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Volo cancellato: rimborso o voucher?

3 Settembre 2021 | Autore:
Volo cancellato: rimborso o voucher?

L’alternativa tra la restituzione del prezzo pagato per l’acquisto del biglietto e il rilascio di un buono di pari importo: cosa dice la legge?

Chi dice che viaggiare è un’avventura ha ragione: succedono parecchi imprevisti, come la cancellazione di un volo aereo che può far saltare il programma di una vacanza, impedire di presenziare ad un concorso o ad un importante appuntamento di lavoro. Maltempo, disguidi aeroportuali o altre circostanze eccezionali, come l’emergenza Covid, possono provocare improvvisi annullamenti dei viaggi programmati dai vettori del trasporto aereo, per i quali i passeggeri avevano già pagato in anticipo il prezzo del biglietto. A questo punto, scattano le tutele previste dalla legge in favore dei consumatori, ma sorge un’importante domanda: per il volo cancellato, spetta il rimborso o un voucher?

La differenza non è di poco conto, perché con il rimborso il consumatore ottiene la restituzione della somma in denaro versata al momento dell’acquisto del biglietto, mentre il voucher è un buono che dà diritto a fruire – in un periodo successivo ed entro una scadenza prefissata – di una prestazione di valore equivalente a quella già pagata: nel nostro caso, di un altro volo aereo in una nuova data. Non è certo la stessa cosa: premesso che il volo è stato cancellato, chi con il rimborso riottiene i soldi potrà poi spenderli come vuole, mentre chi prende il voucher dovrà utilizzarlo necessariamente con quella compagnia aerea; ma talvolta questo non è possibile o risulta troppo vincolante, limitando la libertà di scelta.

La penalizzazione per i consumatori si è accentuata durante il periodo della pandemia di Coronavirus, quando i trasporti sono stati quasi completamente bloccati a causa del lockdown. Nel 2020, un decreto legge emanato dal Governo aveva consentito ai vettori di rilasciare ai passeggeri rimasti a terra, in alternativa al rimborso per il volo cancellato, un voucher di pari importo, da utilizzare entro un anno (in seguito, il termine è stato aumentato prima a 18 mesi e poi a due anni). Ma la normativa, nazionale ed europea, stabilisce principi ben diversi e inderogabili: così alcuni consumatori hanno avviato azioni legali e, adesso, stanno arrivando le prime decisioni giudiziarie favorevoli, che sanciscono il diritto al rimborso, e non al voucher, nei casi di volo cancellato per emergenza epidemiologica da Covid-19.

Volo cancellato: la tutela per i passeggeri

Il volo aereo si considera cancellato quando non viene effettuato, pur essendo stato regolarmente previsto dalla compagnia aerea e prenotato dal passeggero, oppure quando l’aereo decolla ma è costretto a rientrare nell’aeroporto di partenza, o ad atterrare in un aeroporto intermedio, prima di raggiungere la destinazione stabilita.

Nei casi di volo cancellato, i passeggeri hanno diritto, per come stabilito dalla normativa europea direttamente applicabile in Italia [1]:

  • al rimborso integrale del prezzo pagato per l’acquisto del biglietto;
  • a fruire di un volo alternativo per raggiungere la destinazione prefissata o per rientrare a quella di partenza (è la cosiddetta “riprotezione“);
  • all’assistenza materiale, che comprende l’erogazione dei pasti (o di buoni per fruirne fuori dall’aeroporto), le spese di trasporto per raggiungere una località diversa e l’eventuale sistemazione alberghiera per le ore notturne;
  • al risarcimento del danno, che spetta soltanto se la cancellazione del volo avviene a meno di due settimane dalla data prevista per la partenza.

Volo cancellato: risarcimento danni

L’importo del risarcimento del danno per volo cancellato è forfettizzato, con una cifra variabile a seconda della distanza che la tratta aerea avrebbe dovuto percorrere. Precisamente, la somma spettante è di:

  • 250 euro per le tratte fino a 1.500 chilometri;
  • 400 euro per le tratte comprese tra 1.500 e 3.500 chilometri;
  • 600 euro per le tratte superiori a 3.500 chilometri.

Il risarcimento non spetta nei casi di cancellazione del volo avvenuta per caso fortuito, cioè per una circostanza eccezionale e imprevedibile al momento della programmazione e, dunque, per un evento che non dipende dalla volontà, o dalla disorganizzazione, della compagnia aerea. Si considerano circostanze eccezionali le condizioni meteo avverse che impediscono il decollo degli aerei (neve, ghiaccio, tempeste, forti temporali, grandine, ecc.) ed anche le cancellazioni dei voli dovute al rispetto delle norme imposte durante l’emergenza sanitaria Covid-19.

Voucher per voli cancellati in emergenza Covid

Il voucher, o buono di viaggio, è un documento emesso dalla compagnia aerea del volo cancellato che attesta il diritto del passeggero a poter utilizzare l’importo già pagato – e dunque a suo credito – per l’acquisto di analoghi viaggi futuri. Il Decreto “Cura Italia” e il Decreto “Rilancio del 2020 [2] avevano stabilito che, per i voli cancellati a causa dell’emergenza Covid dall’11 marzo al 3 giugno 2020, le compagnie aeree potevano erogare ai passeggeri questi voucher al posto dei normali rimborsi.

Tuttavia, l’Autorità Antitrust ha bocciato i voucher rilasciati in sostituzione dei viaggi annullati, ritenendoli illegittimi perché la scelta di erogarli è rimessa esclusivamente alla compagnia e ciò pregiudica il diritto dei consumatori a ricevere il rimborso previsto dalla legge: infatti, il Codice del turismo [3] prevede che, quando il viaggio viene cancellato prima della partenza «per qualsiasi motivo» (tranne che per colpa del viaggiatore), questi ha facoltà di scegliere tra un altro pacchetto equivalente e il rimborso della somma di denaro già versata all’atto dell’acquisto del biglietto. Anche una raccomandazione della Commissione europea del 13 maggio 2020 ha censurato la norma italiana, evidenziando che «l’operatore può legittimamente offrire un buono, ma a condizione che i viaggiatori non siano privati del diritto al rimborso in denaro».

Tutto questo ha aperto la strada per l’annullamento giudiziario dei voucher, in modo da garantire il pieno diritto dei consumatori al rimborso, come anticipato nell’articolo “Voucher per viaggi: i tribunali possono annullarli“. L’ultima sentenza intervenuta sul tema è stata emessa dal giudice di pace di Monza [4] che, accogliendo il ricorso presentato da un consumatore, ha ritenuto invalido il voucher ed ha condannato la compagnia aerea al rimborso pieno del prezzo del biglietto pagato dall’acquirente del volo cancellato.

Il giudice ha ribadito che è rimessa all’utente, e non al vettore aereo, la scelta tra la restituzione del prezzo pagato e l’emissione di un voucher per un viaggio futuro. D’altronde, anche le norme del Codice civile [5] stabiliscono che, in caso d’impossibilità sopravvenuta della prestazione, chi ha ricevuto un pagamento è tenuto a restituirlo integralmente.

Volo cancellato: approfondimenti

Per ulteriori informazioni leggi anche gli articoli: “Cosa fare in caso di volo cancellato” e “Rimborso volo cancellato: cosa c’è da sapere?“.


note

[1] Reg. CE n. 261/2004 del 11.02.2004.

[2] Art. 88 bis D.L. n. 19/2020, conv. in L. n. 27/2020, e art. 182 D.L. n. 34/2020, conv. in L. n. 77/2020.

[3] Art. 42 D.Lgs. n. 79/2011 “Diritti del turista in caso di recesso o annullamento del servizio“.

[4] Giudice di pace di Monza, sent. n. 1040/21 del 30.08.2021.

[5] Artt. 1463 e 1464 Cod. civ.


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5 Commenti

  1. mi sembra appunto più corretto dare il rimborso così la persona non si sente vincolata a fare un viaggio entro un tot di tempo. se io ero propenso a fare un viaggio in un dato periodo in cui ero libero e non avevo altri impegni, magari mi viene difficile partire nel breve termine e posso cambiare idea proprio sul fatto di affrontare un viaggio

  2. Avevo prenotato un viaggetto insieme al mio compagno. La compagnia ha cancellato il volo. Nel frattempo, sono arrivata agli sgoccioli della mia gravidanza. Ovviamente, non ho alcun interesse a partire oltre ad avere delle difficoltà oggettive. Quindi, è chiaro che se mi dovessero chiedere se preferisco rimborso e voucher direi senza dubbio rimborso

  3. Con la diffusione della nuova variante, vi dico la verità, ho paura a partire. mi vien da pensare a tutti quelli che, a prescindere dal Covid, sono partiti anche fuori dall’Italia, nelle aree a maggior rischio contagio, e quando sono rientrate sono risultate positive al virus. Immaginate se vi trovaste a viaggiare con queste persone e a beccavi il virus nonostante il Green pass

  4. Io preferirei il voucher semplicemente perché mi “vincolerebbe” a partire e a non ripensarci. Dopo anni, mi sono concesso un viaggio oltre oceano. L’ho programmato nei minimi dettagli. Poi, il volo è stato cancellato e mi è crollato il mondo addosso. Anche la valigia avevo preparato con largo anticipo. Ora, accettare il rimborso avrebbe significato intascare i soldi e far saltare tutto. Invece, con il voucher ho la certezza dell’impegno della partenza

  5. A causa della pandemia non si capiva più niente tra cancellazione di voli, rimborsi, voucher, ecc. questa situazione ha spiazzato tutti. Visto che, però io sono dovuto partire per lavoro, ho preso il mio bel voucher e sono partito

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