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Tasi: le nuove regole per gli inquilini. Obbligo autonomo dal proprietario

5 Giugno 2014
Tasi: le nuove regole per gli inquilini. Obbligo autonomo dal proprietario

Le istruzioni del ministero sulla responsabilità solidale, per i comproprietari, comodatari, appartamenti ex iacp, regole di calcolo, agricoltori, coop.

La Tasi la paga anche l’inquilino: è questa la triste realtà a cui i locatari si sono ormai rassegnati. Dal nuovo anno, infatti, l’imposta sulla casa non è più un problema solo dei proprietari di appartamenti, ma anche degli affittuari.  L’imposta, in particolare, viene ripartita tra le parti, secondo una percentuale fissata dal Comune.

In merito a questo delicato aspetto oggi arrivano i chiarimenti ministeriali che è bene conoscere, pertanto, sia che siate locatori che conduttori.

Responsabilità solidale

Innanzitutto si stabilisce che inquilini e proprietari di casa sono titolari di “autonome obbligazioni tributarie” per cui, se l’inquilino non paga, il Comune non può chiedere al proprietario di sanare la situazione. Ciò evita di chiamare un soggetto a rispondere delle inadempienze dell’altro.

Comproprietari

Lo stesso meccanismo, va però ricordato, non si applica nel caso di comproprietari: ognuno paga la Tasi in base alla quota di possesso e alla propria condizione (l’occupante paga l’aliquota dell’abitazione principale, gli altri quella “ordinaria”), ma i comproprietari sono obbligati in solido, per cui il Comune può chiedere a uno di loro quello che gli altri non pagano.

Se il Comune non ha fissato le percentuali

Quando la delibera comunale non indica la quota a carico dell’occupante, va applicata in automatico la percentuale minima del 10%, lasciando l’altro 90% a carico del proprietario.

Appartamenti ex Iacp

A pagare la Tasi sono chiamati anche gli inquilini degli appartamenti ex Iacp che non rispondono ai requisiti previsti per gli “alloggi sociali”, perché solo questi ultimi sono esentati dall’Imu.

Regole di calcolo

Le regole generali di calcolo sono quelle dell’Imu: la Tasi si calcola a mesi (si considera mese pieno quando si ha la proprietà per almeno 15 giorni), e i parallelismi con l’Imu riguardano anche le agevolazioni per i fabbricati storici e quelli inagibili o inabitabili.

Coop

Nelle cooperative edilizie a proprietà indivisa, la Tasi è invece calcolata con l’aliquota dell’abitazione principale, ed è pagata tutta dalla coop.

Agricoltori

Per gli agricoltori, dai chiarimenti ministeriali arrivano buone notizie. Si conferma nella Tasi la “finzione giuridica” già prevista nell’Imu, in virtù della quale un terreno edificabile posseduto da un coltivatore diretto o un imprenditore agricolo professionale è comunque considerato terreno agricolo, quindi esente.

Il decreto Irpef, poi, ha previsto di riscrivere (ora si dice entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione) l’elenco dei Comuni montani nei quali l’Imu non si paga sui terreni, ma se (com’è probabile) il nuovo elenco non arriverà in tempo, per l’acconto si applicheranno le vecchie esenzioni, più generose.

Comodati gratuiti

Per i comodati gratuiti, invece, si prospetta un vero rebus quando i Comuni decidono di assimilare all’abitazione principale le rendite fino a 500 euro. Il tetto dei 500 euro va infatti applicato come “franchigia”, e se la casa ha una rendita maggiore il quadro sarà il seguente: l’Imu ordinaria si applicherà sulla quota di rendita superiore ai 500 euro, e la Tasi si sdoppierà: sarà quella per abitazioni principali (con eventuali detrazioni) sui primi 500 euro, e quella ordinaria sul resto della base imponibile.


note

Autore immagine: 123rf com


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