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Responsabilità farmacista per medicinale venduto

25 Settembre 2021
Responsabilità farmacista per medicinale venduto

Sono un farmacista che ha avuto una discussione con un cliente in quanto quest’ultimo sosteneva che per ben due volte gli fosse stata consegnata una scatola vuota del farmaco. Avviene una piccola discussione. Il giorno dopo, ricevo una telefonata da parte del figlio che mi accusa di aver provocato nella madre un malessere così forte da portarla in ospedale. Minaccia di denunciarmi e di farmi radiare dall’albo. È possibile? Cosa rischio veramente?

Dalla narrazione non si evince alcuna ipotesi di reato. La condotta posta in essere non integra alcun illecito. Pertanto, è possibile affermare, con una certa sicurezza, che la vicenda non avrà seguito e che, anche qualora venisse sporta denuncia/querela, questa sarebbe destinata a essere archiviata.

Contro l’archiviazione la persona offesa può proporre opposizione entro venti giorni. In questa ipotesi, il giudice per le indagini preliminari fissa un’udienza camerale in cui verificare se accogliere l’opposizione, ordinando un supplemento di indagini, oppure archiviare definitivamente il caso.

Qualora la denuncia dovesse trovare accoglimento, verrebbe comunque informata o da un avviso di garanzia oppure dall’avviso di conclusione delle indagini. Quest’ultimo atto dà la possibilità all’indagato di prendere visione delle indagini svolte e di chiedere, entro venti giorni, di essere interrogato dal pm per esporre la propria versione dei fatti.

In ogni caso, lo scrivente dubita fortemente che la denuncia possa trovare seguito. Poiché le indagini sono coperte dal segreto, per sapere se è stato denunciato (l’avviso di garanzia non è, infatti, sempre obbligatorio, mentre l’avviso di conclusione delle indagini è emesso solo al termine delle investigazioni), può fare un’istanza in Procura (la famosa istanza ex art. 335, terzo comma, c.p.p.) e chiedere se ci sono indagini in corso.

In pratica, può fare una richiesta presso la segreteria della Procura della Repubblica competente per sapere se il suo nominativo è iscritto nel registro delle notizie di reato. Così facendo, potrà sapere se una denuncia è stata sporta oppure no.

Infine, per quanto riguarda le possibili conseguenze disciplinari di una denuncia penale, è da escludere la radiazione dall’albo in assenza di una condanna irrevocabile, cioè definitiva. Cercando in rete, nulla è stato trovato circa la sanzione della radiazione all’interno del codice deontologico dei farmacisti. In ogni caso, in genere, la radiazione consegue solamente alla commissione di delitti molto gravi, ovviamente accertati con sentenza definitiva.

In conclusione, si ritiene che nessun reato sia stato commesso.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva



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