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Come escludere la seconda moglie dall’eredità

20 Novembre 2021 | Autore:
Come escludere la seconda moglie dall’eredità

In caso di seconde nozze, la nuova consorte ha sempre diritto ad una quota della successione?

Non sono certamente pochi i matrimoni che vanno in frantumi. Le separazioni e i divorzi sono all’ordine del giorno; allo stesso modo, anche le seconde nozze sono assai frequenti. Chiaramente, le seconde nozze di cui parliamo sono civili. Infatti, è molto più agevole ottenere il divorzio, cioè la fine del matrimonio civile, che l’annullamento del matrimonio canonico. Risposarsi però non pone fine ai problemi. Uno dei quesiti all’ordine del giorno per chi decide di convolare nuovamente a nozze è come escludere la seconda moglie dall’eredità.

A porsi questo interrogativo non è solo il marito, quando i rapporti con la nuova consorte cominciano ad incrinarsi, ma anche i parenti del marito (i figli della prima moglie soprattutto) perché temono di perdere una parte consistente di quanto speravano di ottenere. Se il marito fa testamento può dunque diseredare la seconda moglie? Al marito è consentito scrivere nel testamento che alla sua nuova consorte non lascia nulla?

Nell’articolo che segue ti spiegheremo se c’è o meno un modo legale per escludere del tutto la seconda moglie dall’eredità. Conoscere le norme è fondamentale per sciogliere i dubbi ed evitare discussioni inutili e dispendiose, nonché per prevenire le controversie.

Cosa spetta alla prima moglie dopo la separazione e il divorzio?

Cominciamo a verificare la posizione ereditaria della prima moglie dopo la separazione ed il divorzio.

La separazione, giudiziale o consensuale, non cambia la posizione della consorte (che resta legalmente moglie fino al divorzio).

La moglie conserva intatti i propri diritti sulla successione del marito anche dopo la separazione [1]. Solo se la separazione è stata addebitata alla moglie (cosiddetta separazione con addebito) le cose potrebbero cambiare.

L’addebito della separazione non è altro che l’accertamento, compiuto dal giudice nella sentenza, del fatto che la responsabilità della fine del legame affettivo è attribuibile ad uno dei due coniugi.

Questo vuol dire che se il giudice accerta che la separazione è avvenuta “per colpa” della moglie (ad esempio, in caso di infedeltà), ella sarà esclusa dalla successione del marito. Così la moglie potrà avere diritto solo agli alimenti a carico degli eredi del marito se, al momento della morte del coniuge, già beneficiava dell’assegno alimentare perché era incapace di provvedere da sé al suo mantenimento e versava in stato di bisogno.

Con il divorzio, invece, cessa definitivamente il vincolo matrimoniale e l’ex moglie non avrà più alcun diritto sulla successione dell’ex consorte.

In assenza di testamento, la moglie separata senza addebito ha diritto, se non ci sono figli, a tutta l’eredità del marito; se c’è un figlio, avrà diritto a metà dell’eredità del marito; se ci sono più figli avrà diritto ad un terzo dell’eredità del marito.

Con il divorzio, cessa il vincolo matrimoniale e l’ex coniuge non ha più diritto all’eredità dell’altro

Cosa spetta alla seconda moglie?

Alla seconda moglie la legge assegna ciò che spetta ad ogni coniuge. Se il marito non ha fatto testamento, avrà diritto a [2]:

  • tutta l’eredità se non ci sono figli;
  • metà dell’eredità, in presenza di un figlio;
  • un terzo dell’eredità, se la coppia ha più di un figlio.

In assenza di testamento è quindi la legge a stabilire chi sono gli eredi e quali quote gli spettano.

Se invece il marito ha fatto testamento, non ci sarà alcuna possibilità di escludere la seconda moglie dall’eredità. Alla seconda moglie dovrà andare in ogni caso la cosiddetta quota di legittima [3] e cioè:

  • metà dell’eredità in assenza di figli;
  • un terzo dell’eredità in presenza di un figlio;
  • un quarto dell’eredità in presenza di più figli;
  • metà dell’eredità, in assenza di figli ma in presenza di ascendenti (genitori e/o nonni) del marito.

Le quote di legittima appena indicate sono il minimo che spetta al coniuge e che, facendo testamento, il marito deve obbligatoriamente assegnare alla moglie.

Alla moglie poi, dopo la morte del coniuge, spetta anche il diritto di abitare la casa che è stata residenza familiare e di usarne i mobili che la arredano (a condizione che la casa sia stata di proprietà del defunto o in comproprietà fra i coniugi) [4].

Come escludere la seconda moglie dall’eredità?

Non è possibile escludere totalmente la moglie dall’eredità. Infatti, se alla moglie non viene assegnata alcuna quota di eredità o una quota inferiore alla quota di legittima, la legge le riconosce il diritto di agire in giudizio con la cosiddetta azione di riduzione per recuperare quanto le spetta.

Non esiste in conclusione la possibilità per il marito di diseredare la moglie (prima o seconda che sia), cioè di escluderla del tutto dalla successione.

Alla seconda moglie spetta la quota di legittima



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