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Assegno divorzile: può essere versato una sola volta?

21 Novembre 2021
Assegno divorzile: può essere versato una sola volta?

L’ex coniuge che riceve il contributo economico in un’unica soluzione non può avanzare altre richieste in futuro.

Hai chiesto la separazione da tuo marito dopo 15 anni di matrimonio. Durante tutto questo tempo, vi siete amati alla follia, ma avete anche litigato parecchio. Adesso, è giunta l’ora di voltare pagina una volta per tutte. L’unica cosa che ti preoccupa è che non hai un lavoro e non sai come mantenerti. Pertanto, vorresti chiedere al tuo ex un contributo per tirare avanti. In questo articolo ci soffermeremo, in particolare, sull’assegno divorzile.

L’assegno divorzile può essere versato una sola volta? Quali sono le conseguenze?

Devi sapere che quando il giudice pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio può porre a carico dell’ex coniuge l’obbligo di versare all’altro una somma di denaro che può essere periodica oppure una tantum. Prima di decidere, però, è bene valutare attentamente i vantaggi e gli svantaggi che ne conseguono. Sebbene l’importo corrisposto in un’unica soluzione non possa essere revocato o modificato, tuttavia inibisce qualsiasi ulteriore richiesta a contenuto patrimoniale, così come non dà diritto né al Tfr né alla pensione di reversibilità. Se vuoi saperne di più sull’argomento, allora ti consiglio di metterti comodo e continuare la lettura.

Quando si ha diritto all’assegno divorzile?

L’assegno divorzile è un contributo periodico che spetta all’ex coniuge che, dopo la fine del matrimonio, si trova in difficoltà al punto tale da non riuscire a mantenersi da solo. Ti faccio un esempio.

Tizio e Caia sono sposati. Lui è impiegato presso una banca e lei è casalinga. A causa del tradimento di Tizio, la coppia si separa ed un anno dopo divorzia. Il giudice riconosce a Caia, che non ha un lavoro, il diritto di ricevere dall’ex marito una somma di 500 euro mensili.

Come puoi notare nell’esempio che ti ho riportato, Caia percepisce l’assegno divorzile perché disoccupata e priva di mezzi per provvedere a sé stessa. Si tratta, quindi, di una misura assistenziale, perequativa e compensativa che spetta solamente in presenza di alcuni requisiti che vedremo a breve.

A quanto ammonta l’assegno divorzile?

Non esiste una formula magica per calcolare l’esatto ammontare dell’assegno di divorzio. Il giudice, infatti, deve effettuare una valutazione caso per caso e tenere conto dei seguenti parametri:

  • la durata del matrimonio: in altri termini, l’importo da corrispondere sarà maggiore se la coppia è stata sposata per tanti anni;
  • il motivo del divorzio;
  • l’età di chi richiede l’importo;
  • le ragioni che non consentono al richiedente di provvedere al proprio sostentamento;
  • i redditi di marito e moglie;
  • il contributo personale ed economico fornito da entrambi i coniugi alla conduzione della vita familiare ed alla formazione del patrimonio comune e personale. Un classico esempio è la donna che rinuncia alla propria carriera lavorativa per accudire i figli.

Assegno divorzile: può essere revocato?

I provvedimenti di natura economica adottati sia in sede di separazione che di divorzio possono essere modificati o revocati qualora sopraggiungano delle circostanze tali da determinare una variazione (in meglio oppure in peggio) delle condizioni patrimoniali degli ex coniugi. Ti faccio un esempio.

Ogni mese, Tizio corrisponde all’ex moglie Caia un assegno divorzile pari a 450 euro. Un giorno, l’uomo viene a sapere da un familiare che la donna ha ricevuto un appartamento ed un’ingente somma di denaro in eredità.

Come puoi notare, la situazione economica di Caia è notevolmente migliorata dopo la sentenza che le ha riconosciuto il diritto all’assegno divorzile. In tal caso, Tizio deve rivolgersi al giudice per ottenere la revoca della misura in questione.

Se, invece, uno dei due ex coniugi muore oppure il beneficiario contrae un nuovo matrimonio, il diritto all’assegno divorzile cessa automaticamente, cioè senza dover ricorrere al tribunale.

Assegno divorzile: può essere versato una sola volta?

I coniugi sono liberi di raggiungere un’intesa sull’assegno divorzile, ossia decidere se deve essere versato:

  • periodicamente: in tal caso, il beneficiario riceve una somma di denaro mensile;
  • una tantum: vale a dire in un’unica soluzione.

La seconda modalità, ossia la corresponsione dell’assegno tutto in una volta, può anche consistere nel trasferimento di un immobile oppure di un diritto reale di proprietà. L’importante è che ci sia un accordo tra i due ex coniugi. Sarà poi il giudice a stabilire se l’importo stabilito sia equo per entrambe le parti coinvolte.

Assegno divorzile versato una sola volta: conviene?

Indubbiamente, l’assegno divorzile una tantum ha i suoi vantaggi. Innanzitutto, il beneficiario non rischia di ricevere l’importo in ritardo oppure di non riceverlo affatto. Perciò, non è necessario avviare la procedura esecutiva allo scopo di recuperare quanto dovuto. Inoltre, l’importo non può essere diminuito (ad esempio, perché sono peggiorate le condizioni economiche dell’ex coniuge obbligato) o, peggio ancora, revocato.

Ciò nonostante, vi sono anche degli svantaggi. In primo luogo, chi sceglie di percepire l’assegno divorzile tutto in una volta non può avanzare altre richieste patrimoniali in futuro, neppure se dovesse trovarsi in serie difficoltà. Il motivo è semplice: la cessazione di ogni tipo di rapporto tra gli ex coniugi fa venire meno qualsiasi tipo di prestazione.

In secondo luogo, non si ha diritto alla pensione di reversibilità in caso di decesso dell’ex coniuge né alla quota del suo Tfr (ossia al trattamento di fine rapporto).

Quindi, il consiglio è sempre quello di valutare per bene prima di acconsentire alla corresponsione dell’assegno divorzile secondo la modalità una tantum.



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