Approvata la norma “salva inquilini”

4 Giugno 2014
Approvata la norma “salva inquilini”

Contratti in nero e registrazione postuma: approvata la sanatoria transitoria che salva i conduttori.

Sulla Gazzetta Ufficiale del 27 maggio scorso è stata pubblicata la legge [1] che ha posto fine a una questione invero paradossale verificatasi nell’ambito del fenomeno delle locazioni in “nero”.

Tutto parte da una legge del 2011 [2] che, fino all’altro giorno, in caso di contratti di affitto non registrati, ha consentito agli inquilini di “denunciare” all’Agenzia delle Entrate la locazione in nero, ottenendo così due vantaggi:

1. un canone assai ridotto (pari al triplo della rendita catastale)

2. l’automatica conversione in un contratto della durata di 4+4 anni, con il divieto, quindi, per il locatore, di sfrattare l’inquilino nonostante questi pagasse un canone enormemente inferiore rispetto al contratto non registrato.

Ecco, quindi, che molti conduttori avevano iniziato ad avvalersi di questa normativa certamente di favore, senza farsi scrupolo di “denunciare” i padroni di casa con cui, poco prima, avevano siglato un rapporto contrattuale irregolare.

Senonché, con grande gioia dei locatori, nello scorso marzo la Corte Costituzionale ha annullato questa legge con effetti retroattivi (leggi “Addio possibilità di denunciare il locatore”). Risultato: i padroni di casa non se lo sono fatti ripetere due volte e hanno iniziato a richiedere, agli inquilini, tutti gli arretrati non pagati sulla base dei contratti “in nero” e, nello stesso tempo, a intimare loro lo sfratto.

Questa sentenza della Corte Costituzionale, proprio perché interviene su rapporti di durata e, per di più, su una materia storicamente molto delicata dal punto di vista politico e sociale quale quella della locazione, aveva determinato il caos. Insomma, la situazione paradossale era che chi aveva rispettato la legge si trovava adesso fuori di casa, con tanto di ordinanza del giudice.

Quale sarebbe stata, ad esempio, la sorte di quei conduttori che avevano versato il canone di locazione nella misura prevista dalla legge anziché quella prevista dal contratto? Avrebbero dovuto essere sfrattati per morosità?

La sanatoria

Senonché finalmente il Parlamento ha messo fine al marasma, prevendendo una sorta di “sanatoria” per i rapporti in corso. Per tutti gli inquilini che si sono avvalsi della legge del 2011, almeno fino alla data del 31 dicembre 2015 la durata del contratto e il canone di locazione sarà quello previsto dal testo del decreto legislativo in materia di federalismo fiscale che abbiamo richiamato in apertura.
Saranno quindi “salvi” quei conduttori che, dopo la registrazione del contratto di locazione e prima della sentenza della Corte Costituzionale hanno versato il canone “ridotto” per effetto della denuncia all’Agenzia delle Entrate. Costoro, quindi, potranno continuare – sempre almeno fino al 31 dicembre dell’anno prossimo – a versare il canone “legale” senza subire per ciò lo sfratto.


note

[1] legge n. 80/2014 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 47/2014.

[2] Art. 3 comma 8, 9 e 10 D.lgs. n. 23/2011.

Autore immagine: 123rf com


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