Docenti senza Green pass: stop del Tar

2 Settembre 2021 | Autore:
Docenti senza Green pass: stop del Tar

È corretto chiedere la certificazione verde al personale scolastico, altrimenti scatta la sospensione: il Tar del Lazio boccia i ricorsi degli insegnanti.

Dal 1° settembre 2021, il Green pass è obbligatorio per gli insegnanti ed il personale scolastico non docente. Il Tar del Lazio, con due decreti depositati oggi [1], ha respinto le istanze di alcuni docenti che chiedevano la sospensione d’urgenza di tutti i provvedimenti adottati al riguardo dal ministero dell’Istruzione.

Bisogna premettere che, in vista della prossima riapertura delle scuole, a partire dal 13 settembre, è stata approntata la piattaforma di verifica per il controllo automatico degli accessi: grazie ad essa i presidi potranno verificare in tempo reale chi è in regola con la certificazione verde e chi no. Se scatta il semaforo rosso, è prevista una sanzione amministrativa e, dopo cinque giorni di assenza ingiustificata, la sospensione dal servizio e dallo stipendio.

I giudici amministrativi hanno ritenuto corretta questa procedura, fermo restando il diritto del personale scolastico a non vaccinarsi contro il Covid. Tuttavia, questo diritto – precisa il Tar Lazio – «non può essere inteso come intangibile», perché «deve essere razionalmente correlato e contemperato con gli altri essenziali interessi pubblici, quale quello attinente alla salute pubblica a circoscrivere l’estendersi della pandemia e a quello di assicurare il regolare svolgimento dell’essenziale servizio pubblico della scuola in presenza».

Questo significa – si legge nei provvedimenti – che «l’automatica sospensione dal lavoro e dalla retribuzione e la mancata adibizione del personale scolastico ad altre e diverse mansioni è correttamente e razionalmente giustificabile alla luce della tipicità delle mansioni del personale scolastico, specie di quello docente».

Insomma, i docenti senza Green pass rischiano grosso se non si adeguano alle nuove norme, che il Tar ha ritenuto valide. Ma per ottenere la certificazione verde non è indispensabile vaccinarsi: basta un tampone negativo  eseguito nelle ultime 48 ore. A tal proposito, i giudici scrivono che «il predetto diritto è riconosciuto dal legislatore, il quale prevede in via alternativa la produzione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-Cov 2», e sottolineano che «la presentazione del test in questione in sostituzione del certificato comprovante l’avvenuta gratuita vaccinazione costituisce una facoltà rispettosa del diritto del docente a non sottoporsi a vaccinazione ed è stata prevista nell’esclusivo interesse di quest’ultimo, e, conseguentemente, ad una sommaria delibazione, non appare irrazionale che il costo del tampone venga a gravare sul docente che voglia beneficiare di tale alternativa».

Quindi, rimane libera la scelta di non vaccinarsi contro il Covid, ma per accedere nelle scuole il personale non vaccinato dovrà sottoporsi costantemente al tampone. La pronuncia odierna – che è cautelare e non definitiva: il Tar ha fissato la discussione per il merito il prossimo 5 ottobre – non è isolata, ma era stata anticipata da altre analoghe emesse la scorsa settimana, come abbiamo spiegato nell’articolo “Tar: il Green pass è legittimo“.

Intanto, anche il Garante privacy ha dato parere favorevole [2] allo schema del Dpcm che introduce modalità semplificate di verifica delle certificazioni verdi del personale scolastico, in alternativa a quelle ordinarie mediante l’App VerificaC19, che rimane comunque utilizzabile. L’Autorità ha precisato che:

  • le istituzioni scolastiche, in qualità di datori di lavoro, si limiteranno a verificare il mero possesso del Green pass da parte del personale, trattando esclusivamente i dati necessari;
  • la verifica dovrà essere eseguita quotidianamente, prima dell’accesso dei lavoratori nel plesso scolastico, e dovrà riguardare solo il personale in servizio in quel determinato giorno;
  • le operazioni di controllo saranno registrate in appositi log per prevenire eventuali abusi.

note

[1] Tar Lazio, decreti monocratici  nn.4531/2021 e 4532/2021.

[2] Garante per la protezione dei dati personali, parere n. 306 del 31.08.2021.


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13 Commenti

  1. I docenti devono essere vaccinati. Se affido mio figlio nelle mani della struttura scolastica, mi aspetto che lì non si becchi il Covid a causa di un’insegnante no vax…. Tutto il personale scolastico deve essere vaccinato, altrimenti continuassero con la didattica a distanza. Ci siamo dimenticati quanti sono stati i casi in cui le maestre hanno contagiato gli alunni e poi hanno dovuto chiudere le scuole?

    1. Forse non sai che il vaccino non protegge così come si credeva e che chi se lo è fatto può continuare tranquillamente a prendere il covid e soprattutto a trasmetterlo (ecco perché si sta andando verso la terza dose). L’unico vero strumento è il tampone che ti dice subito se sei sano oppure no, ma il governo che deve venderti il vaccino ad ogni costo punta solo su quest’ultima arma per debellare il covid creando focolai di contagi e discriminazioni.

    2. Ma lei, dall’alto delle sue conoscenze, lo sà che i vaccinati possono infettare e infettarsi? Quindi significa che le sue belle maestre vaccinate in possesso di green cazz possono comunque essere fonte di contagio? Ma quando ci svegliamo? Il virus in testa lo avete…

  2. è una vergogna che il tar non è a conoscenza che i vaccinati possono contagiare come i non vaccinati, ormai ci sono i dati che lo confermano, questa è discriminazione, dovrebbe ormai essere evidente che solo il tampone può essere una misura per verificare la salute

    1. Bravo Luca, questo è un elemento fondamentale che si somma al fatto che NESSUNO e dico NESSUNO ad oggi è in grado di misurare la risposta immunitaria del singolo di fronte alla malattia. Questo significa che non c’é nesso causale fra il soggetto e la supposizione che possa divenire UNTORE. Tralasciando il fatto che come dici tu, i vaccinati sono e rimangono portatori sani di tutte le varianti presenti e future in un virus che è di fatto parainfluenzale e continuerà a ripresentarsi per sue caratteristiche tipiche. Non è una lingua sconosciuta è deduzione logica, ma sembra che il ragionamento logico venga meno anche fra chi di solito ha dimostrato di essere più intelligente degli altri (in senso ampio). E questo mi dispiace assai.

  3. chiaramente, essere vaccinati non significa essere esenti dal rischio di contagio, infatti i vaccinati devono continuare ad osservare le classiche regole (uso della mascherina, distanziamento, igienizzazione), altrimenti tutto è vano. Il fatto che la gente si sia vaccina permette di tamponare la diffusione del virus ed evitare che si finisca in terapia intensiva, o almeno si spera

  4. Vaccinarsi è un atto civico di responsabilità. Io ho fatto il vaccino per proteggere me stesso, i miei cari e le persone con cui entro in contatto quotidianamente. E’ chiaro che mi permetto qualche uscita in più rispetto a quando non ero vaccinato e sto ricominciando ad uscire, ma sempre nel rispetto delle norme anti-covid. non ci metterei la mano sul fuoco anche perché non conosciamo le nuove varianti al 100%

  5. La scuola, come tutti gli altri luoghi in cui occorre stare a contatto con altra gente per ore, dovrebbe tutelare la salute di bambini, docenti e collaboratori scolastici. Non è concepibile che si vada a studiare o a lavorare con il rischio di beccarsi il virus dopo mesi di chiusura, tamponi e altre seccature. Dobbiamo impegnarci tutti a mettere un punto a questa pandemia e questo è possibile solo aderendo tutti alla campagna vaccinale

  6. Voglio vedere come effettueranno gli appositi controlli. Ho letto di un’app. Ma bisogna vedere se verrà rispettata la privacy affinché non si crei una discriminazione tra chi si è vaccinato e chi decide fare il tampone ogni 48 ore.

  7. Vaccinazione o meno, al chiuso bisogna tenere la
    mascherina il più possibile, mantenere il distanziamento, igienizzarsi e assicurare l’areazione così diminuisce la possibilità di infettarsi. Specialmente se giovani o docenti non sono vaccinati…

  8. Contro il Green Pass all’università sono state raccolte oltre 300 firme da parte dei docenti… L’appello è stato lanciato lo scorso venerdì ed è aumentato in maniera esponenziale il numero dei sottoscrittori secondo cui la certificazione verde in ambiente accademico sarebbe discriminatoria…Ma siamo seri? Come vogliamo uscire dalla pandemia se anche i docenti remano contro la campagna vaccinale? I nostri figli rischiano di beccarsi il Covid a scuola e nelle università

  9. Tutti quelli che si sono vaccinati o hanno avuto il Covid lo hanno fatto sia per il rispetto della propria salute che per quella degli altri. Se vogliamo uscire da questa emergenza sanitaria dobbiamo andare tutti nella stessa direzione e cercare di impegnarci senza sollevare questioni inutili sulla discriminazione o meno del Green pass. Fatevene una ragione… Se volete accedere a determinati servizi dovete attenervi a delle regole. Non è che la gente sia contenta di stare distanti, indossare le mascherine, avere gli igienizzanti sempre a portata di mano. Il fatto è che la situazione è questa da oltre un anno e dobbiamo conviverci. Quindi, se adottiamo comportamenti responsabili ed evitiamo di organizzare stupide manifestazioni no vax e assembramenti, forse, ne usciremo. Ma la risposta della popolazione deve essere compatta e bisogna muoversi all’unisono

  10. MI auguro che gli insegnanti, almeno loro, abbiano il buon senso di considerare l’importanza del vaccino e di recarsi a scuola muniti di Green pass. Purtroppo, è pieno di incoscienti…Proprio oggi, ho letto la notizia di un’infermiera che ha finto di vaccinare amici suoi no vax affinché potessero ricevere il Green pass. Ora, risponderà per i reati di omissione di atti d’ufficio e falso in atto pubblico. Questi episodi vanno condannati affinché non si ripetano e la gente capisca quanto sono gravi certi comportamenti non solo per l’atto in sé ma perché in gioco c’è la salute pubblica!

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