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A chi tocca pagare le spese per un termosifone guasto?

11 Settembre 2021
A chi tocca pagare le spese per un termosifone guasto?

Uno dei termosifoni del mio appartamento è guasto. L’amministratore esita a farlo riparare. Posso incaricare personalmente una ditta e, poi, chiedere il rimborso?

Occorre precisare innanzitutto che, in base alla legge (articolo 1117 del Codice civile), i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il gas ed il riscaldamento sono di proprietà condominiale fino al punto di diramazione ai locali di proprietà esclusiva dei singoli condomini (a meno che non risulti il contrario dagli atti di acquisto).

Questo significa che i termosifoni e le tubature esistenti all’interno degli appartamenti dei condomini sono di proprietà dei singoli condomini, mentre sono di proprietà condominiale le tubature ed il resto dei componenti dei sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il gas ed il riscaldamento fino al punto in cui il sistema si dirama nei singoli appartamenti (questo vale, ovviamente, anche nel suo caso).

Pertanto, se il guasto da lei lamentato ha origine all’interno del calorifero o in un punto delle tubazioni esistenti all’interno del suo appartamento, tocca a lei (in quanto proprietario del calorifero e delle tubature interne al suo appartamento) provvedere alla loro manutenzione e, quindi, alla riparazione di eventuali guasti.

Se, invece, il guasto ha origine nelle tubature di proprietà condominiale oppure in un qualsiasi altro punto del sistema centralizzato di riscaldamento che sia di proprietà condominiale, allora tocca al condominio provvedere alla relativa riparazione.

Pertanto, se è stato accertato che il guasto del suo calorifero dipende da un malfunzionamento che ha origine in un punto del sistema centralizzato di proprietà condominiale, tocca al condominio provvedere alla riparazione e sostenere la spesa (e lei dovrà concorrere alla spesa in base ai millesimi di proprietà che Le sono attribuiti).

Le sconsiglio di provvedere da sé alla riparazione per poi richiedere il rimborso pro quota al condominio.

La legge consente che il singolo condomino ripari da sé un bene comune (senza autorizzazione dell’amministratore o dell’assemblea) e poi abbia diritto al rimborso, solo se la spesa è urgente; urgente è la spesa che non può essere ritardata senza pericolo per sé, per terzi o per la cosa comune (articolo 1134 del Codice civile).

Nel suo caso, essendo passati già tre anni da quando il guasto si è manifestato, la spesa non può più essere considerata urgente e se lei riparasse l’impianto in una sua parte di proprietà condominiale poi non avrebbe diritto al rimborso.

Lei può invece (sempre nel caso in cui il guasto abbia origine in un punto di proprietà condominiale) sollecitare l’amministratore a convocare l’assemblea affinché deliberi di affidare la manutenzione dell’impianto e, quindi, di provvedere alla riparazione del guasto.

Nel caso in cui l’amministratore resti inerte oppure l’assemblea non decida di affidare un incarico per la riparazione, allora lei non potrà far altro che avviare un’azione legale per ottenere dal giudice una sentenza che obblighi il condominio ad adottare i provvedimenti necessari per riparare i guasti dell’impianto condominiale ed eventualmente anche il risarcimento dei danni (in questo senso, si è espressa la Corte di Cassazione con sentenza n. 19.616 del 2012).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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