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Differenze retributive: calcolo al lordo delle ritenute fiscali e previdenziali

5 Giugno 2014 | Autore:
Differenze retributive: calcolo al lordo delle ritenute fiscali e previdenziali

Il datore di lavoro che deve una maggiore retribuzione al dipendente non può detrarre da quest’ultima le ritenute fiscali e previdenziali.

Il dipendente che abbia svolto lavoro straordinario ha diritto ad una retribuzione maggiorata, così come determinata dal contratto collettivo di riferimento.

Nel caso in cui tale maggiorazione non venga corrisposta, il dipendente può agire per ottenere le differenze retributive che gli spettano.

Una recente sentenza della Cassazione [1] ha precisato che il calcolo di tali differenze deve essere effettuato al lordo e non al netto delle ritenute fiscali e previdenziali.

Più precisamente, i giudici spiegano che la differenza retributiva che il datore è tenuto a versare al dipendente deve essere calcolata:

– al lordo delle ritenute fiscali, in quanto queste ultime riguardano il rapporto tra lavoratore e Fisco (e non tra lavoratore e datore) e devono essere pagate dal lavoratore solo dopo che egli abbia percepito la retribuzione che gli spetta;

– al lordo delle ritenute previdenziali, in quanto il datore può procedere alle ritenute stesse a carico del lavoratore solo nel caso di tempestivo pagamento del relativo contributo previdenziale. Quest’ultimo, infatti, è trattenuto dal datore di lavoro sulla retribuzione corrisposta al lavoratore alla scadenza del periodo di paga cui il contributo stesso si riferisce [2].

Dunque, il datore non può trattenere il contributo previdenziale su una retribuzione non tempestivamente pagata al lavoratore.

La Cassazione ricorda anche che il lavoratore, per poter ottenere le differenze retributive per lavoro straordinario, deve fornire una prova rigorosa e realistica dell’attività prestata oltre l’orario normale di lavoro, indicandone, con la massima precisione possibile, il numero di ore [3].

A tal fine sono rilevanti le prove testimoniali, i registri presenze, i cedolini paga.


note

[1] Cass. sent. n. 12566 del 4.06.2014.

[2] Art. 19 L. n. 218/52.

[3] Cass. sent. n. 1389/2003.

Autore immagine: 123rf com


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