Diritto e Fisco | Articoli

Dopo quanto tempo subentra il possesso?

19 Novembre 2021 | Autore:
Dopo quanto tempo subentra il possesso?

Quali sono i requisiti del possesso? Qual è la differenza con la detenzione? Cos’è l’interversione e come funziona?

La legge tutela non solo le persone che sono formalmente proprietarie di un bene (mobile o immobile che sia), ma anche coloro che, pur non essendone titolari, ne hanno la disponibilità. Il legame che si crea con chi possiede materialmente una cosa è rilevante da un punto di vista giuridico sotto diversi profili. Ad esempio, è responsabile del morso di un cane colui che ne aveva la custodia al momento del fatto, anche se non ne era proprietario; può sporgere denuncia per furto non solo il proprietario, ma anche il soggetto che aveva la momentanea disponibilità della cosa che gli è stata sottratta. Con questo articolo vedremo dopo quanto tempo subentra il possesso.

Come meglio diremo, il possesso individua la relazione di fatto che si instaura tra un soggetto e un bene, pur in assenza di un valido titolo giuridico. Ad esempio, il conduttore non è possessore dell’immobile, perché vi abita in virtù di un contratto di locazione. Lo stesso dicasi per chi noleggia un’auto. Al contrario, chi usa una cosa come se fosse sua (pur non essendola) è qualificato dalla legge come possessore.

Da questa condizione discendono numerose conseguenze, la più importante di tutte è forse quella relativa all’acquisto della proprietà per usucapione. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme dopo quanto tempo subentra il possesso.

Possesso: cos’è?

Il possesso è la relazione di fatto che si instaura tra un bene e la persona che ne ha la concreta e materiale disponibilità [1].

Spesso, possesso e proprietà coincidono. Ad esempio, chi utilizza il proprio smartphone è allo stesso tempo proprietario e possessore dell’oggetto. Lo stesso dicasi per chi guida la propria auto o vive in casa propria.

Può tuttavia accadere che possesso e proprietà non coincidano. Si pensi al ladro che, pur avendo il possesso di un bene rubato, non ne è proprietario. Senza scomodare il diritto penale, si può avere possesso quando una persona utilizza sempre l’immobile di un’altra persona nella piena consapevolezza di quest’ultima.

Il possesso, dunque, è la manifestazione esteriore del legame che c’è tra un bene e chi lo detiene. Paradossalmente, come detto, anche il ladro che ruba il cellulare ha il possesso dello stesso.

Possesso: quali conseguenze?

Dal possesso derivano numerose conseguenze. Innanzitutto, il possessore di un bene può invocare delle specifiche azioni a tutela della propria situazione giuridica, anche se non è il proprietario della cosa.

Il Codice civile prevede degli strumenti per far sì che il possessore possa ottenere nuovamente il suo bene, anche a discapito dell’effettivo proprietario.

Ad esempio, se una persona ha invaso il terreno del vicino e il legittimo proprietario cerca di riprenderselo, contro quest’ultimo potrà essere utilizzata un’apposita azione possessoria (definita di reintegrazione o di spoglio) affinché il terreno venga restituito a chi lo possedeva.

Per poter ottenere ciò che è suo il proprietario dovrà dimostrare la sua qualità: dovrà opporre il titolo (cioè, l’atto che attesta che il bene è suo: una donazione, un contratto, ecc.) che lo legittima come proprietario.

Come anticipato in premessa, però, la conseguenza più rilevante che deriva dal possesso è quella di poter acquistare il bene per usucapione.

In questa evenienza, occorre dimostrare che il possesso si sia protratto nel tempo (per gli immobili, in genere occorrono venti anni) e che abbia determinate caratteristiche (pacifico, pubblico e continuato).

Possesso e detenzione: differenza

Spesso, si confonde il possesso con la detenzione. In realtà, la differenza è chiara e molto importante: mentre il possesso individua una mera relazione di fatto tra una persona e un bene, la detenzione sorge a seguito di un rapporto giuridico qualificato.

Ad esempio, il conduttore ha la detenzione dell’immobile in virtù di un regolare contratto di locazione, per cui il proprietario accetta, dietro pagamento del canone, che un’altra persona viva nella sua abitazione.

Lo stesso dicasi nel caso di autovettura consegnata al meccanico per la riparazione. Anche in questa ipotesi il meccanico ha la disponibilità del mezzo in virtù della consegna spontanea che ha fatto sorgere in capo alle parti precisi obblighi giuridici (quello di riparare il veicolo e di pagare la prestazione).

La differenza tra possesso e donazione può tuttavia apprezzarsi sotto un altro profilo: quello della consapevolezza che il bene appartiene ad altri. Mentre il possessore, infatti, utilizza la cosa come se fosse sua, il detentore sa che il suo utilizzo è solo momentaneo e che il bene dovrà essere restituito al legittimo proprietario.

Interversione del possesso: cos’è?

La legge consente di trasformare la detenzione in possesso attraverso un particolare istituto: quello dell’interversione del possesso [2]. Di cosa si tratta? In pratica, il mutamento della detenzione in possesso, utile ad esempio ai fini del maturare dell’usucapione, può avvenire in due modi:

  • per causa proveniente da un terzo, il quale, facendo credere di essere proprietario del bene, trasferisca al detentore la sua presunta proprietà. Facciamo un esempio. Tizio presta la propria autovettura a Caio che, quindi, la detiene; il fratello di Tizio, sostenendo di essere il vero proprietario della macchina, la vende a Caio. In questo caso, Caio non diventa proprietario del bene (perché a venderglielo è stato chi non era proprietario), ma ne acquista il possesso, utile, eventualmente, a far maturare l’usucapione;
  • per opposizione del detentore nei confronti del possessore. In pratica, il primo deve far sapere al secondo di avere la precisa intenzione di comportarsi come proprietario della cosa. Classico esempio è quello del conduttore di un appartamento che invia una raccomandata al proprietario dicendogli che intenderà comportarsi come se l’abitazione fosse sua, quindi provvedendo a modificarla, rifiutando di pagare il canone, ecc. Da questo momento in avanti, cioè da quando la detenzione si è tramutata in possesso, comincia a decorrere il tempo utile per l’usucapione.

Possesso: come si acquista?

Il possesso si acquista semplicemente mediante l’apprensione materiale di un bene, accompagnata dalla volontà di usarlo come se fosse proprio (animus possidendi).

Il possesso si può acquisire anche a titolo derivativo, cioè quando l’apprensione deriva dalla consegna. È il caso di chi cede il proprio libro a un altro.

Il possesso si perde quando il possessore non ha più la disponibilità del bene oppure quando viene meno la volontà di usarlo come se fosse proprio.

Possesso: come si dimostra?

Non è facile dimostrare l’esistenza dei presupposti del possesso. La legge stabilisce che si presume il possesso in colui che esercita il potere di fatto.

Ciò significa che ci basta provare di esercitare un potere di fatto su un bene (un telefono, una bicicletta, ecc.) perché il giudice presuma che sussista un possesso giuridicamente rilevante, con tutte le conseguenze che ne derivano (usucapione, azioni possessorie, ecc.).

Inoltre, si presume il possesso in colui che esercita il potere di fatto quando non si prova che ha cominciato ad esercitarlo semplicemente come detenzione.

In parole povere, il possesso prevale sulla detenzione nel senso che, se non è possibile provare che il rapporto tra individuo e bene sia una detenzione, si presume che si tratti di possesso.

Possesso: dopo quanto tempo subentra?

Possiamo ora rispondere alla domanda posta nel titolo di questo articolo. Dopo quanto tempo subentra il possesso? Ecco le risposte:

  • il possesso si acquista immediatamente, se l’apprensione materiale del bene è accompagnata dalla volontà di farlo proprio;
  • il possesso subentra alla detenzione a seguito di interversione del possesso causata dal fatto del terzo che si spaccia per proprietario o per volontà del detentore stesso, il quale dichiara al proprietario di voler possedere il bene come se fosse proprio.

 


note

[1] Art. 1140 cod. civ.

[2] Art. 1141 cod. civ.

Autore immagine: canva.com/


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube