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Incostituzionali le sanzioni al datore che non rispetta riposi e orario di lavoro

4 Giugno 2014
Incostituzionali le sanzioni al datore che non rispetta riposi e orario di lavoro

Troppo alte le sanzioni alle aziende datrici di lavoro che non rispettano l’orario e i riposi.

Sono passati solo pochi mesi dal decreto legislativo [1] che aveva inasprito le sanzioni alle aziende irrispettose degli orari di lavoro e del riposo settimanale. E già le nuove norme sono cadute sotto la scure della Corte Costituzionale. È di poche ore fa, infatti, la sentenza che dichiara incostituzionali gli incrementi di pena.

Eccessive e sproporzionate, le recenti sanzioni sono andate ben oltre i limiti indicati dalla legge delega [2] che aveva indicato un criterio direttivo ben preciso: l’entità delle multe doveva essere eguale o paragonabile a quelle previste per violazioni assimilabili, mentre in base a una semplice operazione aritmetica le somme oggi indicate risultano più alte di quelle irrogate nel sistema precedente.

Nel caso, dunque, in cui il datore di lavoro violi i divieti relativi alla durata massima dell’orario di lavoro, al limite massimo di lavoro straordinario, al limite minimo di riposo giornaliero e al limite minimo di riposo settimanale, non si applicheranno più le disposizioni introdotte con la recente riforma: riforma che, per disincentivare lo sfruttamento del lavoratore, aveva quasi raddoppiato le sanzioni.

E in effetti risulta violato il criterio direttivo indicato dalla legge delega, secondo cui le sanzioni amministrative dovevano essere regolate secondo la previsione per cui in ogni caso “saranno previste sanzioni identiche a quelle eventualmente già comminate dalle leggi vigenti per le violazioni che siano omogenee e di pari offensività rispetto alle infrazioni alle disposizioni dei decreti legislativi”.


note

[1] D.lgs. n. 66/2003.

[2] L. 39/2002

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Buonasera,desidero avere un consiglio su come procedere e sopratutto come comportarmi con il mio datore di lavoro.Lavoro presso il suo studio medico da 34 anni di cui da 16 a part-ime,e percepisco 500 euro,ora vorrebbe ridurre le ore lavorative,quindi ridurre anche lo stipendio,io sono in fase di separazione,questa decisione è stata soltanto verbale e imposta e decisa da lui,non vi è nulla di cartaceo,quindi io ho timore che non avendo una comunicazione scritta ,lui mi possa licenziare confermando le mie assenze,e il falso,da premettere che non ha versato 3 anni di contributi ,e in più ha anche una mia collega che lavora da 8 anni anche lei a part-ime che non è mai stata assunta mi auguro che mi consigliate il meglio grazie.

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