni di previdenza obbligatoria, almeno 34 anni di iscrizione e contribuzione complessivi non coincidenti, per il diritto alla quota di pensione Inarcassa.

La Cassa ingegneri e architetti può inoltre riconoscere all’iscritto la pensione anticipata in regime di cumulo nel caso in cui il professionista, tra tutte le gestioni previdenziali, possieda un minimo di 42 anni e 10 mesi di contributi non coincidenti, 41 anni e 10 mesi se donna, 41 anni di contributi se lavoratore precoce rientrante in particolari categorie agevolate.

Al requisito contributivo, che resterà tale sino al 2026, si applica una finestra di attesa pari a 3 mesi.

Per quanto riguarda il calcolo della pensione in cumulo, la quota a carico Inarcassa è determinata:

  • con il sistema di calcolo pro-rata se il professionista ha maturato presso Inarcassa una anzianità contributiva maggiore o uguale a quella prevista dal Regolamento Generale di Previdenza (come osservato, pari a 34 anni);
  • con il sistema di calcolo contributivo per anzianità inferiori a quelle previste dal Regolamento.

La pensione, come avviene per la totalizzazione, è liquidata dall’Inps unitariamente.

Attraverso il cumulo, a determinate condizioni, è possibile ottenere la pensione d’inabilità o ai superstiti.

Supplemento di pensione

I pensionati di vecchiaia, di vecchiaia unificata e di pensione contributiva che proseguono nell’esercizio dell’attività professionale (di ingegnere o architetto, anche in forma associata) dopo il pensionamento, hanno diritto a un supplemento di pensione ogni ulteriori 5 anni di iscrizione e contribuzione.

Il diritto al supplemento si acquisisce al compimento dell’ulteriore quinquennio di iscrizione e contribuzione dalla data del pensionamento o del precedente supplemento e decorre dal primo giorno del mese successivo al compimento del quinquennio.

In caso di cancellazione prima della maturazione del diritto, il supplemento di pensione si matura alla data di cancellazione.

Anche il supplemento di pensione, così come il trattamento principale, risulta reversibile ai superstiti.

Il sistema di calcolo di questa prestazione è contributivo.


note

[1] Art. 26 del Regolamento Generale di Previdenza Inarcassa.

[2] Tabella I del Regolamento Generale di Previdenza Inarcassa.

[3] D.lgs. 42/2006.

[4] Art. 4, Co. 3 e 5, D.lgs. 42/2006.

[5] Art.1, co. 239 e ss. L. 228/2012, come modificata dalla L. 232/2016.

[6] Circ. Inps 60/2017; Circ. Inps 140/2017.

Autore immagine: pixabay.com


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