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Macchia d’olio sull’asfalto: il Comune non è responsabile

3 Giugno 2014
Macchia d’olio sull’asfalto: il Comune non è responsabile

Nessun risarcimento se l’olio è stato perso dalla vettura passata poco prima sullo stesso tratto di strada: l’amministrazione non avrebbe mai avuto il tempo per poter intervenire ed eliminare la fonte di pericolo.

Come ormai più volte abbiamo scritto nelle pagine di questo portale – avendo spesso avuto modo di occuparci dei danni da “insidie stradali” capitati ai nostri lettori – la pubblica amministrazione, proprietaria del suolo, è sempre responsabile dei sinistri determinati da ostacoli sul manto dell’asfalto. Emblematico è il caso della buca stradale.

Questa responsabilità però trova due limiti che escludono la possibilità, per il danneggiato, di chiamare in causa l’ente pubblico:

1. se l’insidia è facilmente visibile e, quindi, evitabile dall’infortunato usando l’ordinaria diligenza (si pensi alla fossa particolarmente ampia e profonda, avvistabile con largo anticipo);

2. se l’insidia è stata generata dal caso fortuito: si pensi a un concomitante terremoto o al repentino crollo di una montagna per cause non prevedibili.

La giurisprudenza ha poi elaborato anche un altro elemento volto a escludere – o quantomeno mitigare – la responsabilità della P.A. in caso di insidie stradali: quando l’estensione della strada è tale da non consentire un costante e tempestivo intervento riparatore; in tal caso, i danni avvenuti nell’arco di tempo occorrente per un pronto intervento dell’amministrazione non possono essere risarciti. Si pensi a strade di svariati chilometri di lunghezza, il cui controllo non è sempre agevole.

In questa occasione ci occuperemo di un altro evento tutt’altro che raro: quello della chiazza d’olio lasciata da un’altra auto. Nessun dubbio sul fatto che, se la macchia insiste sull’asfalto da diversi giorni e non è segnalata, allora l’amministrazione è responsabile dei danni da essa provocati.

Tuttavia se la perdita d’olio è avvenuta solo di recente, per causa di un’auto appena passata, l’eventuale sfortunato che vi è scivolato con il proprio mezzo non può pretendere il risarcimento. E ciò perché il lasso di tempo intercorso tra la formazione della chiazza sull’asfalto e il sinistro è insufficiente a qualificare come colpevole il mancato intervento riparatore della pubblica amministrazione.

A dirlo è stata la Corte d’appello di Roma in una recente sentenza [1].

Secondo la pronuncia in oggetto, la responsabilità della P.A. per omessa custodia del manto stradale cessa di esistere quando:

 

1. le cause del danno siano state determinate da terzi soggetti (nel nostro esempio, l’auto passata poco prima che ha lasciato la chiazza)

2. tali cause non siano né conoscibili né eliminabili dalla P.A. neppure con la più diligente attività di manutenzione.

L’ipotesi della macchia d’olio lasciata pochi minuti prima da un’auto è, dunque, emblematica di tale situazione. Il fattore di pericolo è, infatti, qualificabile come “caso fortuito”.

Nell’eventuale causa intentata dall’infortunato, comunque, spetta alla pubblica amministrazione dimostrare l’impossibilità, in concreto, di un’effettiva custodia del bene demaniale per difetto del tempo strettamente necessario a provvedere.

In altri termini, l’ente custode potrà andare esente da responsabilità solo se dimostra che la la situazione di pericolo – provocata precedentemente da utenti della strada – non sia dovuta a una negligenza nella sorveglianza del demanio stradale, ma piuttosto a una repentina e non prevedibile alterazione dello stato dei luoghi. Per escludere il risarcimento, insomma, l’ente dovrà dare prova che, nonostante l’attività di controllo e di manutenzione del manto, il pericolo non poteva essere segnalato o rimosso, essendo decorso fra la sua insorgenza e il verificarsi del danno un lasso di tempo troppo breve da non rendere materialmente possibile la riparazione.


note

 [1] C. App. Roma, sent. n. 855/14.


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