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Cartelle fiscali: le prossime scadenze di pagamento

5 Settembre 2021 | Autore:
Cartelle fiscali: le prossime scadenze di pagamento

I nuovi termini per i versamenti delle rate dei piani di dilazione, rottamazione o saldo e stralcio sospesi durante l’emergenza Covid; come evitare la decadenza.

Terminata la pausa estiva, il Fisco presenta il conto ai contribuenti: dopo un anno e mezzo di sospensione per l’emergenza Covid, ora bisogna ricominciare a pagare. Da marzo 2020, l’invio delle cartelle esattoriali era stato congelato e c’era stata anche la sospensione dei termini per il versamento delle rate della rottamazione ter, del saldo e stralcio e dei piani di dilazione. Adesso, a partire da settembre 2021, è iniziata la ripresa delle notifiche ed è stato anche stabilito il piano dei versamenti pregressi non eseguiti e da recuperare. Vediamo, quindi, quali sono le prossime scadenze di pagamento delle cartelle fiscali.

La ripresa della riscossione

A partire dal 1° settembre 2021, l’Agenzia Entrate riscossione ha ripreso l’attività di notifica delle cartelle esattoriali e degli atti conseguenti (intimazioni di pagamento, iscrizioni di ipoteche, pignoramenti) che erano stati bloccati dall’8 marzo 2020 a causa dell’emergenza Covid (per i contribuenti residenti nelle “zone rosse” la sospensione era scattata dal 21 febbraio 2020).

Si tratta di cartelle e altri atti che erano già stati emessi ma erano finora rimasti nel cassetto dell’Agenzia, più quelle nuove in corso di emissione. Questo significa che molti contribuenti italiani nei prossimi mesi riceveranno una mole di atti: si parla di complessivi 60 milioni di cartelle da notificare in tutta Italia, ma l’invio sarà graduale e scaglionato, per evitare un’ondata improvvisa e difficile da gestire.

Per le cartelle esattoriali e gli avvisi di accertamento esecutivi in arrivo, i termini di pagamento rimangono quelli consueti di 60 giorni dalla notifica, mentre per quelle inviate in precedenza e già scadute ci sono le regole particolari che ora ti esporremo, con i precisi termini di pagamento da individuare in base alle date di rispettiva scadenza.

Pagamento cartelle scadute prima dell’emergenza Covid

I contribuenti che hanno ricevuto atti (cartelle esattoriali o avvisi di accertamento esecutivi) scaduti prima dell’8 marzo 2020 (o, per i Comuni inseriti nelle iniziali “zone rosse”, prima del 21 febbraio 2020), ora che è terminata la sospensione dei termini valevole fino allo scorso 31 agosto 2021, dovranno versare al più presto le somme dovute, a meno che non abbiano chiesto la rateizzazione o non lo facciano entro il 31 dicembre 2021 (nel prosieguo dell’articolo ti spiegheremo come sfruttare questa possibilità). Il mancato pagamento comporterà l’avvio delle procedure di riscossione coattiva delle somme.

Pagamento cartelle scadute durante l’emergenza Covid

I contribuenti che hanno ricevuto cartelle di pagamento scadute durante il periodo di emergenza Covid-19, precisamente tra l’8 marzo 2020 e fino al 31 agosto 2021, dovranno pagare il dovuto entro il 30 settembre 2021, ossia entro il mese successivo alla scadenza del periodo di sospensione, stabilita nella legge di conversione del Decreto “Sostegni bis” [1].

Anche in questo caso, il mancato pagamento comporterà l’avvio delle procedure di recupero coattivo da parte dell’Agente di riscossione, che, però, può essere bloccato da una richiesta di rateizzazione, da effettuare entro il 31 dicembre 2021.

Cartelle in rateizzazione o da rateizzare

La normativa emergenziale ha stabilito regole eccezionali per i piani di dilazione già concessi o da richiedere. Chi ha una rateizzazione già in corso dovrà pagare le rate che erano in scadenza tra marzo 2020 e agosto 2021 entro il 30 settembre 2021, ma tenendo presente un’importante peculiarità: stavolta, si incorre alla decadenza dal piano solo se si supera il numero di dieci rate (anche non consecutive) non pagate, anziché di cinque.

Questo beneficio è esteso anche a tutti coloro che presenteranno una domanda di rateizzazione delle cartelle scadute, purché ciò avvenga entro il 31 dicembre 2021: si decadrà dal piano con il mancato pagamento di dieci rate e non delle consuete cinque. Pertanto, sia chi ha un piano di rateazione in corso sia chi ha intenzione di richiederlo entro il prossimo 31 dicembre dovrà stare attento a non superare il limite massimo consentito di dieci rate non pagate, in modo da evitare la decadenza dal piano e il conseguente avvio delle procedure di riscossione coattiva.

Nuova rateizzazione per chi era già decaduto

In un recente comunicato, l’Agenzia Entrate Riscossione ha chiarito che le nuove domande di rateizzazione possono essere presentate anche da coloro che erano già stati dichiarati decaduti da precedenti piani di dilazione concessi in passato, prima della fase emergenziale (dunque, con più di sole cinque rate non pagate), oppure erano decaduti, per mancati versamenti, da una delle varie forme di definizione agevolata, cioè dalle tre edizioni della rottamazione delle cartelle o dal saldo e stralcio: c’è, quindi, la possibilità di rimettersi in carreggiata rateizzando le residue somme dovute (al netto dei versamenti già eseguiti prima della decadenza).

Le norme emergenziali hanno anche stabilito che, per le richieste di rateizzazione che verranno presentate entro il 31 dicembre 2021, la soglia massima di debito per la quale, ai fini dell’ammissione automatica al pagamento dilazionato, è sufficiente la semplice domanda (senza necessità di dover presentare documentazione ulteriore attestante lo stato di difficoltà economica), è elevata da 60 mila a 100 mila euro.

Pagamenti per cartelle poste in rottamazione o saldo e stralcio

Riprendono i pagamenti anche per i contribuenti già ammessi alla rottamazione ter o al saldo e stralcio che, a partire dal 2020, avevano interrotto i versamenti, come consentito dalle norme emergenziali. Chi, invece, ha continuato a pagare tutte le rate in scadenza anche durante la pandemia, senza usufruire della sospensione, potrà non tenere conto del seguente calendario.

Per la rottamazione ter (tolte le rate scadute il 28 febbraio 2021, che andavano pagate entro il 2 agosto 2021) si parte dalla rata scaduta il 31 maggio 2020, che era stata prorogata al 31 agosto 2021. Grazie ai cinque giorni di tolleranza per il ritardo consentiti dalla legge [2], il termine ultimo per pagare questa rata è il 6 settembre 2021.

Ecco le prossime scadenze di pagamento per le rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio scadute durante il periodo di emergenza Covid (a ogni data possono essere aggiunti i consueti cinque giorni di tolleranza):

  • 30 settembre 2021: pagamento rate scadute il 31 luglio 2020;
  • 31 ottobre 2021: pagamento rate scadute il 30 novembre 2020;
  • 30 novembre 2021: pagamento rate scadute tra il 28 febbraio e il 31 luglio 2021.

Considerate le date estremamente ravvicinate delle prossime scadenze per riprendere il piano dei pagamenti arretrati – in tre mesi, dovrà essere recuperato più di un anno – c’è il rischio di un “ingorgo fiscale” che metterebbe in difficoltà molti contribuenti: per evitarlo, il Governo sta pensando di concedere un’ulteriore sospensione dei termini o di scaglionamento delle scadenze, ma al momento nulla è stato ancora deciso.


note

[1] Art. 1 sexies D.L. n. 73/2021, conv. in L. n. 106 del 23.07.2021.

[2] Art. 3, co. 14 bis, D. L. n. 119/2018.


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