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Pensione casalinghe

19 Novembre 2021 | Autore:
Pensione casalinghe

Accesso alla pensione di vecchiaia e anticipata per chi svolge un’attività di cura della casa e della famiglia: quando?

«Se fai il casalingo o la casalinga, non avrai mai la pensione». Chissà quante volte hai sentito ripetere questa frase. Devi sapere, però, che non è vero che non è prevista alcuna pensione per casalinghe: anche chi svolge un’attività gratuita di cura della famiglia può aver diritto a dei trattamenti pensionistici erogati dall’Inps.

Per avere la pensione casalinghe, però, devi iscriverti al cosiddetto Fondo casalinghe dell’Inps, cioè al Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti, derivanti da responsabilità familiari. Si tratta di un fondo previdenziale facoltativo dell’Assicurazione generale obbligatoria Inps, istituito dal 1° gennaio 1997, in sostituzione della vecchia gestione “Mutualità pensioni” [1], alla quale potevano iscriversi le sole donne impiegate in lavori domestici con età compresa tra i 15 ed i 50 anni.

Ad oggi, possono iscriversi al fondo liberamente sia casalinghi che casalinghe, dai 16 ai 65 anni: anche il versamento di contribuzione è libero.

Ma il Fondo casalinghe a quale pensione dà diritto? La pensione casalinghe erogata dall’Inps dipende unicamente dalla contribuzione versata: l’ente previdenziale non offre un’integrazione al minimo.

Attenzione a non confondere la pensione casalinghe con l’assegno sociale o con la pensione di cittadinanza: questi ultimi sono trattamenti di assistenza, riconosciuti sulla base dello stato di bisogno economico a prescindere dai contributi versati, mentre la pensione erogata dal Fondo casalinghe è quantificata sulla base dei versamenti accreditati. In parole semplici, chi nulla versa, nulla prende.

Peraltro, non è nemmeno possibile ricongiungere, totalizzare o cumulare i contributi versati nel Fondo alla contribuzione versata presso altre casse di previdenza obbligatoria, in quanto i versamenti al Fondo casalinghe vengono accreditati su di un conto assicurativo totalmente separato e distinto rispetto all’Assicurazione generale obbligatoria, alle gestioni sostitutive, esonerative o esclusive nonché alle casse dei liberi professionisti.

Fai attenzione anche a non confondere la pensione Inps casalinghe con la pensione eventualmente riconosciuta dall’Inail a casalinghi e casalinghe per infortuni domestici: si tratta di prestazioni derivanti da obblighi assicurativi ed eventi diversi (per approfondire, leggi Assicurazione casalinghe).

Chi si può iscrivere al fondo casalinghe?

Possono iscriversi al Fondo casalinghe uomini e donne di età compresa tra i 16 anni e i 65 anni di età se:

  • svolgono lavoro in famiglia non retribuito connesso con responsabilità familiari, senza vincoli di subordinazione;
  • non svolgono attività lavorativa dipendente o autonoma, per la quale sussista l’obbligo di iscrizione ad un diverso ente o a un’altra cassa previdenziale;
  • non sono beneficiari di una pensione diretta, come la pensione anticipata, di anzianità, di vecchiaia, di inabilità o invalidità;
  • svolgono attività lavorativa part-time se, in relazione alla retribuzione percepita, si determina una riduzione delle settimane utili per il diritto a pensione (ricordiamo che, dal 2021, non può più determinarsi una riduzione delle settimane utili a pensione in base all’articolazione dell’attività a tempo parziale, in quanto sono state abolite le penalizzazioni per i lavoratori in part time verticale o ciclico).

Come iscriversi al fondo casalinghe?

La domanda di iscrizione al Fondo casalinghe deve essere inoltrata solamente per via telematica, previa identificazione con le proprie credenziali (Pin Inps, Spid, Carta nazionale dei servizi o Carta d’identità elettronica), per mezzo di uno dei seguenti canali:

  • servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino attraverso il portale web dell’Inps;
  • contact center multicanale, chiamando da rete fissa il numero gratuito 803.164 o il numero 06.164.164 da telefono cellulare;
  • patronato e tutti gli intermediari dell’istituto.

Se non ci sono condizioni incompatibili con l’iscrizione al Fondo, la domanda viene accolta automaticamente e l’interessato, dopo aver ricevuto la comunicazione di accoglimento della richiesta, può iniziare a versare i contributi.

A quanto ammontano i contributi dovuti al Fondo casalinghe?

L’importo dei versamenti al Fondo casalinghe è libero, ma, per ottenere l’accredito di un mese di contribuzione, è necessario versare almeno 25,82, euro.

Nel dettaglio, l’Inps accredita, per ogni anno, tanti mesi di contributi quanti ne risultano dividendo l’importo complessivo versato nell’anno per 25,82 euro (se si versano in un anno 110 euro, ad esempio, i mesi accreditati risultano 4).

Per ottenere l’accredito di un anno di contributi bisogna dunque versare un minimo di 309,84 euro (25,82 x 12).

Il versamento può essere effettuato in qualsiasi momento dell’anno con bollettini di conto corrente postale, che l’Inps invia a casa insieme alla lettera di accoglimento dell’iscrizione e che sono altresì stampabili in formato pdf, con i dati dell’iscritto e senza importo, nella sezione Servizi online del sito Inps raggiungibile attraverso il seguente percorso: “Per tipologia di utente, Cittadino, Fondo previdenza Casalinghe, Stampa bollettino”.

I contributi versati sono completamente deducibili dal reddito imponibile Irpef del dichiarante, anche per i familiari fiscalmente a carico.

Quali pensioni riconosce il Fondo casalinghe?

Il Fondo casalinghe Inps riconosce le seguenti prestazioni pensionistiche:

  • pensione di inabilità, con almeno 5 anni di contributi, a condizione che sia sopraggiunta l’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa;
  • pensione di vecchiaia, a partire dal 57° anno di età, a condizione che siano stati versati almeno 5 anni (60 mesi) di contributi; la pensione di vecchiaia viene però liquidata solo se l’importo maturato risulta almeno pari all’ammontare dell’assegno sociale maggiorato del 20%, ossia almeno pari a 552,34 euro mensili (importo corrispondente a 1,2 volte l’assegno sociale, ossia, per il 2021, a 460,28 x 1,2);
  • non è richiesta alcuna soglia minima d’importo della pensione al compimento dei 65 anni di età.

La pensione casalinghe non è reversibile: non è prevista la concessione della pensione ai superstiti.

Come si calcola la pensione casalinghe?

La pensione casalinghe si calcola con sistema interamente contributivo. In particolare, i versamenti al Fondo casalinghe- che costituiscono il montante contributivo– sono trasformati in trattamento pensionistico attraverso i coefficienti di trasformazione, che risultano attualmente i seguenti, in base all’età in cui è liquidata la pensione:

  • 57 anni: 4,90%;
  • 58 anni: 5,05%;
  • 59 anni: 5,20%;
  • 60 anni: 5,37%;
  • 61 anni: 5,54%;
  • 62 anni: 5,73%;
  • 63 anni: 5,93%;
  • 64 anni: 6,14%;
  • 65 anni: 6,36%.

Si tratta di coefficienti diversi da quelli previsti per il calcolo contributivo presso la generalità delle gestioni amministrate dall’Inps [2].

Come si chiede la pensione casalinghe?

La domanda di pensione al Fondo casalinghe può essere inoltrata all’Inps, come osservato in merito alla domanda d’iscrizione al Fondo stesso, solamente per via telematica, previa identificazione con le proprie credenziali (Pin Inps, Spid, Carta nazionale dei servizi o Carta d’identità elettronica), per mezzo di uno dei seguenti canali:

  • servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino attraverso il portale web dell’Inps;
  • contact center multicanale, chiamando da rete fissa il numero gratuito 803.164 o il numero 06.164.164 da telefono cellulare;
  • patronato e tutti gli intermediari dell’istituto.

note

[1] L. 389/1963.

[2] L. 335/1995.

Autore immagine: pixabay.com


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