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Controllore: può costringere a lasciare l’autobus?

23 Novembre 2021 | Autore:
Controllore: può costringere a lasciare l’autobus?

Chi è senza biglietto può essere obbligato ad abbandonare il mezzo? Quali sono i poteri del controllore? Può chiedere di esibire i documenti?

È noto a tutti che per viaggiare su un mezzo pubblico occorre munirsi di biglietto. È altrettanto risaputo che, in assenza di questo titolo, si incorre in una sanzione amministrativa (la cosiddetta “multa”). Molti si chiedono, però, quali sono i poteri del controllore nel momento in cui si rende conto che un passeggero è sprovvisto del necessario titolo. Con questo articolo risponderemo a diverse domande, tra cui la seguente: il controllore può costringere a lasciare l’autobus?

Oltre a questo quesito, vedremo più in generale quali sono i poteri del controllore. Può chiedere le generalità ai passeggeri? Può obbligare ad esibire i documenti? Può chiamare la polizia nel caso in cui il passeggero non voglia identificarsi? Insomma: cosa può fare il controllore quando trova qualcuno a bordo senza biglietto? In ultima istanza, può obbligare a scendere dall’autobus? Scopriamolo insieme.

Controllore: è un pubblico ufficiale?

Partiamo subito da un presupposto: il controllore degli autobus pubblici è un pubblico ufficiale a tutti gli effetti. Ciò significa che la sua qualifica gli consente di fare cose che altri soggetti, invece, non potrebbero fare.

Il controllore è un pubblico ufficiale perché svolge una funzione pubblica. Il trasporto pubblico, infatti, è un servizio essenziale, garantito dalla legge e al cui corretto svolgimento sono preposti diversi soggetti, tra cui anche i controllori.

Controllore: può chiedere le generalità?

In quanto pubblico ufficiale, il controllore può chiedere le generalità al passeggero privo di biglietto. Questi dati sono infatti necessari per elevare il verbale contenente la sanzione da pagare.

Cosa succede se il passeggero rifiuta di fornire le proprie generalità oppure fornisce false generalità? Commette reato; nello specifico:

  • il rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale a un pubblico ufficiale in servizio è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino ad euro 206 [1] [2];
  • chi declina al pubblico ufficiale false generalità, è punito con la reclusione da uno a sei anni [3] [4].

Controllore: può chiedere i documenti?

Il controllore non può obbligare il passeggero privo di biglietto a mostrare i documenti. Tale potere è infatti concesso solamente agli agenti di pubblica sicurezza. Ovviamente, nulla impedisce al passeggero di esibirli spontaneamente.

Ciò che può fare il controllore, però, è chiamare le forze dell’ordine affinché procedano all’identificazione del soggetto che non vuole fornire spontaneamente le proprie generalità.

Per la precisione, il controllore può chiedere a chi non ha un valido biglietto di scendere dall’autobus in attesa che arrivi la pattuglia dei carabinieri o della polizia per procedere all’identificazione.

Si ricordi che il controllore non può accompagnare il soggetto in caserma, in questura o alla stazione dei carabinieri a tal fine, come invece potrebbe fare un comune agente di polizia.

Controllore: può obbligare a scendere dal mezzo?

Il controllore può obbligare a lasciare l’autobus o altro mezzo di trasporto, tutte le volte che il soggetto privo di biglietto non si identifichi? Sì, può farlo.

Ciò non significa, però, che il controllore possa usare la violenza o la forza, ad esempio spingendo fuori il passeggero oppure strattonandolo. In un caso del genere, scatterebbe, a carico del pubblico ufficiale, il reato di violenza privata [5].

In buona sostanza, dunque, il controllore può invitare a lasciare il mezzo, ma non può costringere a fare ciò il passeggero usando la forza.

Cosa succede se il passeggero non vuole scendere?

Il passeggero privo di biglietto che rifiuta di scendere dal mezzo di trasporto rischia di incorrere nel reato di interruzione di pubblico servizio [6], che punisce con la reclusione fino a un anno chi provoca l’interruzione o turba la regolarità di un servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità.

Lo stesso reato si integra se il passeggero privo di biglietto non vuole abbandonare il mezzo nonostante sia stato identificato, oppure fugga via per evitare il controllore. Anche in queste circostanze si verifica l’interruzione temporanea o anche solo un mero turbamento nel regolare svolgimento del servizio, idoneo a far scattare il reato.

Commette il reato di interruzione di pubblico servizio anche chi sale in autobus senza biglietto, rifiutando di munirsene su diretto invito del controllore.

Per approfondire questo particolare argomento si consiglia la lettura dell’articolo “Cosa succede se scappo dai controllori“.

Controllore: quando c’è resistenza a pubblico ufficiale?

Secondo la giurisprudenza [8], aggredire il controllore dell’autobus costituisce reato di resistenza a pubblico ufficiale, punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni [9].

Costituisce dunque delitto la condotta del passeggero che, sorpreso dai controllori senza biglietto a bordo di un autobus, li ha spinti e colpiti cercando di uscire dal mezzo per evitare di farsi irrogare la sanzione amministrativa.


note

[1] Art. 651 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 10027/2000.

[3] Art. 495 cod. pen.

[4] Cass, sent. n. 25649/2018.

[5] Art. 610 cod. pen.

[6] Art. 340 cod. pen.

[7] Trib. Campobasso, sent. n. 658 del 27 settembre 2016.

[8] Trib. Vicenza, sent. n. 491/2019.

[9] Art. 337 cod. pen.

Autore immagine: canva.com/


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