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Notifica al precedente indirizzo dopo il trasferimento: l’appello è tardivo

3 Giugno 2014
Notifica al precedente indirizzo dopo il trasferimento: l’appello è tardivo

La consegna dell’atto di appello al vecchio recapito del difensore della controparte non consente la rimessione in termini per l’appellante che abbia sbagliato notifica.

Sempre meglio non ridursi all’ultimo giorno per notificare l’atto di appello. Difatti, se nelle more del giudizio di primo grado la controparte trasferisce il proprio studio in un altro luogo, la notifica effettuata, per errore, al precedente indirizzo è invalida; peraltro, decorsi ormai i termini per rinnovarla, l’avvocato non può chiedere la rimessione in termini. Con la conseguenza che l’appello sarà inammissibile per difetto di notifica.

È questa la sintesi di una recente sentenza della Commissione Tributaria della Regione Lombardia [1] che si adegua a un orientamento già sancito dalla Cassazione [2].

L’avvocato che intende impugnare una sentenza deve, allora, sempre controllare l’effettivo indirizzo del difensore di controparte: su di lui, infatti, ricade il rischio dell’eventuale esito negativo della notifica effettuato a un domicilio diverso da quello effettivo.

Per ridurre le probabilità di una notifica inesatta, l’appellante potrebbe comunque informarsi dell’eventuale variazione del l’indirizzo scrivendo all’indirizzo di posta elettronica certificata (Pec) del difensore della controparte presente nel ricorso introduttivo.

Come aveva già chiarito la Suprema Corte in passato [2], spetta alla parte interessata controllare, prima di notificare l’atto di appello, l’effettivo indirizzo del domicilio del difensore di controparte. Senza questo preventivo riscontro, l’appellante si assume il rischio dell’esito negativo della notifica a un domicilio diverso da quello effettivo. È determinante, in tale elezione, il luogo nel quale il difensore esercita la professione in quel preciso momento, e non quello nel quale la esercitava all’atto del conferimento della procura (quindi in primo grado). Peraltro, la pubblicità dei mutamenti di esso è soddisfatta da quella legale del mutamento del domicilio del procuratore. Il nuovo domicilio del difensore del contribuente è, infatti, sempre facilmente ottenibile con l’invio della posta elettronica certificata.


note

[1] CTR Lombardia, sent. n. 759/7/2014.

[2] Cass. S.U. sent. n. 3818/2009 e n. 22329/2011.

Autore immagine: 123rf com


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