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Da impiegato a dirigente: quando è possibile

5 Giugno 2014 | Autore:
Da impiegato a dirigente: quando è possibile

Il dipendente a capo di un gruppo di lavoro, che gode di una certa autonomia e discrezionalità nel proprio operato non può essere, sol per questo, inquadrato come dirigente.

Nell’organizzazione lavorativa, all’impiegato possono essere talvolta assegnate mansioni e funzioni direttive. Tuttavia, se questi non partecipa alla promozione, al coordinamento e alla gestione degli obiettivi imprenditoriali, non può essere qualificato come dirigente e non può quindi pretendere la retribuzione riconosciuta a tale figura.

Lo ha affermato la Cassazione in una recente sentenza [1].

Per lasciare lo stipetto dell’impiegato e sedersi sulla poltrona da dirigente, ottenendo quindi un cospicuo aumento di stipendio, non basta avere la piena autonomia nello svolgimento delle proprie mansioni. La discrezionalità e l’autonomia con cui opera il lavoratore non sono, di per sé, sufficienti a qualificare lo stesso come dirigente se le funzioni svolte non sono tali da incidere sulle scelte e sugli obiettivi d’impresa.

A tal proposito, la Suprema Corte, in una precedente sentenza, ha affrontato la distinzione tra dirigente e impiegato con funzioni direttive [2]:

– il dirigente gestisce l’organizzazione aziendale o un settore di essa. Risponde del proprio operato soltanto ai datori di lavoro ed ha il potere di stabilire l’indirizzo dell’attività imprenditoriale, compiendo scelte che richiedono l’assunzione di un elevato grado di responsabilità;

l’impiegato con funzioni direttive, invece, è a capo di un singolo ufficio o reparto. Pur avendo potere di iniziativa, non ha la facoltà di compiere scelte decisive o determinare le strategie aziendali ed il suo operato è sempre sottoposto alla supervisione e all’approvazione di un dirigente.

In base a tali principi, la Cassazione ha stabilito che compiere un’attività di coordinazione del lavoro di un gruppo di impiegati non è requisito sufficiente per poter identificare un lavoratore come dirigente.

Allo stesso modo, non può essere riconosciuta la qualifica di dirigente al dipendente che svolge il proprio lavoro con un certo margine di autonomia e discrezionalità, ma sempre riferiti ad un singolo servizio, ufficio o reparto, e sotto il controllo di un dirigente e dell’imprenditore.


note

[1] Cass. sent. n. 12356 del 3.06.2014.

[2] Cass. sent n. 20600 del 9.09.2013.

Autore immagine: 123rf com


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