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Minorenne può vaccinarsi contro la volontà dei genitori?

1 Settembre 2021 | Autore:
Minorenne può vaccinarsi contro la volontà dei genitori?

In caso di disaccordo sulla somministrazione del vaccino anti-Covid, la volontà del ragazzo può prevalere su quella dei genitori? E infine chi decide?

La ribellione adolescenziale passa attraverso forme inconsuete e imprevedibili fino a poco tempo fa. Oggi, ci sono ragazzi che vogliono vaccinarsi contro il Covid-19 anche se i loro genitori si oppongono. I giovani hanno risposto con entusiasmo alla campagna vaccinale e, in molti casi, sono arrivati a scontrarsi in famiglia con il padre o la madre che ostili alla somministrazione del siero e che assumono posizioni decisamente novax. Fermo restando che la vaccinazione anti Covid-19 è prevista soltanto per i ragazzi dai 12 anni in su e che comunque non è obbligatoria, a differenza delle numerose altre già previste per legge, ci si pone la domanda: un minorenne può vaccinarsi contro la volontà dei genitori?

La legge e la giurisprudenza impongono, in questi casi, di tenere conto della volontà dell’adolescente e di rispettarla, tanto più quando essa è manifestata in modo consapevole e ben informato sul rapporto tra vantaggi e rischi del vaccino. Il punto di riferimento è la salute del minorenne: come vedrai, proseguendo la lettura, le pronunce più recenti aprono alla possibilità dei ragazzi di vaccinarsi anche quando i genitori (o uno di essi) sono in disaccordo con questa decisione.

Vaccino anti Covid ai minorenni: quando e per chi?

La vaccinazione contro il Covid-19 non è obbligatoria, ma è fortemente raccomandata dalla Società italiana di pediatria (Sip) «per tutti i bambini e gli adolescenti di età pari o superiore a 12 anni». Bisogna, infatti, tenere conto che anche i ragazzi possono ammalarsi di Covid-19 e con effetti a volte molto gravi.

Il ministero della Salute, sulla base delle indicazioni fornite dall’Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha autorizzato l’uso, per le persone di età compresa tra i 12 e i 18 anni, dei vaccini Pfizer e Moderna. Quindi, i bambini e ragazzi che hanno compiuto 12 anni di età possono – ma non devono – essere vaccinati contro il Covid-19. Secondo le autorità sanitarie è consigliabile farlo, se non vi sono specifiche controindicazioni per il vaccinando.

Vaccinazioni dei minorenni: cosa dice la legge?

Quanto alle vaccinazioni dei minorenni in generale, dunque al di là del Covid-19 e con riferimento a tutte le altre malattie infettive, la legge [1] stabilisce che la persona minore di età (o incapace) «ha diritto alla valorizzazione delle proprie capacità di comprensione e di decisione». Perciò, quanto al consenso informato, fermo restando che il modulo viene sottoscritto dai genitori, il minorenne «deve ricevere informazioni sulle scelte relative alla propria salute in modo consono alle sue capacità per essere messo nelle condizioni di esprimere la sua volontà».

Ovviamente, la necessità del consenso si impone soltanto nei casi di vaccinazioni non obbligatorie. In Italia, i vaccini obbligatori per legge [2], per i minori di età compresa tra zero e sedici anni, sono dieci. Si tratta, precisamente, delle seguenti vaccinazioni:

  • anti-poliomielitica;
  • anti-difterica;
  • anti-tetanica;
  • anti-epatite B;
  • anti-pertosse;
  • anti-haemophilus influenzae tipo B;
  • anti-morbillo;
  • anti-rosolia;
  • anti-parotite;
  • anti-varicella.

Sono, inoltre, consigliate e offerte gratuitamente le seguenti quattro vaccinazioni non obbligatorie:

  • anti-meningococcica B;
  • anti-meningococcica C;
  • anti-pneumococcica;
  • anti-rotavirus.

Il rispetto dell’obbligo vaccinale è una condizione per l’ammissione alla frequenza negli asili nido e nelle scuole per l’infanzia, dunque per i bambini da zero a sei anni; nelle scuole primarie (elementari) e per quelle successive (medie e superiori), i ragazzi possono accedere, frequentare le lezioni e sostenere gli esami anche se non vaccinati, ma sono previste sanzioni amministrative da 100 a 500 euro per i genitori inadempienti.

Vaccino anti-Covid: decide il figlio o i genitori?

Mentre per le vaccinazioni obbligatorie, come abbiamo visto, non c’è discrezionalità di scelta, per il vaccino anti-Covid si pone il problema di chi decide la somministrazione in caso di disaccordo tra il figlio e i genitori.

Per effettuare la vaccinazione anti-Covid a soggetti minori dei 18 anni di età (e ovviamente maggiori di 12 anni) quasi tutte le aziende sanitarie italiane richiedono il consenso di entrambi i genitori del vaccinando, salvo il caso in cui sia solo uno di essi ad esercitare la potestà genitoriale sul figlio minore. Al momento della vaccinazione, il minore non può presentarsi da solo, ma deve essere accompagnato da almeno un genitore (l’altro deve comunque aver firmato il modulo del consenso informato e deve autocertificare la propria assenza, evidenziando la propria impossibilità ad essere presente).

La legge [3], però, dispone, come criterio generale, che ogni consenso al trattamento sanitario da eseguire su un minore debba essere «espresso o rifiutato dagli esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore tenendo conto della volontà della persona minore, in relazione alla sua età e al suo grado di maturità, e avendo come scopo la tutela della salute psicofisica e della vita del minore nel pieno rispetto della sua dignità».

Questo significa che la volontà del ragazzo conta, tanto più quando è maturo e consapevole e si avvicina al compimento del 18° anno di età. Quindi, può dirsi che l’adolescente vanta un vero e proprio diritto di compartecipazione alle scelte dei genitori che riguardano direttamente la sua salute e la sua facoltà di interloquire in merito diventa sempre più intensa con il progredire dell’età e della maturità.

Vaccinazione minorenni: come risolvere le controversie?

La giurisprudenza si è sinora occupata in varie occasioni di contrasti esistenti non tra il figlio e i genitori, ma tra i due genitori in disaccordo tra loro sull’opportunità di vaccinare o meno il figlio contro il Covid-19.

L’ultima pronuncia sull’argomento [4] – ne abbiamo parlato nell’articolo “Vaccino Covid minorenni: chi decide?” – ha affermato che, in caso di rifiuto opposto da un padre separato alla vaccinazione contro il Covid-19, la somministrazione va comunque autorizzata anche senza il suo consenso, perché occorre salvaguardare la salute psicofisica del minore (un ragazzo ormai quindicenne, che voleva vaccinarsi) tenendo conto che la mancanza di copertura vaccinale comporterebbe «non soltanto un concreto rischio di contrarre la malattia, ma anche pregiudizievoli limitazioni alla sua vita di relazione nei più svariati ambiti», e in particolare la frequentazione della scuola, la pratica di attività sportive e i rapporti con gli amici.

Ricorda che in caso di dissidi tra genitori sull’opportunità di vaccinare o meno i figli occorre rivolgersi al giudice per dirimere il contrasto, proponendo un ricorso al tribunale del luogo di residenza del minore [5]; sarà la magistratura a decidere in proposito, risolvendo la controversia secondo la soluzione più idonea a garantire la salute del minore e tenendo conto anche della sua volontà.

Approfondimenti

Per maggiori approfondimenti, leggi “Vaccino al figlio: chi decide tra i genitori che litigano?“.


note

[1] Art. 3, co.1, L. n. 209/2017.

[2] D.L. n.73 del 07.06.2017, conv. in L. n. 119 del 31.07.2017.

[3] Art. 3, co.2, L. n. 209/2017.

[4] Trib. Monza, Sez. 4° Civile, decreto del 22.07.2021.

[5] Art. 709 ter Cod. proc. civ.


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5 Commenti

  1. Io volevo vaccinarmi ed i miei genitori hanno cercato di mettermi i bastoni tra le ruote. Poi, si sono convinti dopo aver parlato con il medico che si trovava nel centro vaccinale. Insomma, loro sono pro vaccino ma dicevano che io sono troppo giovane per farmi questo antiCovid. Il medico li ha rassicurati e mi sono vaccinato. Voglio tornare alla vita di sempre, frequentare i miei amici, i miei parenti, i miei nonni senza l’ansia di prendere il covid e avere altre restrizioni

    1. Scommetto che la responsabilità del vaccino non se la sono presa certo i medici. Finché la responsabilità ce la prendiamo noi direttamente sono tutti bravi a rassicurarci. Se però cerchi appena di condividere responsabilità e rischi con chi il vaccino lo fa, con chi te lo somministra, con chi te lo raccomanda …. allora tutti si tirano indietro!!!! … no, no, no, se non firmi il.modulo il vaccino non te lo fa più nessuno, all’improvviso della tua salute non gliene frega più nulla a nessuno, la colpa è tua che non ti fidi, che non sei convinto … TU non sei convinto!!! Non loro che te lo raccomandano ma non se ne prenderebbero mai e poi mai la responsabilità.

  2. Ho visto delle scene assurde nei centri vaccinali. I genitori che dovevano ricevere la somministrazione del vaccino insieme al loro figlio minorenne, mentre discutevano sul fatto di fare anche il giovane il vaccino. Ognuno si scagliava contro l’altro dicendo che se fosse successo qualcosa ne avrebbe risposto l’altro ecc. Scene che per fortuna il personale sanitario è riuscito a frenare. I giovani talvolta sono più maturi degli adulti

  3. C’è la falsa credenza che il Covid becchi solo gli adulti. Ora, con l’aumento dei contagi, molti hanno aperto gli occhi e si sono resi conto che il Covid colpisce anche i più piccoli e non si tratta di casi isolati. I numeri sono molto alti. Quindi, conviene vaccinare anche i giovani. Dai 12 anni in su è necessario il Green pass anche per i minorenni

  4. Dobbiamo favorire la vaccinazione in modo che si possa evitare la diffusione di varianti e si possano stroncare ulteriori contagi. Alcune scuole hanno messo a disposizione le strutture, durante l’estate, per promuovere la campagna vaccinale e incentivare anche i giovani delle superiori a vaccinarsi. Eh sì, spesso, i genitori sono più spaventati di loro. Capisco le perplessità, ma il fatto che il vaccino sia stato preparato in poco tempo non significa che non sia stato sottoposto a mille sperimentazioni e accertamenti.

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