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Caldaie: manutenzione, nuove regole e libretto

5 Giugno 2014
Caldaie: manutenzione, nuove regole e libretto

Tutto sul nuovo libretto, termini sui controlli sull’efficienza energetica, responsabilità e sanzioni, installazione, caldaie domestiche.

Pochi mesi mancano all’autunno e presto i cittadini dovranno orientarsi con la mini rivoluzione apportata dal recente Dpr sui controlli sull’efficienza energetica dei sistemi di climatizzazione [1].

Tuttavia, le nuove regole sulle caldaie e sulla loro manutenzione hanno disorientato i consumatori.

Aggiornarsi e rapportarsi al mutato scenario è essenziale: non solo per essere in regola con la legge ed evitare le nuove sanzioni, ma anche per assicurarsi il caldo in casa, risparmiare sui consumi ed evitare il rischio di “convivere” con apparecchi pericolosi.

Ecco dunque le nuove indicazioni di cui essere a conoscenza.

 

Le nuove regole sui controlli

Ecco i nuovi termini sui controlli sull’efficienza energetica (diversi da quelli per la sicurezza) dei sistemi di climatizzazione (caldaie per il riscaldamento e climatizzatori):

  • 1. impianti domestici (superiori ai 10 kW e inferiori a 100 kW di potenza) a combustibile liquido o solido: i controlli sono da fare ogni due anni.
  • 2. Impianti domestici (superiori ai 10 kW e inferiori a 100 kW di potenza) a gas metano o GPL: i controlli sono da fare ogni quattro anni.

ATTENZIONE: gli obblighi di controllo periodico riguardano impianti termici di climatizzazione invernale di potenza superiore a 10 kW e impianti termici di climatizzazione estiva di potenza superiore a 12 kW (le normali caldaie domestiche) ma restano invece esclusi la gran parte dei piccoli condizionatori domestici.

Eccezioni

Tieni conto che possono esistere delle eccezioni a tali regole. Infatti, i nuovi intervalli di tempo entro cui è obbligatorio fare la manutenzione valgono nel caso in cui Regioni e Province Autonome non abbiano regolamentato in modo diverso la materia: molte Regioni (Liguria, Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Sicilia), ad esempio, hanno già il proprio regolamento (che può essere anche più stringente e che comunque andrà adeguato alle nuove linee nazionali).

Quindi ti consigliamo di verificare sempre se, nella località in cui vivi, esistono regole diverse da quelle appena indicate.

La frequenza esatta dei controlli può anche essere definita (sotto i quattro anni) dal produttore dello specifico apparecchio. Ed eventualmente anche dallo stesso installatore.

Cosa fare per la caldaia domestica

Qualora tu viva in un Comune con più di 40mila abitanti, è sempre bene verificare presso lo Sportello Energia del Comune o della Provincia la frequenza degli interventi – compresa la manutenzione – da eseguire. Lì ti forniranno indicazioni anche su come tenere il libretto di manutenzione, eventuali bolli per attestare l’avvenuto intervento, eventuali comunicazioni al Comune sulla manutenzione, ecc.

Controlli e sanzioni

Ricorda che il Comune effettuerà un controllo e se ti troverà “non in regola” sarai tu a dover dimostrare il contrario, comprovando l’avvenuta manutenzione tramite il libretto di caldaia e le fatture. Sei salvo solo se vivi in un condominio con riscaldamento centralizzato: in tale caso detti doveri spettano all’amministratore di condominio.

Le sanzioni in caso di mancati controlli variano da 500 a 3.000 euro.

Spesa

Il costo della manutenzione ordinaria della caldaia varia a seconda delle società a cui ci si affida e a seconda della Regione. Si va da un minimo di 60 euro a un massimo di 80 euro (si superano 100 euro per la verifica delle emissioni).

Una volta acquistato l’apparecchio, però, esistono altre spese accessorie, come quella della prima accensione e del collaudo della caldaia appena installata; nonché il primo controllo dei fumi, che alcune aziende soltanto includono nel prezzo di acquisto.

Nuovi libretti

Ricorda innanzitutto che gli impianti termici di climatizzazione invernale od estiva (caldaie, condizionatori d’aria, etc.), sia che siano nuovi (cioè appena acquistati), sia che siano vecchi (cioè già esistenti e installati nell’appartamento), devono essere muniti di un nuovo libretto di impianto conforme a quello approvato con Decreto del Ministero economico attuativo delle nuove norme di manutenzione sancite (leggi l’articolo: “Caldaia, come cambia il libretto”).

Per gli impianti nuovi il libretto viene fornito e compilato dall’installatore. Per gli impianti già esistenti invece la responsabilità spetta al proprietario di casa o all’inquilino (comunque l’occupante dell’immobile).

ATTENZIONE: non buttate i vecchi libretti. Essi devono essere lasciati in allegato al nuovo.

Il nuovo libretto è scaricabile dal sito del ministero dello Sviluppo Economico (www.mise.gov.it) per la compilazione manuale. E’ possibile anche compilarlo telematicamente con una guida in linea, accedendo al sito del CTI (Comitato Termotecnico Italiano – 2), stante l’obbligo di stamparlo nel caso di eventuali ispezioni.


note

 [1] DPR 16 aprile 2013, n. 74.


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5 Commenti

  1. Io le fatture non cè l’ho più, e poi non sono obbligato a fare nulla, mica è la finaza che vuole le fatture! E poi ricordatevi che hanno sempre bisogno della firma, basta non firmare e se la prendono in quel posto!

  2. Io vivo lontano dalla città dove il gas metano non c’é. (regione Marche)
    Per togliere il riscaldamento a gasolio, ho piazzato il fotovoltaico per alimentare proprio le pompe di calore !
    Perchè debbo essere sottoposto a tali controlli energetici con i relativi e non indifferenti costi (superiori alle detrazioni fiscali)?

    Di danni non ne procuravo forse di più prima con il gasolio?
    Conviene rimetterlo?

  3. RESPONSABILITàDEL PROPRIETARIO O DELL’ INQUILINO UTILIZZATORE?
    PER GLI INQUILINI CHE NON PAGANO AFFITTO E NON VANNO VIA FINO AL DECRETO DI SFRATTO DOBBIAMO AVVISARE IL COMUNE?
    LORO SICURAMENTE NON FANNO LA PULIZIA CALDAIE.

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