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Codice raccomandata 056

6 Settembre 2021 | Autore:
Codice raccomandata 056

Cos’è la raccomandata indescritta? Dopo quanto tempo si perfeziona la compiuta giacenza? Codici 050 e 059: cosa c’è nella lettera?

Di questi tempi, ricevere una raccomandata potrebbe rivelarsi una sgradita sorpresa. Tra bollette, cartelle di pagamento e multe, il postino è quasi sempre portatore di cattive notizie. Meglio trovare la buca delle lettere vuota che piena di comunicazioni indesiderate. A volte, può succedere che la cassetta conservi al suo interno un tagliando bianco molto simile a un grande scontrino della spesa. Si tratta dell’avviso di giacenza, cioè di una specie di promemoria che il portalettere lascia quando non trova nessuno in casa. Cosa dobbiamo attenderci quando su di esso è riportato il codice raccomandata 056?

Sin da subito va detto che il codice raccomandata è una sequenza di numeri che serve a identificare il contenuto di una lettera raccomandata che non è giunta al destinatario perché assente. Il postino, quando non trova in casa nessuno, lascia un avviso con cui fa sapere che ha tentato di recapitare la posta ma non ha potuto perché non c’era nessuno che poteva accettarla. Con questo articolo ci soffermeremo sul codice raccomandata 056, cioè quello che inizia con queste tre cifre. Prosegui nella lettura se vuoi saperne di più.

Cos’è l’avviso di giacenza?

Ogni codice raccomandata (non solo quello che comincia per 056) è riportato all’interno di un tagliando che prende il nome di avviso di giacenza (conosciuto anche come raccomandata indescritta).

L’avviso di giacenza è quel bigliettino che il portalettere lascia nella cassetta della posta quando in casa non trova il destinatario o altra persona che possa ricevere validamente la raccomandata o l’atto da consegnare.

Come anticipato in apertura, l’avviso di giacenza assume la forma di uno scontrino bianco, predisposto dal postino inserendo tutti i dati utili al fine del recupero della consegna.

Avviso di giacenza: cosa c’è scritto?

Nell’avviso di giacenza, il portalettere riporterà:

  1. la data e l’ora in cui ha tentato la consegna, senza però aver trovato alcuno;
  2. l’ufficio postale presso cui si trova in giacenza la raccomandata in attesa di essere ritirata;
  3. il periodo di giacenza, che è di trenta giorni per le raccomandate e di sei mesi per gli atti giudiziari;
  4. il codice raccomandata;
  5. la città da cui proviene la raccomandata o l’atto.

Giacenza: quanto dura?

Come detto nel precedente paragrafo, l’atto non consegnato verrà conservato dalle Poste per trenta giorni, se trattasi di raccomandata, ovvero per centottanta giorni, se trattasi di atto giudiziario. Questo periodo viene definito giacenza.

Superati questi termini senza che il destinatario si sia recato all’ufficio postale per il ritiro, la raccomandata o l’atto giudiziario verranno restituiti al mittente.

Compiuta giacenza: cos’è?

Diversa dalla giacenza è la compiuta giacenza: con quest’ultima espressione si intende il periodo decorso il quale l’atto si intende validamente notificato per il mittente.

Se una persona deve notificare con urgenza un atto e il destinatario non è mai reperibile perché sempre fuori per lavoro, il mittente non sarà tenuto ad attendere che il ricevente si faccia trovare in casa o si rechi alle poste per il ritiro della busta in giacenza.

Per tale ragione, ai fini del perfezionamento della notifica degli atti giudiziari è sufficiente che decorrano dieci giorni da quando il portalettere ha tentato la consegna e, non trovando nessuno, ha lasciato l’avviso di giacenza.

Pertanto, nel caso degli atti giudiziari, essi si intendono notificati dopo dieci giorni dall’avviso di giacenza, anche se il destinatario non ha assolutamente preso visione dell’atto perché non è andato alle poste per il ritiro oppure perché non si è nemmeno accorto di aver ricevuto l’avviso. Trascorsi dieci giorni, la legge presume che il destinatario abbia avuto perfetta conoscenza dell’atto a lui destinato.

Per le raccomandate, invece, la compiuta giacenza corrisponde al periodo di giacenza, cioè a trenta giorni.

In pratica: mentre la giacenza indica il periodo di tempo durante il quale l’atto verrà conservato presso l’ufficio postale in attesa che venga ritirato, la compiuta giacenza individua il tempo trascorso il quale la notifica si intende validamente compiuta per il mittente.

Ricapitolando, la compiuta giacenza è di:

  • dieci giorni per gli atti giudiziari;
  • trenta giorni per le raccomandate.

Codice raccomandata: cos’è?

Il codice raccomandata è una sequenza di numeri riportata all’interno dell’avviso di giacenza, posto solitamente al di sopra di un codice a barre.

Il codice raccomandata permette di identificare il contenuto dell’atto. Per farlo, è sufficiente controllare le prime tre cifre, sufficienti per potersi fare un’idea del tipo di raccomandata.

Per conoscere tutti i codici raccomandata, si rimanda alla lettura dell’articolo “Avviso di giacenza raccomandata: codici per sapere che c’è dentro“. Per sapere cosa identifica il codice raccomandata 056, prosegui nella lettura.

Codice raccomandata 056: cosa c’è nella busta?

Il codice raccomandata che inizia con le cifre 056 indica, in genere, una raccomandata inviata da privati. Può dunque trattarsi di una comunicazione proveniente dalla banca, dall’assicurazione, da una società qualsiasi (ad esempio, dalla compagnia di energia elettrica), da un avvocato, ecc.

Il codice raccomandata 056 fornisce un’ulteriore indicazione: trattasi infatti di una raccomandata veloce, cioè di una di quelle che viene consegnate in breve tempo, a volte anche in un solo giorno (per questa ragione le Poste italiane hanno chiamato questo servizio Raccomandata 1).

Normalmente, alla raccomandata veloce sono affidate comunicazioni caratterizzate da urgenza, come la disdetta di un contratto o un avvertimento per timore di conseguenze più gravi, domande di partecipazione a concorsi in scadenza, ecc.

Dunque, chi trova nella propria cassetta delle lettere un avviso di giacenza riportante il codice raccomandata 056 (o 050 oppure anche 059), non deve temere che si tratti di atti giudiziari, di multe o di avvisi dell’Agenzia delle Entrate. Ciò che è certo è che trattasi di una missiva proveniente da un privato, anche se ciò non basta del tutto a far tirare un sospiro di sollievo.



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