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Come si diventa vigile urbano?

26 Novembre 2021 | Autore:
Come si diventa vigile urbano?

Per entrare nel corpo della polizia municipale si deve superare un concorso pubblico.

Molti giovani aspirano a vestire la divisa di vigile urbano. Il motivo di ciò è facile a capirsi. Poiché si tratta di una figura professionale di natura pubblica, in altre parole di un impiegato pubblico, – infatti, il vigile urbano è un dipendente del Comune presso il quale viene assunto – il lavoro sembra essere più sicuro e meno soggetto a licenziamenti. Inoltre, permette di percepire uno stipendio di tutto rispetto, che cambia in relazione a parametri differenti come ad esempio il ruolo che si ricopre, il grado, il livello professionale nel quale si è inquadrati anche se esiste un fisso base lordo di partenza. Come si diventa vigile urbano?

Per diventare un agente della polizia municipale è necessario superare un concorso pubblico per esami indetto dal Comune interessato a ricoprire il ruolo tramite un bando in cui sono specificati i dettagli e le informazioni necessarie per partecipare alle prove.

Il bando del concorso viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, serie IV concorsi e selezioni, e anche online nelle pagine relative ai concorsi e alle selezioni dei singoli Comuni.

Cosa fa il vigile urbano?

Il vigile urbano non ha solo il compito di sorvegliare e regolare il traffico urbano e di controllare che vengano rispettati le norme e i regolamenti comunali. Le sue mansioni, infatti, interessano diversi settori comprendendo anche la tutela dell’ambiente e del territorio, la pubblica sicurezza, il controllo delle attività commerciali e la sensibilizzazione all’educazione stradale.

In particolare, il vigile urbano compie servizi quali ad esempio di prevenzione e sanzione delle infrazioni al Codice della strada e di assistenza e supporto alla rimozione dei veicoli che intralciano la circolazione.

Svolge controlli in ambito edilizio per frenare l’abusivismo e in quello ambientale al fine di assicurare la salubrità del territorio; interviene in caso di incidenti stradali con il compito di rilevare le posizioni dei veicoli coinvolti, ascoltare le dichiarazioni dei proprietari dei mezzi e di eventuali testimoni, regolare la viabilità per il prosieguo della circolazione.

Inoltre, in base ad accordi tra Comune e Prefetto, il vigile urbano può essere chiamato a supporto nel mantenimento dell’ordine pubblico. Se necessario, può svolgere compiti normalmente affidati alla polizia giudiziaria (vedi prendere notizia di reati o compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova), nonché compiti di vigilanza e controllo sull’esercizio del commercio per prevenire e reprimere gli abusi ai consumatori.

Quali sono i requisiti per diventare vigile urbano?

Possono partecipare ad un concorso per vigile urbano sia uomini sia donne in possesso di determinati requisiti quali:

  • età compresa tra i 18 e i 40 anni;
  • possesso di un diploma di scuola media secondaria;
  • possesso di una patente di guida di categoria B. In alcuni casi specifici, può essere richiesto il possesso di una patente di categoria A per la conduzione di motocicli ed in alcune località marine e lacuali, in aggiunta, può essere richiesto il possesso della patente nautica;
  • cittadinanza italiana e godimento dei diritti civili e politici;
  • conoscenza di una lingua straniera, a scelta, in particolare per le grandi città con molta affluenza di turisti;
  • non essere stato sottoposto a condanne penali o interdetto dai pubblici uffici;
  • idoneità fisica oltre ai requisiti psicologici obbligatori per il porto d’armi.

Se si intende partecipare al concorso per diventare comandante ai predetti requisiti bisogna aggiungere il conseguimento del diploma di laurea, preferibilmente in giurisprudenza, economia e commercio o in scienze politiche.

Vigile urbano: come si svolge il concorso pubblico?

Il concorso pubblico per diventare vigile urbano si articola in una prova scritta e una prova orale, spesso precedute da una prova preselettiva, che comprende domande a risposta multipla di cultura generale o su materie giuridiche.

L’esame scritto è incentrato sulle materie giuridiche, in genere suddivise in due blocchi: materie istituzionali e materie specifiche riguardanti l’attività che si andrà a svolgere. Ad esempio, nelle prime rientrano: diritto costituzionale e amministrativo, diritto e procedura penale, legislazione degli enti locali, talvolta anche nozioni di diritto civile. Nelle seconde, invece, sono ricomprese: legislazione commerciale e urbanistica, legislazione e codice della strada, testo unico ambientale e gestione dei rifiuti, ordinamento e funzioni della polizia locale e tutela della privacy.

In alcuni casi, la prova scritta può svolgersi mediante la somministrazione di un questionario con domande a risposta multipla a cui bisogna aggiungere un commento, mentre in altri casi consiste nello svolgimento di un tema su un argomento specifico oppure nella simulazione della scrittura di un verbale.

La prova orale verte sulle stesse materie delle prove scritte ed anche sulla conoscenza delle leggi regionali e dello statuto comunale.

Il punteggio minimo per superare il concorso è di 21/30. A tale risultato si somma il punteggio per i titoli di cui si è in possesso e, sulla base di questi dati, viene creata la graduatoria in base alla quale saranno chiamati i vari vigili urbani.

Altresì, come avviene per tutti i concorsi per il reclutamento delle forze armate e di polizia, l’aspirante vigile urbano deve sottoporsi a visite psico-fisiche per accertare l’idoneità allo svolgimento dell’impiego.

Quanto guadagna un vigile urbano?

Un agente scelto della polizia municipale, che è il grado più basso, con un’anzianità di servizio di tre anni, arriva a guadagnare uno stipendio mensile lordo di circa 1.695,00 euro.

Un vice ispettore percepisce intorno ai 1.845,00 euro lordi al mese mentre un vicecommissario guadagna circa 2.120,00 euro lordi mensili e un commissario intorno ai 2.200,00 euro lordi mensili.

I dirigenti e i comandanti hanno una retribuzione che cambia a seconda se prestano servizio in una città metropolitana o in un capoluogo di provincia. Di solito, i dirigenti arrivano a percepire 2.470,00 euro lordi al mese e i comandanti percepiscono uno stipendio base di partenza pari a 2.310,00 euro al mese.


note

[1] D.M. 28.04.1998.


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