Diritto e Fisco | Articoli

Eccezione di compensazione

20 Novembre 2021 | Autore:
Eccezione di compensazione

Come far valere un proprio controcredito? Qual è la differenza tra compensazione legale, giudiziale e volontaria?

Nei tribunali italiani, la maggior parte delle cause civili riguarda debiti non pagati: il creditore si rivolge al giudice affinché gli venga riconosciuto ciò che gli spetta di diritto. In ipotesi del genere, è possibile che la persona chiamata in giudizio vanti essa stessa un credito nei confronti dell’attore. In casi del genere, la legge ha previsto un meccanismo per evitare inutili complicazioni: quello della compensazione. Con questo articolo ci occuperemo proprio dell’eccezione di compensazione all’interno del processo civile.

Per legge, la compensazione non può essere rilevata d’ufficio dal giudice. Ciò significa che, se la parte processuale non la eccepisce tempestivamente, essa non potrà essere fatta valere. Ecco perché è importante rispettare i termini stabiliti dal codice affinché si possano compensare i rispettivi debiti. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme come funziona l’eccezione di compensazione.

Compensazione: cos’è?

La compensazione è uno dei modi di estinzione dell’obbligazione diversi dall’adempimento. In pratica, grazie alla compensazione si ottiene l’estinzione di un debito senza bisogno di pagarlo, semplicemente eccependo il proprio credito.

La compensazione consiste nel fenomeno per cui, quando due soggetti sono obbligati l’uno verso l’altro, i due debiti si estinguono per la quantità corrispondente. Facciamo un esempio.

Tizio deve a Caio mille euro. A sua volta, Caio deve a Tizio 800 euro. Per compensazione, Tizio sarà obbligato a pagare solamente 200 euro, cioè la differenza tra i due crediti.

Compensazione: come funziona?

Per legge [1], la compensazione può essere legale o giudiziale. La differenza tra questi due tipi riguarda la natura del credito.

Per la precisione, la compensazione legale opera solamente quando i crediti sono certi, liquidi ed esigibili. Cosa significa? Un credito è:

  • certo, quando non ci sono dubbi sulla sua esistenza, in quanto può essere provato facilmente;
  • liquido, quando è già quantificato nel suo ammontare (5mila euro; il quadro di uno specifico autore; 10 kg di grano; ecc.). Ciò significa che non si può ottenere un decreto ingiuntivo per il risarcimento di un danno ancora da quantificare;
  • esigibile, quando il credito è già azionabile perché non sottoposto a condizione (ad esempio, se Tizio si è impegnato a pagare Caio entro un anno, non si può chiedere un decreto ingiuntivo prima della scadenza annuale).

Al ricorrere di queste condizioni, la compensazione è legale, nel senso che opera per legge una volta eccepita, senza possibilità di soluzione contraria.

Al contrario, la compensazione è giudiziale quando il credito opposto in compensazione non è liquido ma è di pronta e facile liquidazione, nel senso che il suo ammontare è facilmente calcolabile.

In tal caso, il giudice può dichiarare la compensazione per la parte di debito che riconosce esistente e può anche sospendere la condanna per il credito liquido fino all’accertamento del credito opposto in compensazione.

Infine, si ritiene che la compensazione sia volontaria quando sono le parti a stabilirne le condizioni, anche al di fuori dei requisiti visti in precedenza.

Eccezione di compensazione: cos’è?

L’eccezione di compensazione è il modo di far valere la compensazione dei debiti all’interno del processo civile. Come detto in apertura, il giudice non può rilevare d’ufficio (cioè, autonomamente) la compensazione dei crediti e dei debiti, essendo necessario che essa sia sollevata dalla parte che ne è interessata [2].

L’eccezione di compensazione è dunque lo strumento processuale che consente di far valere un proprio controcredito. Vediamo come funziona.

Compensazione: entro quanto tempo va eccepita?

Come appena ricordato, il debitore citato in causa che intende opporre il proprio credito all’attore deve eccepire la compensazione. Ciò deve avvenire nella comparsa di risposta tempestivamente depositata almeno 20 giorni prima della prima udienza.

Per le cause di competenza del giudice di pace, invece, l’eccezione di compensazione può essere sollevata anche il giorno stesso della prima udienza, dichiarandola direttamente a verbale o nella comparsa di costituzione.

Eccezione di compensazione: come funziona?

L’eccezione di compensazione fatta valere in giudizio opera diversamente a seconda delle circostanze. Bisogna infatti verificare se la compensazione sia contestata o meno dalla controparte e se rientri nella competenza per valore del giudice adito dall’attore.

Per legge, in caso di contestazione della compensazione, se il credito opposto in compensazione eccede la competenza per valore del giudice, questi, se la domanda è fondata su titolo non controverso o facilmente accertabile, può decidere su di essa e rimettere le parti al giudice competente solo per la decisione relativa all’eccezione di compensazione [3].

Ad esempio, se il convenuto eccepisce in compensazione un credito di 6mila euro, il giudice di pace, che è competente per valore fino a 5mila euro, può decidere se la domanda dell’attore è fondata o meno, rimettendo la sola decisione sulla compensazione al giudice competente per le cause superiori a 5mila euro (il tribunale, in altre parole).

Tizio agisce contro Caio per ottenere la restituzione di un prestito di 4mila euro risultante da scrittura privata. Caio eccepisce a sua volta un credito nei confronti di Tizio pari a 7mila euro, derivante da un precedente prestito, chiedendo quindi la differenza di 3mila euro. Tizio contesta la compensazione ritenendo che essa non sia adeguatamente provata. Il giudice di pace può decidere sulla fondatezza della richiesta di Tizio e rimettere le parti al tribunale solamente per verificare l’eccezione di compensazione.

Se, invece, sempre in caso di contestazione della compensazione, la domanda dell’attore è fondata su un titolo controverso o di non facile accertamento, il giudice rimette l’intera causa al giudice superiore, assegnando alle parti un termine perentorio entro il quale riassumere la causa dinnanzi a lui.

Se l’eccezione di compensazione non è contestata (ad esempio, perché provata per iscritto in modo inconfutabile) e il valore del credito opposto in compensazione non supera il valore del credito oggetto della domanda, il giudice dichiarerà compensato il credito dell’attore nei limiti del controcredito, condannando il convenuto a pagare l’eventuale differenza (quando il credito opposto sia di valore inferiore).

Carlo agisce per 3mila euro contro Paolo, il quale eccepisce un controcredito di 2mila euro. Il giudice può compensare i rispettivi debiti e condannare Paolo solo per la differenza, pari a mille euro.


note

[1] Art. 1243 cod. civ.

[2] Art. 1242 cod. civ.

[3] Art. 35 cod. proc. civ.

[4] Art. 34 cod. proc. civ.

Autore immagine: canva.com/


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube