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Piano rialzato: definizione e catasto

21 Novembre 2021 | Autore:
Piano rialzato: definizione e catasto

Quali sono le caratteristiche che lo rendono diverso dal piano terra o dall’ammezzato? Come va indicato nella planimetria?

Il dizionario della Treccani definisce l’aggettivo «rialzato» come «sopraelevato, portato a maggiore altezza, tenuto o portato o rivolto all’insù, rilevato». Poi, tra le varie accezioni, parla del «piano rialzato» come del «primo dei piani fuori terra quando è a livello anche di poco superiore al piano stradale di accesso all’edificio». Insomma, una via di mezzo tra il piano terra ed il primo piano. Ma, in particolare, che cosa lo rende tale? Un ingresso diretto dalla strada? Una rampa di accesso dalla quale non passa nessuno se non chi ci abita in questo livello intermedio? E con quale criterio viene registrato negli uffici pubblici? Insomma, parlando di piano rialzato, definizione e catasto sono due concetti da approfondire.

Non tutti gli edifici prevedono un piano rialzato: dall’androne si va direttamente al primo piano sia dall’ascensore sia dalle scale. In molti casi, invece, lo spazio «di poco superiore» a quello stradale è riservato a uffici o studi professionali. Vediamo, nella pratica, che cosa si intende per piano rialzato e come viene accatastato.

Piano rialzato: cos’è?

Tecnicamente, il piano rialzato di un edificio è quello che si trova ad un livello appena sopra la quota della strada. Spesso, lo si confonde con il piano terra oppure con il piano ammezzato (detto anche mezzanino). In realtà, si tratta di tre cose diverse. La differenza può essere spiegata sinteticamente in questo modo:

  • il piano terra o pianterreno è posto al livello della linea di campagna (cioè alla stessa quota della strada);
  • il piano ammezzato è un piano abitabile, di altezza inferiore rispetto al piano tipo, posto tra il piano terra e il primo piano;
  • il piano rialzato ha, invece, altezza leggermente superiore al piano di campagna e, generalmente, è sovrastante a un piano seminterrato.

Ci sono delle situazioni, però, in cui un piano rialzato può trovarsi sotto il piano terra. Immagina, per esempio, un palazzo che ha due ingressi, uno dalla strada principale e un altro da una stradina che scende rispetto al primo. Entrando dall’ingresso sulla strada principale, l’appartamento che troveremo prima di salire sarà quello al piano terra. Se sotto c’è un’altra unità immobiliare il cui piano, però, è elevato rispetto all’altro ingresso, viene considerato un piano rialzato.

Piano rialzato: come va indicato al catasto?

Per registrare al catasto il piano rialzato di un edificio occorre seguire la stessa procedura prevista per le altre unità immobiliari, solo che con una particolare annotazione che vedremo tra poco.

Ci sarà bisogno, pertanto, della planimetria completa e conforme a quanto stabilito dalla normativa [1]. Come spiega l’Agenzia delle Entrate, la planimetria deve contenere gli elementi indispensabili:

  • ad individuare la posizione dell’unità all’interno di un fabbricato;
  • al calcolo della consistenza catastale.

Nel dettaglio, e a pena di mancata accettazione della pratica, sulla planimetria si devono trovare:

  • la scala di rappresentazione unica per ogni scheda;
  • l’altezza dei locali, misurata dal pavimento al soffitto, che deve essere espressa in metri con arrotondamento ai 5 centimetri, anche se il professionista può liberamente riportare la misura reale con arrotondamento al centimetro;
  • il simbolo dell’orientamento, disegnato con freccia rivolta a Nord, tracciato esternamente al disegno, preferibilmente in basso a destra del riquadro della scheda;
  • l’indicazione del piano o dei piani (si ricorda che il piano seminterrato deve essere indicato con la dizione S1, S2 ecc.). La scheda deve rappresentare tutti i locali e le pertinenze dell’unità immobiliare anche se posti su diversi piani.

Nel nostro caso, la planimetria non deve indicare «piano rialzato» ma «piano terreno rialzato» oppure «primo piano».

La planimetria va completata con i dettagli su:

  • accessi all’unità immobiliare (vano scala comune, pianerottolo, disimpegno di accesso);
  • destinazione dei vani cucina, ingresso, corridoio, bagno, ecc;
  • corti esclusive senza interruzione delle linee di confine;
  • lo spessore di tutti i muri interni ed esterni, ai fini del calcolo delle superfici.

Piano rialzato: qual è il suo valore?

La proprietà del piano rialzato di un condominio è rappresentata, come per il resto delle unità immobiliari che compongono l’edificio, dalle quote millesimali attribuite ad ogni condomino. Ad esempio, già solo per il fatto di trovarsi ad un livello superiore rispetto alla strada, ha un coefficiente di piano pari a 0,90, rispetto a 0,85 del piano terra e a 0,95 del primo piano.


note

[1] Agenzia Entrate circ. n. 4/2009.


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