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Imposta di bollo su fattura elettronica: cosa c’è da sapere

22 Novembre 2021 | Autore:
Imposta di bollo su fattura elettronica: cosa c’è da sapere

La verifica effettuata dal Fisco, gli elenchi da consultare prima di pagare, come ed entro quando fare il versamento: la guida.

La fatturazione elettronica impone l’obbligo di riportare una particolare annotazione sui documenti fiscali digitali soggetti all’imposta di bollo. La normativa regola tale obbligo e dispone modalità e termini di versamento. Per facilitare le cose a chi è tenuto al pagamento dell’imposta, l’Agenzia delle Entrate si è impegnata a mettere sul suo portale, all’interno della sezione «Fatture e corrispettivi» i dati che riguardano l’imposta di bollo sulla fattura elettronica: cosa c’è da sapere, la procedura per l’assolvimento anche sui documenti fiscali che non recano la relativa indicazione ma per le quali l’imposta risulta dovuta, ecc.

In questa guida vedremo sinteticamente tutto quello che c’è da sapere su bollo e fattura elettronica, premettendo un dettaglio importante: la modalità prevista per il versamento dell’imposta di bollo dovuta per le fatture elettroniche non va confusa con quello che viene chiamato «bollo virtuale», obbligatorio su certi atti e documenti.

Fatture elettroniche: la verifica del Fisco e gli elenchi A e B

Per ogni trimestre solare, il Fisco elabora le fatture elettroniche che il soggetto Iva trasmette allo SdI, cioè al Sistema di Interscambio, per accertare che sui documenti fiscali sia stato indicato in modo corretto l’assoggettamento all’imposta di bollo. Nel caso in cui manchi questa indicazione dalle fatture sulle quali è prevista, l’Agenzia delle Entrate lo comunica al soggetto che le ha emesse.

Il risultato di questa operazione di controllo configura due elenchi che il Fisco mette a disposizione dei contribuenti nella sezione «Fatture e corrispettivi» del sito delle Entrate, cioè:

  • l’elenco A, non modificabile, che contiene gli estremi delle fatture correttamente assoggettate all’imposta di bollo (campo «Bollo virtuale» valorizzato a «SI» nel file con estensione .xml contenente la fattura elettronica);
  • l’elenco B, modificabile, con gli estremi delle fatture che, pur avendo i requisiti per l’assoggettamento a bollo, non riportano l’indicazione prevista.

Per quanto riguarda quest’ultimo elenco, sono escluse le fatture elettroniche che rientrano nei seguenti tipi di documento:

  • TD16 – integrazione fattura reverse charge interno;
  • TD17 – integrazione/autofattura per acquisto di servizi dall’estero;
  • TD18 – integrazione per acquisto di beni intracomunitari;
  • TD19 – integrazione/autofattura per acquisto di beni ex art. 17, comma 2, del Dpr n. 633/1972;
  • TD20 – autofattura per regolarizzazione.

Escluse, inoltre, le fatture elettroniche nelle quali il campo «Regime fiscale» contiene uno dei seguenti valori:

  • RF05 – vendita sali e tabacchi;
  • RF06 – commercio di fiammiferi;
  • RF07 – editoria;
  • RF08 – gestione servizi di telefonia pubblica;
  • RF09 – rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta;
  • RF10 – intrattenimenti, giochi e altre attività di cui alla tariffa allegata al Dpr n. 640/1972;
  • RF11 – agenzie viaggi e turismo.

Gli elenchi A e B sono messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate nell’area riservata del portale «Fatture e corrispettivi» entro il giorno 15 del primo mese successivo ad ogni trimestre. I primi elenchi dell’anno, quindi, sono consultabili entro il 15 aprile, mentre i successivi al 15 luglio, 15 ottobre e 15 gennaio per l’ultimo trimestre dell’anno precedente.

È possibile modificare l’elenco B indicando quali fatture non realizzano i presupposti per l’applicazione dell’imposta di bollo e aggiungendo gli estremi identificativi dei documenti che, invece, devono essere assoggettati ma non sono presenti in nessuno dei due elenchi.

Fatture elettroniche: il periodo di riferimento

Fondamentale identificare il trimestre di riferimento delle fatture elettroniche assoggettate ad imposta di bollo. A tal fine, per i documenti emessi nei confronti dei privati, cioè operatori Iva e consumatori finali, vengono considerate quelle in cui:

  • la data contenuta nella «ricevuta di consegna» rilasciata al termine dell’elaborazione è precedente alla fine del trimestre;
  • la data di messa a disposizione, contenuta nella «ricevuta di impossibilità di recapito» è precedente alla fine del trimestre.

Significa, ad esempio, che:

  • la fattura elettronica datata e trasmessa al Sistema di Interscambio il 29 settembre, la cui data di consegna attestata nella ricevuta è il 30 settembre, viene considerata tra le fatture relative al terzo trimestre;
  • la fattura elettronica datata e trasmessa al Sistema di Interscambio il 29 settembre, la cui data di consegna attestata nella ricevuta è il 1° ottobre, viene considerata, ai fini del bollo, tra le fatture relative al quarto trimestre.

E questo per quanto riguarda i privati. Per le fatture emesse nei confronti della Pubblica Amministrazione, vengono considerate quelle:

  • consegnate e accettate dall’ente pubblico destinatario, per le quali la data contenuta nella «ricevuta di consegna», è precedente alla fine del trimestre (la data in cui è avvenuta l’accettazione non rileva);
  • consegnate e in decorrenza termini (la Pubblica Amministrazione non ha notificato né l’accettazione né il rifiuto), per le quali la data contenuta nella «ricevuta di consegna», è precedente alla fine del trimestre (la data della notifica di decorrenza termini non rileva);
  • non consegnate, per le quali la data di messa a disposizione, contenuta nella «ricevuta di impossibilità di recapito», è precedente alla fine del trimestre.

Fatture elettroniche: come e quando versare l’imposta di bollo?

In base a quanto riportato dagli elenchi A e B (con le eventuali modifiche fatte a quest’ultimo dal contribuente), l’Agenzia delle Entrate procede al calcolo dell’imposta di bollo dovuta per il trimestre di riferimento. L’importo viene indicato nell’area riservata del portale «Fatture e corrispettivi» entro il giorno 15 del secondo mese successivo alla chiusura del trimestre.

Il versamento deve essere fatto:

  • per il primo trimestre: entro il 30 maggio, ma se l’importo non supera i 250 euro è possibile pagare entro il 30 settembre;
  • per il secondo trimestre: entro il 30 settembre, ma se l’importo complessivo che riguarda il primo ed il secondo trimestre non supera i 250 euro, è possibile pagare entro il 30 novembre;
  • per il terzo trimestre: entro il 30 novembre;
  • per il quarto trimestre: entro il 28 febbraio dell’anno successivo.

Per effettuare il pagamento, basta indicare sull’apposita casella del portale web «Fatture e corrispettivi» l’Iban del conto corrente del contribuente su cui addebitare l’imposta di bollo. La procedura calcola gli interessi e le sanzioni in caso di ritardi sul versamento.

In alternativa, è possibile utilizzare il modello F24 e presentarlo in modalità telematica, riportando uno di questi codici:

  • 2521 – Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – primo trimestre;
  • 2522 – Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – secondo trimestre;
  • 2523 – Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – terzo trimestre;
  • 2524 – Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – quarto trimestre;
  • 2525 – Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – sanzioni;
  • 2526 – Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – interessi.


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