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In quali casi si può chiedere il divorzio?

6 Settembre 2021
In quali casi si può chiedere il divorzio?

Lo scioglimento del matrimonio è ammesso solamente nelle ipotesi espressamente previste dalla legge.

Ti sei separato da tua moglie con cui eri sposato da circa 10 anni. Il motivo è abbastanza banale: non eravate più innamorati l’uno dell’altra. Adesso, hai una nuova compagna con la quale vorresti costruirti un futuro. Per tale motivo, hai intenzione di mettere un punto definitivo al tuo matrimonio e ricominciare una nuova vita. Ma in quali casi si può chiedere il divorzio? Quali sono gli effetti di una simile decisione?

Secondo la legge, i coniugi possono decidere, congiuntamente o disgiuntamente, di mettere fine alla loro unione dopo un periodo di separazione legale oppure se ricorrono delle circostanze che rendono praticamente impossibile la sussistenza del vincolo coniugale. Ad esempio, un cambiamento di sesso, una condanna penale per reati gravi oppure l’assenza di rapporti sessuali. Le conseguenze sono molteplici: la moglie perde il diritto di usare il cognome dell’ex marito, ciascuno riacquista lo stato libero, è possibile richiedere un contributo per il mantenimento e così via. Se vuoi approfondire il tema ti consiglio di metterti comodo e proseguire nella lettura di questo articolo.

Divorzio: cosa significa?

Devi sapere che la legge non parla mai di divorzio, bensì di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio (a seconda che l’unione sia stata celebrata in Comune o in chiesa). In entrambi i casi, tuttavia, si usa comunemente il termine divorzio per indicare il venir meno del rapporto coniugale una volta per tutte.

In quali casi si può chiedere il divorzio?

A dispetto di quanto si pensi, il divorzio può essere richiesto solamente in alcune ipotesi previste dalla legge. In questo paragrafo le esaminiamo una per una.

Separazione legale

Salvo alcuni casi gravi, per ottenere lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio è necessario che la coppia si sia separata legalmente. In altri termini, marito e moglie devono essere autorizzati dal giudice a vivere in due appartamenti diversi. Le parti possono separarsi:

  • consensualmente: vuol dire che i coniugi hanno raggiunto un accordo per disciplinare gli aspetti personali e patrimoniali del proprio rapporto (ossia l’affidamento dei figli, il mantenimento, la casa, ecc.). In tale ipotesi, si hanno diverse opzioni: depositare un ricorso congiunto in tribunale, attivare la procedura di negoziazione assistita dagli avvocati (sottoposta al vaglio successivo degli organi giudiziari) oppure recarsi in Comune per rendere una dichiarazione dinanzi al sindaco (se non ci sono figli minori);
  • giudizialmente: se tra marito e moglie c’è un’elevata conflittualità, l’unico modo è quello di instaurare una causa in tribunale al fine di ottenere una sentenza.

Una volta decorsi ininterrottamente sei mesi (se la separazione è consensuale) o dodici mesi (se la separazione è giudiziale), ciascun coniuge può domandare il divorzio, anche se l’altro è contrario. Il termine decorre dalla data di comparizione dei coniugi dinanzi al presidente del tribunale. Invece, in caso di negoziazione assistita o dichiarazione in Comune, il termine decorre dalla data in cui è stato concluso l’accordo.

Mancata consumazione del matrimonio

Se marito e moglie non hanno mai avuto rapporti sessuali completi durante le nozze possono chiedere direttamente il divorzio, senza che sia necessario avviare le pratiche della separazione. Ovviamente, dovrà essere fornita la prova della mancata consumazione del matrimonio.

Rettificazione del sesso

Un’altra ipotesi in cui è possibile chiedere il divorzio è quando uno dei due coniugi (il marito o la moglie) si sia sottoposto ad un intervento chirurgico per cambiare sesso. Successivamente, l’interessato deve depositare un ricorso presso il tribunale del luogo di residenza per ottenere la rettificazione anagrafica nell’apposito registro. Una volta passata in giudicato la sentenza (nel senso che è diventata irrevocabile), è possibile chiedere il divorzio in quanto il vincolo matrimoniale non ha più ragione di esistere.

Condanna penale per reati gravi

Altra causa per domandare lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio è quando uno dei coniugi viene condannato:

  • all’ergastolo per un reato grave non colposo (quindi, messo in atto volontariamente);
  • a pena detentiva per reati come incesto, violenza sessuale, induzione alla prostituzione, ecc.;
  • a qualsiasi pena per l’omicidio volontario di un figlio oppure per tentato omicidio ai danni del coniuge o della prole;
  • a qualsiasi pena per reati commessi ai danni del coniuge o del figlio come lesioni personali gravissime, maltrattamenti in famiglia, ecc.

Scioglimento o annullamento del matrimonio all’estero

Infine, il divorzio può essere chiesto qualora l’altro coniuge, cittadino straniero, si sia sposato con un’altra persona oppure abbia ottenuto lo scioglimento o l’annullamento del matrimonio all’estero.

Ebbene, se ricorre una delle suddette ipotesi, è possibile chiedere il divorzio consensualmente oppure giudizialmente.

Quali sono le conseguenze del divorzio?

Con il divorzio si verificano i seguenti effetti:

  • il matrimonio civile (celebrato in Comune) si scioglie, mentre cessano gli effetti civili delle nozze celebrate in chiesa e trascritte nell’apposito registro;
  • la moglie perde il diritto di utilizzare il cognome del marito, a meno che non sussista un interesse meritevole di tutela;
  • ciascuno riacquista lo stato libero, quindi può sposarsi nuovamente in Comune;
  • in caso di bisogno è possibile richiedere un assegno divorzile, vale a dire una somma di denaro necessaria per vivere;
  • l’ex coniuge ha il diritto di percepire, in presenza di determinati requisiti, il 40% del Tfr dell’altro per tutti gli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio;
  • si perdono i diritti successori;
  • se l’ex coniuge è titolare dell’assegno divorzile e non contrae nuove nozze ha diritto alla pensione di reversibilità.


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2 Commenti

  1. Dopo aver scoperto tutte in un colpo le corna che mi aveva messo mia moglie non potevo far altro che chiedere il divorzio. Quella vigliacca si lamentava sempre dicendo che non aveva nulla da fare in casa e che quindi trascorreva il tempo ad andare in palestra (si è fatta il personal trainer), a fisioterapia (si è fatta il fisioterapista), dal parrucchiere (è stata anche con lui) e dal nutrizionista… Inutile dirvi come l’ho scoperto… Ero diventato lo zimbello del paese… Tutti sapevano, tranne me. Insomma, ho fatto in modo che potesse rimpiangere ogni singolo tradimento trascinandola in tribunale. Ed ora voglio vedere chi la mantiene!!!

  2. Mio marito è caduto in depressione. L’ho sempre incoraggiato e l’ho spinto ad andare dallo psicologo. Con i soldi che diceva di investire dallo specialista andava a giocare alle macchinette ed ha accumulato un sacco di debiti. Un giorno, visto che non rispondeva al cellulare, ho chiamato allo studio dello psicologo e lui mi ha detto di aver visto mio marito solo una volta, al primo incontro. Da lì, sono impazzita ed ho iniziato a pedinarlo su consiglio di un mio amico. Ho scoperto che andava al centro scommesse e a giocare d’azzardo. Ho scattato foto e fatto video. Ho portato tutto al mio avvocato e abbiamo avviato le pratiche per il divorzio

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