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Chi è il genitore sociale?

26 Novembre 2021 | Autore:
Chi è il genitore sociale?

La legge italiana non riconosce l’importanza del rapporto affettivo che si può venire a creare tra un adulto e un minore nell’ambito di una famiglia allargata. Diversa è la posizione della giurisprudenza.

Nel nostro Paese ed in generale un po’ in tutto il mondo, sono sempre più diffuse le famiglie ricostituite a seguito della separazione o della perdita del genitore biologico dove i nuovi partner della madre o del padre vivono con i figli minori delle proprie compagne o dei propri compagni. Allo stesso modo, sono sempre più numerose le famiglie formate da coppie omosessuali che hanno avuto figli attraverso la procreazione assistita di tipo eterologo. In entrambi i casi, si parla di famiglie allargate o ricomposte e di genitori sociali. Ma in pratica chi è il genitore sociale?

Il genitore sociale è il coniuge o il partner del genitore biologico di un minore, quello cioè che un tempo veniva definito come il patrigno o la matrigna. Più semplicemente, è colui che, pur non avendo legami biologici, intrattiene una vita di relazione o una vita familiare con i figli della nuova compagna o del nuovo compagno.

La figura del genitore sociale, sebbene dotata di una sua precisa connotazione dal punto di vista sociologico, non viene espressamente prevista dal nostro ordinamento giuridico. Infatti, non esiste alcuna normativa che estende a tale soggetto una responsabilità genitoriale nei confronti dei figli del proprio coniuge o del proprio partner come quella spettante al genitore biologico.

Quali sono i diritti e i doveri del genitore sociale?

Il legislatore italiano, da un lato, definisce espressamente i diritti e i doveri del genitore biologico nei confronti della prole, anche nell’ipotesi in cui si è interrotto il rapporto con l’ex coniuge o partner, dall’altro, come già sopra evidenziato, non contempla alcun obbligo giuridico a carico del genitore sociale nei riguardi dei figli del nuovo compagno/a. In sostanza, tale soggetto non è tenuto al loro mantenimento né ha alcuna voce in capitolo circa le decisioni più importanti attinenti ai minori come ad esempio quelle relative alla salute, all’educazione e all’istruzione.

L’articolo 147 del Codice civile, nel disciplinare i diritti e i doveri reciproci dei coniugi, dispone che il matrimonio impone ad ambedue i genitori l’obbligo di mantenere, istruire, educare ed assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali ed aspirazioni. Detta norma si applica anche ai genitori non uniti in matrimonio tra loro ma non al genitore sociale.

Inoltre, al genitore sociale non si estende il dovere di mantenimento neanche nell’ipotesi in cui la nuova coppia decida di sposarsi.

La “logica” giuridica è che il compagno/la compagna della madre o del padre non deve mantenere, istruire, educare i figli dell’altro/a, perché non c’è alcun legame familiare/di sangue.

La legge, poi, non include il genitore sociale tra le persone tenute a corrispondere gli alimenti ai familiari che versano in stato di bisogno. Secondo l’articolo 433 del Codice civile, infatti, i soggetti obbligati a prestare assistenza sono nell’ordine:

  • il coniuge;
  • i figli anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi;
  • i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi;
  • gli adottanti;
  • i generi e le nuore;
  • il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali.

Detta norma, quindi, non contiene alcun riferimento alla figura del nuovo partner di un genitore, neppure se divenuto coniuge.

Genitore sociale: può adottare i figli del nuovo compagno/a?

La situazione appena descritta cambia nell’ipotesi in cui il genitore sociale decide di chiedere l’adozione del figlio/i del coniuge. In tal modo, infatti, acquista la responsabilità genitoriale.

Facciamo un esempio per capire meglio.

Anna è divorziata ed ha un figlio di 4 anni di nome Luca. È sposata in seconde nozze con Michele che, quindi, è un genitore sociale. Poiché quest’ultimo ha instaurato un legame affettivo importante con il figlio di Anna, decide di adottarlo. Così facendo, Michele assume, nei confronti di Luca, gli stessi diritti e doveri che spettano al genitore biologico. Il bambino diventa suo figlio adottivo ed erede e ha diritto di essere mantenuto da Michele se il padre biologico non può farlo. In ogni caso, il minore conserva i rapporti con la propria famiglia di origine. Inoltre, può anteporre al proprio cognome quello del genitore adottivo.

L’adozione in casi particolari [1], come quella appena descritta, può avvenire solo a determinate condizioni:

  1. il genitore adottante deve avere almeno 18 anni in più rispetto all’adottando;
  2. l’adottando, se ha compiuto 14 anni, deve prestare assenso all’adozione. Se, invece, si tratta di un bambino di 12 anni o di un’età inferiore, deve essere sentito in base alla sua capacità di discernimento;
  3. il genitore biologico deve dare il proprio assenso all’adozione. In caso di opposizione ingiustificata o contraria all’interesse dell’adottando da parte del genitore biologico, si procede comunque all’adozione.

La giurisprudenza come considera il genitore sociale?

Diversa è la posizione assunta dalla giurisprudenza nei riguardi del genitore sociale rispetto a quella del legislatore italiano.

Dal 2016 ad oggi, sia i tribunali sia la Corte Costituzionale hanno dato un sempre maggiore riconoscimento alla figura del genitore sociale non tanto a tutela di quest’ultimo ma del minore il quale può avere costituito un legame affettivo solido con il nuovo compagno/a della madre o del padre. Ne consegue che tale legame va tutelato al pari di quello creato con un genitore o un ascendente biologico.

In particolare, nella sentenza n. 225/2016, la Corte Costituzionale ha evidenziato l’interesse del minore di conservare rapporti significativi anche con persone diverse dai genitori, con le quali egli ha intrattenuto rapporti affettivi significativi. Nel caso specifico, si trattava dell’ex compagna della madre biologica del bambino.

Nella ordinanza della Corte d’Appello di Trento del 23 febbraio 2017, poi, è stata affermata la genitorialità di un minore sia al padre biologico del bambino sia al suo compagno di vita, consentendo quindi l’iscrizione di entrambi i papà sul certificato di nascita.


note

[1] Art. 44 L. n. 184/1983.


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