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Posso smettere di lavorare con 20 anni di contributi?

20 Novembre 2021 | Autore:
Posso smettere di lavorare con 20 anni di contributi?

Uscita dal lavoro: quali trattamenti pensionistici si possono ottenere con 20 anni di contributi e a quali condizioni?

Hai di recente preso visione del tuo estratto conto Inps e hai verificato che sono stati accreditati oltre 20 anni di versamenti. Posso smettere di lavorare con 20 anni di contributi?

Se ti stai interrogando riguardo alla possibilità di uscire dal lavoro con 20 anni di contributi, devi sapere che 20 anni di versamenti sono sufficienti sia per ottenere la pensione di vecchiaia ordinaria, che per altre tipologie di trattamenti, quali la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità, la pensione di vecchiaia contributiva (per la quale bastano 5 anni di versamenti) e la pensione anticipata contributiva. A questo proposito, è bene sottolineare che le pensioni contributive sono riservate a chi non possiede contribuzione alla data del 31 dicembre 1995 o a chi opta per il computo presso la gestione Separata.

Attenzione, però: non bastano i 20 anni di contributi, da soli, per andare in pensione, ma bisogna anche soddisfare il requisito di età minimo previsto dalla legge (67 anni per la pensione di vecchiaia ordinaria), nonché le ulteriori condizioni eventualmente previste (per la pensione anticipata contributiva, ad esempio, è necessario che l’importo del trattamento pensionistico sia almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale).

Detto questo, chi vuole lasciare il lavoro con 20 anni di contribuzione può farlo ma, se non ha ancora raggiunto il requisito anagrafico previsto per la tipologia di pensione prescelta, dovrà aspettare di “avere l’età”, senza poter contare su uno stipendio o su una pensione.

Fanno eccezione le ipotesi di prepensionamento: in questo caso, è possibile uscire dal lavoro senza diritto a pensione, con un anticipo massimo di 7 anni (è il caso dell’isopensione), beneficiando di un’indennità a sostegno del reddito. Ne abbiamo parlato nella Guida allo scivolo per la pensione.

Quali pensioni non prevedono un’età minima?

Abbiamo osservato che per beneficiare della pensione con 20 anni di contributi bisogna perfezionare un requisito anagrafico, più eventuali ulteriori condizioni, non essendo sufficiente, da solo, il requisito contributivo.

Ci sono, comunque, dei trattamenti pensionistici che possono essere raggiunti perfezionando il solo requisito relativo alla contribuzione. È il caso:

  • della pensione anticipata ordinaria, che si ottiene con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne, previa attesa di un periodo di finestra di 3 mesi; il requisito di contribuzione può essere raggiunto anche sommando i versamenti accreditati presso gestioni previdenziali diverse, comprese le casse dei liberi professionisti;
  • della pensione anticipata precoci, che si ottiene con 41 anni di contributi ed è riservata ai lavoratori con almeno 12 mesi di contribuzione da effettivo lavoro accreditata prima del 19° anno di età, appartenenti a determinate categorie tutelate; anche questa pensione si può ottenere attraverso il cumulo dei versamenti presenti in casse diverse e prevede un periodo di finestra di 3 mesi;
  • della pensione di anzianità in regime di totalizzazione, che si ottiene con 41 anni di contribuzione complessivi (tra le diverse gestioni previdenziali d’iscrizione), previa attesa di una finestra di 21 mesi.

Trattamenti pensionistici che non prevedono un’età minima sono riconosciuti anche da numerose casse professionali.

Quali pensioni con 20 anni di contributi?

Osserviamo ora, nel dettaglio, le principali tipologie di pensione, riconosciute dall’Inps, che è possibile ottenere con 20 anni di contributi o meno.

Pensione di vecchiaia ordinaria

La pensione di vecchiaia ordinaria [1] può essere raggiunta con:

  • 67 anni di età;
  • almeno 20 anni di versamenti.

Il requisito di 20 anni di contribuzione si può raggiungere anche utilizzando:

  • contributi figurativi (maternità, servizio militare, disoccupazione, cassa integrazione e malattia);
  • contributi volontari;
  • contributi da riscatto;
  • la facoltà di cumulo dei contributi, cioè di sommare gratuitamente la contribuzione presente in gestioni previdenziali differenti.

Ai beneficiari di particolari deroghe [2] la pensione di vecchiaia ordinaria è riconosciuta con soli 15 anni di versamenti.

Pensione di vecchiaia ordinaria con calcolo interamente contributivo

Ai lavoratori per i quali il calcolo della pensione è interamente contributivo, per la pensione di vecchiaia è richiesto, oltre al requisito di età ed al requisito di 20 anni di contributi, anche il superamento di una determinata soglia da parte dell’assegno di pensione: la pensione, nello specifico, deve risultare almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale, cioè a 690,42 euro (valore per l’anno 2021).

Il calcolo interamente contributivo si applica:

  • a chi opta per tale ricalcolo della pensione;
  • a chi è privo di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995;
  • a chi opta per il computo di tutta la contribuzione presso la gestione Separata.

Pensione di vecchiaia contributiva

Chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995 può ottenere la pensione di vecchiaia con:

  • almeno 71 anni di età;
  • un minimo di 5 anni di contributi.

Questa pensione può essere ottenuta anche da chi opta per il computo presso la gestione Separata, ma rispettando ulteriori condizioni e, comunque, con un minimo di 15 anni di contributi.

Pensione di vecchiaia anticipata

I lavoratori dipendenti del settore privato, in possesso d’invalidità pensionabile riconosciuta in misura almeno pari all’80%, possono ottenere la pensione di vecchiaia con:

  • 20 anni di contributi (15 per i beneficiari di speciali deroghe [2]);
  • 56 anni di età, se donne;
  • 61 anni di età, se uomini;
  • l’attesa di 12 mesi di finestra dalla maturazione dei requisiti.

Pensione anticipata contributiva

Coloro che non possiedono contribuzione accreditata prima del 1996, o che optano per il computo presso la gestione Separata, possono ottenere la pensione anticipata contributiva con:

  • 20 anni di contributi effettivi;
  • 64 anni di età;
  • un trattamento almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale, cioè almeno pari a 1.288,78 euro (valore per l’anno 2021).

Il requisito di 20 anni di contributi aumenterà in futuro?

Dal 1° gennaio 2023, l’età pensionabile potrebbe salire, rispetto ai parametri osservati, qualora siano riscontrati dall’Istat incrementi della speranza di vita media. Gli adeguamenti sono biennali.

Il requisito pari a 20 anni di contributi previdenziali resta invece invariato, in quanto non soggetto all’applicazione dell’adeguamento all’aspettativa di vita. Il requisito di 20 anni di versamenti potrebbe cambiare soltanto qualora la legge disponga delle variazioni.

Ricordiamo che il requisito di 20 anni di contributi è previsto anche per numerosi trattamenti agevolati, riconosciuti a particolari categorie di lavoratori, come gli appartenenti al comparto Sicurezza, difesa e soccorso, lavoratori dello spettacolo, sportivi professionisti, iscritti al Fondo Volo o al Fondo trasporti.

Per saperne di più: Guida ai requisiti per la pensione Inps.


note

[1] Art. 24 Co. 6 DL 201/2011.

[2] D.lgs. 503/1992.

Autore immagine: pixabay.com


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