Diritto e Fisco | Articoli

Pensione a 55 anni

26 Novembre 2021 | Autore:
Pensione a 55 anni

Chi può uscire dal lavoro al compimento del cinquantacinquesimo anno di età: pensione anticipata, trattamenti riservati a categorie speciali.

I requisiti anagrafici per la pensione sono stati progressivamente innalzati nel tempo: così, ottenere la pensione a 55 anni appare, oggi, quasi come un sogno irrealizzabile.

Non bisogna però dimenticare che, nonostante la legge Fornero [1] e l’applicazione degli incrementi relativi alla speranza di vita media [2] abbiano determinato un’età di accesso alla pensione di vecchiaia ordinaria pari a 67 anni, ci sono diverse eccezioni ancora “in piedi”, che consentono consistenti anticipi nell’uscita dal lavoro.

Iniziamo da alcune tipologie di pensione anticipata, per le quali non è prevista un’età minima: per quanto il requisito contributivo sia severo, in determinati casi è possibile fruire di maggiorazioni che incrementino gli anni accreditati, da far valere ai fini del diritto al trattamento.

Continuiamo, poi, con i trattamenti di prepensionamento: si tratta di misure, come l’isopensione, che possono anticipare sino a 7 anni l’uscita dal lavoro, con diritto a un’indennità che accompagna il dipendente sino al momento di maturazione delle condizioni per la pensione.

Particolari categorie di lavoratori, come gli iscritti all’Enpals gruppo ballo e gli sportivi professionisti, in virtù della particolare attività svolta possono contare sull’accesso alla pensione con un requisito anagrafico ridottissimo.

Concludiamo con i trattamenti spettanti ad invalidi ed inabili, per l’accesso ai quali non è previsto un requisito anagrafico, ma unicamente un requisito contributivo ridotto.

Pensione per invalidi ed inabili

Sono diverse le prestazioni previdenziali erogate dall’Inps che non richiedono un’età minima:

  • l’assegno ordinario d’invalidità, che può essere ottenuto (dagli iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria Inps e presso alcuni fondi sostitutivi) con un minimo di 5 anni di contribuzione, di cui 3 accreditati nell’ultimo quinquennio, richiede un’invalidità minima riconosciuta in misura superiore ai 2/3 (circa il 67%); deve trattarsi di un’invalidità specifica, relativa a mansioni confacenti alle attitudini dell’interessato, non basta la sola invalidità civile;
  • la pensione ordinaria d’inabilità al lavoro, che richiede lo stesso requisito contributivo previsto per l’assegno ordinario d’invalidità ed un’inabilità permanente ed assoluta a qualsiasi attività lavorativa;
  • i dipendenti pubblici possono aver diritto alla pensione per inabilità alle mansioni o a proficuo lavoro, con requisiti contributivi più severi;
  • a particolari categorie di lavoratori possono essere infine riconosciute speciali pensioni per inabilità ed invalidità.

Queste prestazioni non devono essere confuse con la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità, che si ottiene- con 15 o 20 anni di contributi- a 56 anni per le donne, 61 anni per gli uomini, con un requisito ridotto sino a ulteriori 5 anni per i non vedenti e dopo una finestra di 12 mesi, per la quale è richiesta un’invalidità pensionabile minima dell’80%: si tratta infatti di una sola deroga al requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia ordinaria, riconosciuta ai soli dipendenti del settore privato.

L’invalido, senza requisito di età minimo, può anche ottenere delle pensioni di assistenza, qualora si trovi in condizioni di bisogno economico: per approfondire, leggi “Invalidità civile, tutte le pensioni“.

Pensione anticipata precoci

Un lavoratore, con 55 anni di età, può ottenere la pensione anticipata precoci qualora possieda, anche accreditati in gestioni diverse, almeno 41 anni di contributi: per questa pensione non è previsto un requisito anagrafico minimo.

Nel dettaglio, i lavoratori precoci, cioè coloro che possiedono almeno 12 mesi di contribuzione da effettivo lavoro, accreditata prima del 19° anno di età, ottengono la pensione anticipata con un requisito ridotto, pari a 41 anni di contributi, se appartengono alle seguenti categorie:

  • disoccupati di lungo corso;
  • caregiver (coloro che assistono da almeno 6 mesi un familiare convivente entro il 1° grado- in casi particolari entro il 2° grado- portatore di handicap grave);
  • invalidi civili dal 74%;
  • addetti ai lavori usuranti, notturni o gravosi.

La pensione anticipata precoci può essere ottenuta dal lavoratore a 55 anni se, come osservato, possiede già 41 anni di contributi: questo implica una carriera lavorativa senza alcuna interruzione (eventualmente contando anche periodi figurativi- cioè accreditati senza l’effettuazione di attività lavorativa, in virtù di particolari tutele, ad es. per disoccupazione indennizzata- e periodi di riscatto) a partire dai 14 anni di età. L’età di avvio al lavoro potrebbe risultare superiore ai 14 anni qualora l’interessato abbia diritto a specifiche maggiorazioni contributive (riconosciute soltanto a categorie particolari di lavoratori, quali invalidi dal 75%, vittime del terrorismo, appartenenti al comparto difesa, sicurezza e soccorso). Per approfondire, leggi la guida alle maggiorazioni contributive.

Pensione di anzianità in totalizzazione

Con 41 anni di contributi e senza requisito anagrafico minimo, il lavoratore può anche ottenere la pensione di anzianità in regime di totalizzazione, senza bisogno di soddisfare i requisiti previsti per i lavoratori precoci e senza dover appartenente alle categorie tutelate elencate come beneficiarie di questa pensione agevolata. Una volta maturato il requisito contributivo, bisogna però attendere una finestra di 21 mesi per la liquidazione della pensione.

Pensione anticipata

È assai difficile ipotizzare che un lavoratore possa ottenere la pensione anticipata ordinaria (per la quale, ugualmente, non è previsto un requisito anagrafico minimo) a 55 anni di età, in quanto il requisito contributivo richiesto è pari a:

  • 42 anni e 10 mesi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi per le donne;
  • previa attesa di una finestra di 3 mesi.

Tale possibilità risulterebbe meno remota con l’applicazione di consistenti maggiorazioni contributive.

Prepensionamento a 55 anni

Risulta invece più semplice ipotizzare il prepensionamento a 55 anni di età, grazie all’applicazione di particolari misure che consentono di uscire dal lavoro sino a 7 anni prima dalla maturazione dei requisiti della pensione anticipata ordinaria.

In particolare, il lavoratore potrebbe raggiungere:

  • il prepensionamento con isopensione, qualora possieda almeno 35 anni e 10 mesi di contributi (in quanto, attraverso tale strumento, è possibile anticipare di 7 anni il requisito contributivo previsto per la pensione anticipata ordinaria Fornero, con diritto a un assegno di sostegno al reddito sino alla data di maturazione del requisito);
  • il prepensionamento con contratto di espansione o con assegno straordinario, qualora possieda almeno 37 anni e 10 mesi di contributi (in quanto, attraverso tali strumenti, è possibile anticipare sino a 5 anni il requisito contributivo previsto per la pensione anticipata ordinaria Fornero, con diritto a un assegno di sostegno al reddito sino alla data di maturazione del requisito per la quiescenza).

Attenzione: isopensione, contratto di espansione e assegno straordinario non possono essere richiesti autonomamente dal lavoratore, ma sono accessibili solo a seguito dell’attivazione di una complessa procedura di gestione degli esuberi da parte dell’azienda. Peraltro, non tutte le aziende possono accedere a questi trattamenti: sono previste condizioni specifiche e differenti per l’accesso a ciascuna di queste misure. Per approfondire, leggi: Scivolo per la pensione.

Pensioni speciali

Per una maggiore esaustività, si riporta di seguito la tabella completa con i requisiti per le principali tipologie di pensione accessibili con 55 anni di età, o con un requisito anagrafico inferiore, o senza previsione di un’età minima.

Tipologia di pensione
Contributi richiesti (anni)
Età richiesta (anni)
Altri requisiti
VecchiaiaTersicorei e ballerini47
VecchiaiaSportivi professionisti

(art. 3 D.lgs. 166/97; art. 9 DPR 157/2013; Circ. INPS 3 luglio 2014 n. 86)

2054A condizione che l’interessato risulti già in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995Dal 2022 è previsto un innalzamento a 54 anni per le donne, il cui requisito nel 2021 è pari a 53 anni. I requisiti dovranno essere adeguati alla speranza di vita dal 2023
Pensione anticipata ordinaria(art.24 co.10 D.L. 201/2011)42 anni 10 mesi (uomini)41 anni 10 mesi (donne)

Sino al 31.12.2026

Anche cumulati presso casse diverse

(art.1 co.195 L.232/2016)

Nessun requisito minimo di etàFinestra (periodo di attesa) pari a 3 mesi
Pensione anticipata precoci(art.1 co.199 L.232/2016)41 (sino al 31.12.2026)Anche cumulati presso casse diverseNessun requisito minimo di etàFinestra (periodo di attesa) pari a 3 mesiAppartenere a specifiche categorie tutelate: disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi civili dal 74%, addetti ai lavori usuranti o gravosi

Possedere 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del 19° anno di età

Pensione di anzianità totalizzazione(D.L.gs. 42/2006)41Presso gestioni diverseNessun requisito minimo di etàFinestra (periodo di attesa) pari a 21 mesiUlteriori requisiti previsti dai singoli ordinamenti, o per categoria di appartenenza
Pensione di anzianità comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso41Si applica una finestra di 15 mesi
Pensione di anzianità giornalisti40 anni e 5 mesiÈ richiesta la cessazione del rapporto di lavoro

Da non scordare le pensioni accessibili ai non vedenti e i trattamenti raggiungibili in regime di salvaguardia: per conoscere nel dettaglio i requisiti, leggi l’articolo Pensioni: guida Inps.

In ogni caso, per una valutazione corretta della situazione personale, è indispensabile la presa visione dell’estratto conto contributivo, della determina di riconoscimento dell’eventuale invalidità o inabilità, dell’intera carriera lavorativa e della normativa alla base della gestione previdenziale d’iscrizione.


note

[1] Art. 24 DL 201/2011.

[2] Art. 12 DL 78/2010.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube