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Quando l’acquirente perde la caparra?

23 Novembre 2021 | Autore:
Quando l’acquirente perde la caparra?

Acconto e caparra confirmatoria: in quali casi è possibile chiedere la restituzione di quanto pagato in anticipo?

Spesso, per confermare la serietà dell’operazione, al momento della conclusione di un contratto, il venditore chiede all’acquirente un acconto, cioè un anticipo sul prezzo totale da pagare in un secondo momento. In genere, ciò avviene quando la prestazione finale deve essere adempiuta successivamente. Si pensi all’acquisto di un’auto che però non è ancora presente in concessionaria: l’acconto conferma la volontà dell’acquirente, in attesa che il venditore consegni l’auto e venga così saldato il totale. Molto simile all’acconto è la caparra: anch’essa consiste in un anticipo sul prezzo finale, ma assolve a una funzione diversa. Quando l’acquirente perde la caparra?

Con questo articolo spiegheremo non solo in quali casi si perde il prezzo pagato in anticipo, ma anche qual è la differenza tra acconto e caparra. Sebbene nella terminologia corrente i due concetti vengano confusi e usati praticamente come sinonimi, in realtà c’è differenza tra l’uno e l’altra. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme quando l’acquirente perde la caparra.

Cos’è la caparra?

La caparra consiste nel pagamento di una somma di denaro al momento della conclusione del contratto.

Non è vietato, tuttavia, che le parti si possano mettere d’accordo affinché la caparra consista in altro, come ad esempio nella consegna di cose mobili fungibili, cioè in una determinata quantità di beni prodotti in serie, come grano, olio, vino, ecc.

La legge prevede due tipi di caparra: quella confirmatoria e quella penitenziale. Poiché quest’ultima è legata al diritto di recesso, quella che a noi interessa è solo la confirmatoria, che per l’appunto analizzeremo nel prosieguo.

Cos’è la caparra confirmatoria?

La caparra viene definita confirmatoria quando l’anticipo sul prezzo finale viene pagato per confermare la serietà dell’impegno e, al contempo, per rafforzare il diritto al risarcimento in caso di inadempimento. Insomma: per i motivi che vedremo, la caparra confirmatoria serve ad evitare ripensamenti.

Caparra: quando viene restituita all’acquirente?

Secondo la legge, chi versa la caparra confirmatoria ha diritto a vedersela restituita nel caso in cui adempia il contratto. In alternativa, è possibile chiedere che la somma data in anticipo sia imputata alla prestazione dovuta [1]. Facciamo un esempio.

Paolo acquista un’auto presso una concessionaria per l’importo totale di 5.000 euro. Poiché il veicolo non è ancora pronto per la consegna, Paolo versa, a titolo di caparra, una somma pari a mille euro. Al momento del saldo finale, Paolo ha diritto alla restituzione della caparra, oppure a detrarre dall’importo finale (5.000 euro) quanto versato a titolo di caparra (mille euro), con l’obbligo così di dover pagare solo la differenza (4.000 euro).

Se, però, il venditore viene meno ai suoi obblighi, l’acquirente può recedere dal contratto e pretendere il doppio della caparra.

In altre parole, la situazione è la seguente:

  • se l’acquirente paga la caparra e la compravendita si conclude regolarmente, quanto pagato in anticipo verrà restituito o, più semplicemente, detratto dal prezzo finale;
  • se l’acquirente paga la caparra e la compravendita non si conclude per colpa del venditore, allora il primo potrà recedere dal contratto e chiedere al venditore inadempiente il pagamento del doppio di quanto versato a titolo di caparra.

Acquirente: quando perde la caparra?

Le cose cambiano quando è l’acquirente ad essere inadempiente. In questo caso, egli rischia di perdere ciò che ha versato in anticipo.

Secondo la legge, se è inadempiente colui che ha versato la caparra, allora chi l’ha ricevuta ha diritto a trattenerla, senza doverla restituire.

In altre parole, chi paga la caparra e poi ha un ripensamento, non potrà pretendere la restituzione della stessa (salvo diverso accordo). Ecco perché la caparra serve a evitare pentimenti e, come vedremo nel prossimo paragrafo, a quantificare sin da subito il risarcimento.

Caparra: vale come risarcimento dei danni?

In caso di inadempimento, la parte che trattiene la caparra (venditore) oppure che se la vede restituire in misura doppia (acquirente), accetta questa formula in luogo del risarcimento dei danni.

In altre parole, la caparra confirmatoria assume la funzione di liquidazione convenzionale del danno da inadempimento, secondo il meccanismo della ritenzione della caparra o della restituzione del doppio della stessa. Dunque, chi trattiene la caparra o riceve il doppio di essa accetta che il contratto si sciolga così, senza chiedere altro.

La legge, tuttavia, lascia libera la parte non inadempiente di chiedere l’eventuale risoluzione o esecuzione del contratto, unitamente al risarcimento del danno, se ritiene che il meccanismo finora spiegato della caparra non lo soddisfi. In questo senso, la caparra confirmatoria svolge un ruolo molto simile alla clausola penale. Facciamo un esempio.

Per l’acquisto di un pianoforte, Franco paga a Matteo 500 euro a titolo di caparra, impegnandosi a pagare i restanti 1.000 euro al momento della consegna del bene. Dopo qualche giorno, Franco ha un ripensamento e comunica di voler recedere dall’accordo. Se Matteo ritiene che i 500 euro versati a titolo di caparra non siano sufficienti a liquidare il danno derivante dalla mancata vendita, allora può restituire l’importo e agire davanti al giudice per chiedere la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni (evidentemente, in misura maggiore di 500 euro).

Caparra e acconto: differenza

È dunque chiara la differenza tra acconto e caparra: mentre l’acconto è solo un anticipo sul prezzo finale, che deve essere restituito tutte le volte che il contratto non si conclude, indipendentemente dalla responsabilità delle parti, la caparra serve a liquidare il danno da inadempimento senza che si debba fornire la prova del danno subìto.

Come distinguere concretamente l’acconto dalla caparra, visto che entrambi consistono in un pagamento? In mancanza di diverso accordo, la somma versata senza specificare che si tratta di una caparra è considerata come acconto. Perché possa considerarsi caparra è necessario che ciò venga esplicitato nel contratto.


note

[1] Art. 1385 cod. civ.

Autore immagine: canva.com/


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