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Sinistro stradale: quando c’è omicidio colposo?

1 Settembre 2021 | Autore:
Sinistro stradale: quando c’è omicidio colposo?

Morte a seguito di un incidente: in quali ipotesi c’è responsabilità penale del conducente? Quando c’è colpa in caso di sinistro?

Si può rispondere di omicidio anche causando un incidente stradale, perfino in assenza della volontà di fare del male a qualcuno. Per legge, ogni volta che si mette a repentaglio l’incolumità di un’altra persona si commette reato, anche quando non c’era assolutamente l’intenzione di arrecare alcun danno. Per quanto riguarda i sinistri stradali, il Codice penale prevede due specifici reati: l’omicidio stradale (in caso di morte della vittima) e le lesioni personali stradali, a loro volta distinte in gravi e gravissime. Con questo articolo vedremo quando c’è omicidio colposo in caso di sinistro stradale.

Sul punto, si è recentemente espressa una sentenza della Corte di Cassazione secondo cui risponde di omicidio stradale anche colui che, pur marciando regolarmente nella propria corsia, non adotta tutte le altre precauzioni dettate dal Codice della strada per chi si trova alla guida di un veicolo. Per la precisione, è stato condannato l’autista che viaggiava troppo a ridosso della linea di mezzeria, non prevedendo così la possibilità che il veicolo che sopraggiungeva nel senso opposto di marcia, invadendo di poco la corsia, avrebbe potuto impattare e causare un grave incidente. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme quando c’è omicidio colposo nel sinistro stradale.

Omicidio stradale: cos’è?

Secondo il Codice penale, è punito con la reclusione da due a sette anni chi cagiona per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale.

Le pene sono aumentate (reclusione da otto a dodici anni) nel caso di omicidio stradale causato da chi si è posto alla guida in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione derivante dall’assunzione di stupefacenti.

Altre aggravanti sono previste nel caso di particolari infrazioni al Codice della strada (guida contromano, velocità pari o superiore al doppio di quella consentita, ecc.) [1].

Come si evince da quanto appena detto, caratteristiche fondamentali dell’omicidio stradale sono:

  • la morte di una persona a seguito della violazione delle norme che disciplinano la circolazione stradale;
  • la non volontarietà dell’evento (se un automobilista investisse di proposito un pedone, si tratterebbe di normale omicidio, punibile con pena non inferiore ai ventuno anni).

Omicidio stradale: quando c’è colpa?

L’omicidio stradale è un delitto colposo: significa che questa specifica responsabilità penale del conducente si configura solamente se il fatto si è verificato senza l’intenzione di volerlo commettere.

In altre parole, l’omicidio stradale presuppone che l’evento della morte non debba essere voluto, ma debba essere solo la conseguenza della propria imprudenza, negligenza o imperizia.

Tutto ciò significa che a colui che investe e uccide volontariamente una persona non si applicherà la norma che punisce l’omicidio stradale, bensì la più grave norma che sanziona l’omicidio (punito molto più severamente).

Sinistro stradale: quand’è omicidio colposo?

Secondo la Corte di Cassazione [2], scatta l’omicidio colposo anche quando non si osservano le norme prudenziali dettate dal Codice della strada per evitare possibili incidenti, come ad esempio quella di moderare la velocità in curva (specie di notte) e di tenere il più possibile la destra.

Nel caso di specie, la Suprema Corte ha ritenuto sussistente il reato di omicidio stradale a carico del conducente che, pur essendo stato impattato dal veicolo che procedeva in direzione opposta e che aveva invaso la sua corsia, non aveva tenuto la destra, addossandosi troppo alla linea di mezzeria, procedendo altresì a velocità sostenuta.

Questa decisione si pone nel solco di altre sentenze dello stesso tenore, le quali hanno tutte ravvisato l’omicidio stradale in caso di sinistro causato per disattenzione o superficialità.

Secondo un’altra sentenza [3], risponde di omicidio stradale anche il conducente che, pur rispettando i limiti di velocità, investe un pedone che attraversava la strada al di fuori delle apposite strisce. Ciò perché il Codice della strada impone al conducente di regolare la velocità del veicolo in modo che, avuto riguardo alle caratteristiche, allo stato ed al carico del veicolo stesso, alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose ed ogni altra causa di disordine per la circolazione [4].

In sintesi: c’è omicidio stradale tutte le volte in cui la morte di una persona sia causata dal mancato rispetto delle norme del Codice della strada, anche di quelle che impongono solamente di agire con cautela, come ad esempio di rallentare in prossimità delle curve e di prestare attenzione alle possibili manovre azzardate degli altri conducenti.


note

[1] Art. 589-bis cod. pen.

[2] Cass., sent. n. sentenza 32277 del 27 agosto 2021.

[3] Cass., sent. n. 7094 del 24 febbraio 2021.

[4] Art. 141 cod str.

Autore immagine: canva.com/


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