Donna e famiglia | Articoli

Mantenimento figli: quando chiedere la riduzione?

22 Novembre 2021
Mantenimento figli: quando chiedere la riduzione?

La flessione negativa dei redditi non sempre giustifica la riduzione dell’assegno nei confronti della prole.

Tua moglie ti ha chiesto la separazione e ha preteso una somma di denaro per sé e il vostro bambino di 8 anni. Nemmeno a dirlo, il giudice ti ha obbligato a versarle ogni mese un assegno complessivo di 800 euro. Sei sempre stato puntuale nei pagamenti, ma il tuo lavoro sta attraversando un periodo di crisi. Inoltre, hai formato un’altra famiglia con la tua nuova compagna. Insomma, vuoi sapere cosa fare per dare meno soldi alla tua ex. In questo articolo ci soffermeremo sul mantenimento dei figli: quando chiedere la riduzione? Cosa prevede la legge?

Ebbene, qualora ricorrono circostanze tali da determinare un miglioramento oppure un peggioramento delle condizioni patrimoniali degli ex coniugi, è possibile rivolgersi al tribunale per ottenere una revisione dell’importo versato. Devi sapere, infatti, che eventuali modifiche dei provvedimenti di natura economica stabiliti in sede di separazione e divorzio sono sempre possibili, ma non operano in automatico.

Mantenimento figli: cos’è?

Se sei un genitore, sicuramente saprai che è tuo dovere prenderti cura del tuo bambino fin dal giorno in cui lo hai messo al mondo. Ciò vale anche nell’ipotesi in cui il tuo matrimonio, per un qualsiasi motivo, dovesse finire da un momento all’altro. In buona sostanza, si tratta dell’obbligo di educare e mantenere i figli, sostenerli durante la crescita e provvedere alla loro salute ed istruzione.

Mantenimento figli: come si calcola?

Come ti ho già accennato poc’anzi, il mantenimento dei figli è un obbligo che non viene meno neppure in caso di separazione o divorzio. In queste ipotesi, è prassi che il genitore non collocatario corrisponda all’altro una somma mensile per provvedere alle esigenze quotidiane dei figli (le cosiddette spese ordinarie quali vitto, alloggio, ricarica del cellulare, ecc.). Invece, i costi affrontati per sopperire ad eventi imprevisti ed eccezionali, tipo un intervento chirurgico oppure un viaggio studio, dovranno essere divisi a metà, quindi al 50%.

Pertanto, il mantenimento è:

  • impignorabile: nel senso che l’importo non può essere aggredito da eventuali creditori;
  • irripetibile: in altre parole, la somma già corrisposta non può essere chiesta indietro;
  • non compensabile: vuol dire che il genitore obbligato all’assegno non può omettere di versare il contributo se l’altro ha un debito nei suoi confronti.

Non esiste alcuna formula magica che consenta di stabilire l’esatto ammontare che spetta al figlio. I genitori possono raggiungere un accordo, certo, ma l’ultima parola spetterà al giudice, il quale dovrà effettuare una valutazione caso per caso e decidere per una somma equa. In particolare, l’entità del contributo economico da corrispondere alla prole deve essere calcolata sulla base dei seguenti parametri:

  • le esigenze attuali del figlio: è chiaro che un ragazzino di 6 anni avrà bisogni differenti rispetto ad un minore di 16 anni;
  • il tenore di vita goduto dal bambino prima della separazione;
  • le risorse economiche di entrambi i genitori ed il tempo che il minore trascorre presso ciascuno di essi;
  • la valenza dei compiti domestici e di cura assunti dalla mamma e dal papà.

Come puoi notare, quindi, lo scopo del mantenimento è quello di tutelare i figli ed assicurare loro uno standard di vita analogo a quello goduto durante la convivenza con i due genitori.

Mantenimento figli: quando chiedere la riduzione?

Partiamo da un esempio.

All’udienza di separazione, il giudice pone a carico di Tizio l’obbligo di corrispondere a Caia un assegno mensile di 500 euro per la loro figlioletta di 11 anni. Nel frattempo, però, Tizio conosce un’altra donna con la quale mette al mondo un bambino. Visto che le spese da affrontare ogni giorno sono tante, l’uomo si rivolge nuovamente al giudice per ottenere la riduzione del mantenimento corrisposto alla figlia di primo letto.

In un caso simile all’esempio che ti ho riportato, la giurisprudenza [1] ha stabilito che il mantenimento alla prole va versato anche se l’obbligato vive un momento di flessione negativa dei redditi. In particolare, il ricorrente aveva lamentato un peggioramento delle proprie condizioni patrimoniali dovute, da un lato, alla nascita di un altro figlio avuto da una nuova relazione e, dall’altro lato, alla diminuzione del reddito e del proprio volume d’affari.

Tuttavia, i giudici hanno sottolineato che, ai fini della determinazione dell’assegno di mantenimento, rileva sia la capacità reddituale che patrimoniale. In altri termini, occorre tener conto anche di eventuali proprietà immobiliari e quote sociali (sulla base del rispettivo valore di mercato) del soggetto obbligato. Nel caso esaminato, infatti, il ricorrente, dopo la separazione, era divenuto titolare di una quota di partecipazione societaria con l’effetto di incrementare la propria posizione patrimoniale.

Da quanto detto ne discende che la riduzione del mantenimento corrisposto in favore dei figli:

  • non opera in automatico: in altri termini, il genitore non può ridurre autonomamente l’importo, ma deve rivolgersi al giudice, il quale adotterà i provvedimenti che riterrà più opportuni nell’interesse dei figli;
  • può essere richiesta solamente se sopraggiungono fatti nuovi, rispetto al provvedimento di separazione, tali da determinare un peggioramento delle proprie condizioni economiche e patrimoniali: ad esempio, la creazione di un nuovo nucleo familiare oppure l’improvvisa perdita del lavoro. Tali circostanze, ovviamente, devono essere provate.

note

[1] Trib. Napoli sent. n. 6657/2021 del 16.07.2021.

Autore immagine: pixabay.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube